Wednesday, December 19, 2018
 

Cdp anticiperà il pagamento dei debiti della Pa verso le imprese

Il Sole 24 Ore

Cassa depositi e prestiti scende in campo a supporto della pubblica amministrazione e delle imprese. La società guidata da Fabrizio Palermo si propone come intermediario che eroga i fondi quando la Pa è inadempiente o anticipa i finanziamenti comunitari, in particolare, quelli dei fondi strutturali, evidentemente in attesa che i beneficiari completino tutti i passaggi autorizzativi necessari. A questo scopo Cdp prevede «lo sviluppo del servizio di tesoreria». È uno dei passaggi previsti dal piano industriale – le cui slide sono state anticipate ieri dall’agenzia Agi – atteso all’approvazione finale del board per il 5 dicembre ma che, stando alle indiscrezioni, il vertice della Cassa avrebbe condiviso nei giorni scorsi con il management delle proprie partecipate e delle controllare del ministero dell’Economia. Anche perché una parte del piano, che sviluppa l’idea della cabina di regia presentata a palazzo Chigi a metà ottobre, interessa appunto queste controllate. Dai documenti diffusi si evince che il piano avrà durata quinquennale, 2019-2023.

Nel piano è previsto un ampliamento «dei servizi di supporto per la gestione dei fondi pubblici nazionali ed europei» e «l’individuazione di opportunità di ottimizzazione nella gestione dei bilanci degli Enti». Si punta infine su un sostegno al processo di digitalizzazione dei pagamenti da e verso la Pubblica Amministrazione. Non si può non tenere presente il fatto che lo sviluppo dell’attività di supporto di Cdp alla Pa in tema di ritardi dei pagamenti (in tutto i debita della pubblica amministrazione sono 40 miliardi) implica inevitabilmente un aumento dei rischi a carico della società che, come è noto, gestisce i fondi della raccolta postale. Stesso discorso vale per gli anticipi sui fondi strutturali europei: e se chi li richiede poi non rispetta gli impegni sarà la Cdp a rispondere?

Il piano prevede inoltre che Cdp elabori piani di riqualificazione urbana per almeno sei grandi città (Genova, Torino, Venezia, Roma, Napoli e Palermo) da realizzare in collaborazione con la pubblica amministrazione attraverso un modello integrato. Si fa riferimento all’istituzione di una «task force cross-funzionale (infrastrutture, immobiliare, enti pubblici)» che agirà tramite protocolli di intesa con le città. Le soluzioni offerte prevedono la riqualificazione degli immobili di proprietà della Cdp, il sostegno alla realizzazione di infrastrutture locali (anche in partenariato pubblico-privato) e strumenti finanziari dedicati alla realizzazione di specifici interventi (ad esempio il verde pubblico). Cdp interverrà, inoltre, sul proprio patrimonio immobiliare attraverso «l’accelerazione dello sviluppo di progetti strategici con il concreto avvio di cantieri e la cessione del portafoglio difficilmente sviluppabile». Previsti inoltre l’ampliamento di progetti nel settore dell’edilizia sociale, l’avvio di progetti per la realizzazione di residenze per anziani e studenti e l’ampliamento degli interventi a sostegno del settore turistico.

Il passaggio che coinvolge le controllate riguarda la singolare idea della costituzione di una Sgr, ovviamente controllata da Cdp, a sostegno delle startup. Obiettivo è estendere il supporto alle startup lungo tutta la filiera di venture capital ( incubatori e corporate venture capital, ovvero investimenti diretti di grandi aziende) per favorire una maggiore attrazione di risorse di terzi. Il piano prevede inoltre la creazione di una cabina di regia pubblica per indirizzare gli investimenti e l’aumento delle risorse. Mercoledì scorso il consigliere di amministrazione di Cdp, Luigi Paganetto, in qualità di presidente della Fondazione Tor Vergata, aveva annunciato un progetto della Cassa per far convergere gli investimenti sui quali le controllate sono chiamate ad accelerare in Italia sull’innovazione, in particolare quella legata allo sviluppo sostenibile.

Laura Serafini per Il Sole 24 Ore – 19/11/2018

 

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