Wednesday, July 18, 2018
 
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Le proposte di riforma dell’eurozona e il documento dei 14 economisti franco-tedeschi

27 febbraio 2018

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Start:
27/02/2018
Venue:
SNA - Scuola Nazionale dell'Amministrazione
Address:
Roma

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Gruppo dei 20 – Revitalizing Anaemic Europe

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Il 27 Febbraio a Roma presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione si è svolto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″ su:

Le proposte di riforma dell’eurozona e il documento dei 14 economisti fraco-tedeschi

All’apertura del nostro Presidente Luigi Paganetto, che ha fatto un’introduzione su “La riforma della governance europea e le proposte franco-tedesche”, sono seguite le relazioni di Paolo Guerrieri, Sapienza Università di Roma e College of Europe, Bruges; Marcello Minenna, London Graduate School of Mathematical Finance; e Rocco Cangelosi, Consiglio di Stato
Ne hanno discusso Lorenzo Bini Smaghi, Société Génerale e Giuseppe Pennisi, CNEL

Programma

Temi discussi nel corso dell’incontro


Luigi Paganetto – Presidente Fondazione Economia Tor Vergata e Docente SNA

Il documento dei 14 economisti Franco-Tedeschi

Si tratta di un paper (per semplicità Pisani – Ferry e Zettelmeyer) che rappresenta un tentativo di coniugare le posizioni presenti in Europa su due temi cruciali quello della disciplina fiscale di cui si accetta la necessità e quello della condivisione dei rischi su cui si ricerca un compromesso partendo dall’accettazione dell’idea (sostenuta con determinazione dai tedeschi) che prima di condividerli i rischi vanno ridotti.
Il documento ha sollevato molto interesse perché esce dalle consuete, generiche proposte cercando di trovare un possibile collante politico di un’intesa per la riforma dell’UEM, che trova un terreno favorevole nel terreno della ripresa della crescita e un obbiettivo temporale preciso nella prossima scadenza (2019) delle Istituzioni europee.
Occorre dire che la storia professionale degli autori di forte impegno nelle Istituzioni europee e dunque, non solo accademica, dà maggiore credibilità alle loro posizioni.

Come riformare l’Eurozona?
Il limite di fondo delle proposte di riforma dell’eurozona rimane quella ( da dimostrare) che la crisi 2008-2015 è stata determinata, in larga misura da un deficit di disciplina fiscale per cui rimediando a questa mancanza si possono affrontare adeguatamente le sfide del futuro.
Per fronteggiare queste sfide, la tesi è che basti rendere i vincoli più certi e cogenti ,affidando la sorveglianza dei conti pubblici ad organismi tecnici indipendenti e solo in seguito procedere ad una maggiore integrazione economica e finanziaria. Un’unica attenuazione al rigore sarebbe che la regola del tetto della spesa diventerebbe più o meno stringente a seconda del livello del debito pubblico. E questo non favorirebbe di certo il nostro Paese.
A parte le difficoltà giuridiche di una scelta di questo tipo, una riforma dell’Eurozona che voglia avere successo deve fondarsi, oltre che condivisione dei rischi e disciplina di mercato, sulla scelta di rinforzare le ragioni di convergenza non solo economica dei paesi dell’Eurozona, con l’ avvio di una seria ricerca degli spazi fiscali su ambiente e immigrazione insieme ad un ripensamento delle politiche di coesione ma anche di quelle sulla sostenibilità della crescita come si è cominciato timidamente a fare con l’iniziativa per il «pilastro dei diritti sociali»… undefinedScarica la relazione completa con i grafici


 
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