Monday, December 9, 2019
 

Azzardo, popolari. In Germania i paletti da noi la scarpetta

di Leonardo Becchetti

I tedeschi sono gente seria e hanno una classe politica che fa molta attenzione a conciliare la creazione di valore economico con il benessere dei propri cittadini.

In Germania la pubblicità sull’azzardo è vietata e i ricorsi delle società del settore alla corte di giustizia sono stati più volte respinti. Ancora in Germania il governo difende la biodiversità bancaria sapendo che è un ingrediente essenziale per lo sviluppo economico e sociale dei propri territori. E che un panorama finanziario fatto solo di grandi banche spa aumenta il rischio sistemico e la probabilità di razionamento del credito a famiglie e imprese locali. La Merkel ha recentemente ricapitalizzato le banche popolari e ha un sistema dove le Volksbanken coesistono con le banche spa.

In Italia invece il governo, nonostante la legge Binetti che propone tra l’altro il divieto di pubblicità sull’azzardo sia stata approvata all’unanimità in commissione affari sociali, e una legge delega che ricalcava quei punti e chiedeva di recepire la ricchezza degli interventi delle amministrazioni locali e ragionali di contrasto all’azzardo, intende ripiegare con la bozza di delega fiscale su un comodo ed inutile divieto della pubblicità nella fascia oraria tra le 16 e le 19 (ad esclusione dei programmi sportivi), ovvero in una fascia nella quale nessuno fa oggi pubblicità. Ignorando che con l’azzardo lo stato ci perde e non ci guadagna sia socialmente che economicamente (l’azzardo è mancato consumo e le tasse sul primo sono più basse per non parlare dei costi sociali ed economici della ludopatia). Sempre in Italia con un decreto legge si intende abrogare per editto il voto capitario al di sopra degli 8 miliardi di euro di totale dell’attivo con una scelta i cui errori sono stati più volte spiegati su questo blog http://felicita-sostenibile.blogautore.repubblica.it/2015/02/17/elogio-della-diversita-bancaria-ed-errori-del-decreto-popolari/.

All’estero si leccano già i baffi pensando di poter fare piazza pulita del risparmio delle regioni più ricche del nostro paese per dirottarlo verso banche dedite maggiormente ad attività speculative e meno al credito locale per imprese e famiglie. Di quanto aumenterà il razionamento del credito di famiglie e imprese se quest’idea geniale arriverà fino in fondo?

Insomma ci sono paesi nei quali l’energia e le competenze delle multinazionali sono imbrigliate dai governi all’interno dei paletti del bene comune del proprio territorio. Altre dove le multinazionali stesse pascolano allo stato brado e fanno la scarpetta nel sugo. A quanto pare visto quello che sta accadendo in questi due settori noi facciamo parte del secondo gruppo. Cittadini con l’anello al naso nello stato libero di Bananas. Siamo sicuri però che è solo un momento di distrazione e una nostra eccessiva preoccupazione. Il governo ci smentirà e confermerà di non guardare alla Germania come modello solo quando fa comodo. Oppure no?

Articolo apparso sul blog La Felicità Sostenibile il 03/03/2015

 

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