Thursday, November 21, 2019
 

Smart cities – Riunione del 27 maggio 2011

Tavolo di lavoro e a partecipazione su invito

Intervenuti

NOME COGNOME AFFILIAZIONE
ANGELO AIRAGHI FINMECCANICA
PAOLO ANNUNZIATO TELECOM
ERNESTO AUCI FIAT
ROBERTO CAROSI TELECOM
FAVIO COVELLO ASI
FULVIA FAZIO ENEL
GIAN PAOLO MANZELLA PROVINCIA DI ROMA
UMBERTO MINOPOLI ANSALDO NUCLEARE SPA
GIOVANNI PAGLIARO PROVINCIA DI ROMA
MARIO ROSSO ALMAVIVA
FRANCESCO SPERANDINI ACEA
DONATA SUSCA ENEL
RENZO TURATTO MIN. PA
ROBERTO VENAFRO EDISON SPA

Idee emerse

La riunione del 27 maggio 2011 ha rappresentato una opportunità per condividere fra gli intervenuti alcune riflessioni, per far circolare alcune informazioni di progetti in cui le diverse Istituzioni o Imprese sono impegnati, così come un’occasione di confronto sulle attività non presidiate che potrebbero essere affrontate con la logica di “rete”.

Informazioni

  • Il 7° programma Quadro non ha definito i criteri per eleggibilità delle città smart se non la dimensione minima. In ogni caso, la Comunità Europea offrirebbe un contributo simbolico (Minore del 5%).

La prima call uscirà a metà luglio e con un importo di circa 40/50 milioni di euro, che basteranno a finanziare solo progetti di ricerca.

La situazione in Italia

  • Prossimamente verrà presentata la candidatura di Bari che va ad affiancarsi a quella di Genova. Enel è presente in entrambe le iniziative. Manca pertanto una candidatura di città del centro. Occorre riflettere sulla dimensione della città da candidare: che sia “interessante” e sfidante  ma non impossibile.
  • Nell’ambito dell’Unione Industriali di Roma è partito il progetto  “Roma Città Digitale” a cui partecipa anche Telecom. Il progetto coinvolge anche altre tematiche come la Sicurezza, la  Sanità Digitale, la Scuola Digitale etc. La novità è l’integrazione ma manca una valutazione del valore apportato dall’approccio integrato, vale a dire misurare il valore aggiunto della rete. Telecom inoltre è coinvolta in vari progetti genericamente denominati di smart services come le “Smart School” con sistemi di lavagne e  sistemi di comunicazione smart, i “Smart building” e le “Smart Town” specialmente in piccoli comuni. A Cesenatico è stato realizzato un progetto di telecontrollo dei lampioni e del funzionamento dell’illuminazione pubblica (30% risparmio energetico).
  • Acea ha realizzato Progetto pilota su  Malagrotta (discarica più grande d’Europa).
  • Almaviva ha costituito un consorzio con Engineering ed Elsag per un polo integrato italiano sull’Information Technology.

Riflessioni

  • Finora gli sforzi europei sul tema “Smart Cities” si sono concentrati sull’“Energia”; tuttavia l’energia, pur essendo un elemento fondamentale non è l’unico e, nel tentativo di far crescere in modo “economicamente razionale” le città, gli altri assi fondamentali sono, Comunicazioni; Ambiente;Trasporti; Sicurezza.
  • Per la configurazione urbanistica italiana diventa importante anche riflettere sul ruolo dei villaggi “smart” oltre che delle Città.
  • Occorre capire:
  • Le singole istituzioni si muovono indipendentemente una dalle altre; al massimo in collaborazione su progetti che coinvolgono singole tecnologie (esempio sull’energia). Occorre invece aggregare le singole iniziative in progetti articolati e multi tecnologici.
  • Laddove si ipotizzasse la candidatura di Roma il progetto sarebbe molto ambizioso. Roma vanta il centro storico più grande al mondo e allo stesso tempo il centro agricolo intorno alla città è molto esteso. È vero, al tempo stesso, che candidando Roma si otterrebbe una partecipazione elevata per l’interesse connesso.
  • Occorre tradurre il concetto di smart cities (unico in Europa) al sistema Italiano; la specificità delle città italiane (città d’arte e storiche) richiederebbe un modello “su misura” per la realtà italiana.
  • Obiettivo delle smart cities potrebbe essere anche quello più ampio di migliorare la qualità della vita e dell’aria e di una facile fruizione della città. Il problema però in Italia è del sostegno politico alle iniziative di così lungo respiro (ad esempio, il progetto di Edison per la realizzazione di auto elettriche a Milano ha incontrato rilevanti problemi nell’accordo con il Comune e l’Azienda A2A per l’installazione delle colonnine per il rifornimento)
  • Non bisogna avere una visione centrata sui consumi (riduzione dei consumi) ma sul miglioramento della qualità della vita nelle città per i cittadini. Il punto di aggregazione deve essere intorno al servizio migliore al cittadino e anche l’attività di misurazione deve andare in tale senso.
  • A cosa sono orientati i progetti della Comunità Europea per testare la convergenza di interessi dei soggetti intorno al tavolo.
  • Se all’interno del POR 2013 (“Programma Operativo Regionale” le cui linee guida per il 2013 sono state pubblicate) ci sono delle linee di attività da seguire

Idee per progetti e attività per un possibile network guidato dalla Fondazione

Collegare insieme le singole iniziative perché l’INTEGRAZIONE è il valore aggiunto da far emergere.

  • Misurare la qualità degli interventi, sia ex-ante, che successivamente per il controllo ex-post ed il ri-orientamento.
  • Fare un catalogo di best practices.
  • Focalizzarsi sui Trasporti, veicoli elettrici, problemi urbanistici e viari, sistemi di monitoraggio  del traffico.
  • Supportare la filiera industriale aggregata per cercare una linea condivisa.
  • Scandagliare i piani regionali approvati e iniziare a capire la riprogrammazione del 2014.
  • Supportare i comuni nella predisposizione di progetti e nella realizzazione di piani di fattibilità ambientale.
  • Supporto alla Pubblica Amministrazione o agli altri organi competenti su quali sono i parametri per la selezione delle città targettizzabili, definendo una dimensione ottimale.
  • Analisi economiche e analisi costi/benefici per la presentazione di progetti all’EU.
  • Ricercare nei programmi nazionali i rivoli secondari, magari non riferiti alle smart cities ma all’implementazione delle tecnologie che poi verranno integrate nelle smart cities.
  • Considerare la problematica propria degli enti locali; rendere cioè appetibile il loro sforzo di investire sulle smart cities. Si potrebbe fare un catalogo delle iniziative da veicolare verso i comuni. Occorre soddisfare la domanda che proviene dal territorio.
  • Attivare la finanzia privata e immaginare progetti “bancabili”.
  • Provare ad ottenere un finanziamento a livello europeo di uno studio preliminare e sentire anche partner nazionali (es ANCI).
  • Realizzare iniziative per gli enti locali (es.” Manuale per il Sindaco” realizzato da Telecom in collaborazione con ANCI).
  • Iniziative si sollecitazione dell’intervento pubblico e politico.
  • Interventi strutturati nel campo della sicurezza (intesa sia come Security che come Safety) con interventi per il controllo e monitoraggio ambientale, pollution atmosferico, monitoraggio del territorio e del traffico, dell’impatto ambientale della riduzione del traffico etc con l’utilizzo di piattaforme satellitari (problema i satelliti in atmosfera bassa…).
 

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