Thursday, November 26, 2020
 

All’Italia serve un nuovo ‘piano Vanoni’ prima che sia finita l’emergenza Covid

Milano Finanza

Luigi Paganetto – 12/11/2020

La forte recrudescenza della pandemia si associa in questi giorni a un’evoluzione dell’economia che fa ritenere probabile una ripresa assai più debole di quella che sembrava ormai nell’ordine delle cose. Occorre essere chiari. La salute prima di tutto, come è ovvio. Ma gli interventi per l’emergenza da soli non bastano. Senza una riduzione del senso di insicurezza che, per via della pandemia, domina i comportamenti individuali non è possibile avviare alcun tipo di ripresa dell’economia.

Per farlo l’azione di policy deve essere sostenuta da un visione complessiva per sanità ed economia nel medio termine. In sanità sono importanti interventi che recuperino ritardi e fiducia nell’azione di Governo attraverso la destinazione mirata e tempestiva di risorse, in particolare, alle aree in cui l’emergenza sanitaria è più grave.

In materia di economia la questione non è solo quella, pur importante, dei ristori, che devono essere realizzati con immediatezza, ma quella di indicazioni chiare e tempestive sulle azioni che il Governo intende realizzare non solo a breve ma anche a medio termine. Ciò è tanto più importante perché gli andamenti previsti dalla Nadef 2021-26 appaiono superati alla luce della nuova ondata pandemica e ottimistici a cominciare da quelli del raddoppio degli investimenti. Il problema dell’occupazione è centrale. Ed è ovvio che il blocco dei licenziamenti non pub essere l’unica risposta. Appare pressoché certo che ci sarà un ulteriore aumento della spesa corrente a ragione della seconda ondata del Covid. Utilizzare il Mes e il Sure libererebbe risorse che saranno necessarie per fronteggiare la maggiore spesa corrente legata alla seconda ondata della pandemia. Quale sarà la scelta in materia di investimenti tra utilizzo dei grant e del debito disponibili in Next Generation Eu? Seguiremo o no quello che sembrano voler fare la Spagna, rinviando a una seconda fase l’uso dei prestiti, o il Portogallo, rinunciando addirittura all’uso del debito? Leggendo le anticipazioni di questi giorni sulla legge di bilancio si ricava l’impressione che la sua impostazione nasconda l’ipotesi implicita della mancanza di un vincolo di bilancio.

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