Wednesday, July 18, 2018
 
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Manovra 2018, debito e nodi dell’economia italiana – novembre 2017

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Start:
23/11/2017
Venue:
SNA - Scuola Nazionale dell'Amministrazione
Address:
Roma

Giovedì 23 novembre a Roma presso l’Aula magna della SNA, nell’ambito del Diploma in Management pubblico europeo e politiche economiche e del progetto permanente Revitalizing Anaemic Europe, si è svolto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″ su:

“Manovra” 2018, Debito e nodi dell’Economia Italiana

Sono intervenuti Luigi Paganetto, Presidente Fondazione Economia Tor Vergata; Riccardo Barbieri H., Dipartimento del Tesoro – MEF; Gloria Bartoli, Università LUISS “Guido Carli”; Gimpaolo Galli, Camera dei Deputati; Giuseppe Pennisi, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, Giuseppe Pisauro, Ufficio Parlamentare di Bilancio.


Temi discussi nel corso dell’incontro


Luigi Paganetto – Presdiente FUET e Docente SNA

Le economie Europee e l’Italia
Secondo le stime di autunno della Commissione Europea il Pil dell’area dell’euro crescerà quest’anno al 2.2%, il più elevato ritmo degli ultimi 10 anni. L’insieme delle economie europee (euro e non euro) crescerà al 2.3%. Campioni della crescita sono Irlanda (4.8%), Polonia e Cekia con oltre il 4%, disoccupazione tra il 6 e il 3% e debito pubblico tra il 70% e il 35%.
Il Pil dell’Italia crescerà dell’1.5% per il 2017. È comunque una buona notizia anche se rimaniamo indietro rispetto alla media EU.
Notizie meno buone sono quelle relative alla disoccupazione all’11.3% (nel 2007 era al 7%), tenuto conto di quel che succede in Germania (3.7%) e negli altri paesi del nord con tassi tra 4 e 6 %. Ci superano soltanto Spagna (17.4%) e Grecia (21.8%). Altro punto dolente è il debito pubblico (132.1%) contro valori compresi tra il 34.6% della Cekia e 69.9% dell’Irlanda. Ci supera solo la Grecia con il 179.6 e si avvicina il Portogallo con 126.4%. Il deficit pubblico, anche se non è stato ridotto nella misura desiderata dalla EU sarà pari nel 2017 al -2.1% che rappresenta, comunque, un miglioramento rispetto al 2016 (-2.5%).

La legge di Bilancio 2018
La legge di Bilancio per il 2018 prevede dal lato delle entrate una riduzione di entrate di 0.8 % di Pil per la cancellazione dell’aumento delle aliquote Iva previsto dalle clausole di salvaguardia e un aumento di entrate per via di misure di contrasto all’evasione fiscale, di maggiori imposte dirette per 0.2 di Pil per via soprattutto del rinvio nel regime opzionale dell’IRI.
Anche se sul lato della spesa la manovra prevede risorse per occupazione, investimenti e reddito di inclusione, e l’impegno di 0.1% del Pil per il rinnovo dei contratti pubblici, il rapporto tra spesa e Pil dovrebbe diminuire per effetto della spending review e, soprattutto, delle minori spese per interessi. Non va dimenticato che la riduzione della spesa in questi anni di scelte a favore dei bonus è quasi del tutto legata alla riduzione dei tassi d’interesse via QE. Il saldo tra evoluzione delle entrate e della spesa è un deficit pubblico che passa dal 2.1 all’1.6% (rispetto all’1% preventivato)…  undefinedScarica la relazione completa con i grafici

undefined Italy’s macroeconomic outlook (Le prospettive macroeconomiche dell’Italia)
Riccardo Barbieri H. – Responsabile Direzione Analisi Economico Finanziaria Dipartimento del Tesoro, MEF

Chief Economist
Department
of the Treasury
Economy
and Finance Ministry
 
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