Thursday, November 26, 2020
 

Recovery Plan: Gruppo dei 20, serve una ‘visione’. Un nuovo piano Vanoni

Il Sole 24 Ore Radiocor

RECOVERY PLAN: GRUPPO DEI 20, SERVE UNA ‘VISIONE’, UN NUOVO ‘PIANO VANONI’

Il Sole 24 Ore Radiocor Plus – Roma, 10 nov – La scelta di guardare nell’immediato alle esigenze che nascono dalla recrudescenza del Covid puo’ andar bene a condizione che venga definito subito un quadro di compatibilita’ macroeconomiche ed una ‘visione’ per lo sviluppo che guardi al medio termine. E’ il messaggio che giunge dai 20 componenti del gruppo di ricerca e discussione (da cui Gruppo dei 20) che si riunirono nel 2013 presso la Fondazione Economia Tor Vergata per iniziativa di Luigi Paganetto che ne coordina l’attivita’, e che riunisce esperti, accademici e non. I dati recenti su sanita’ ed economia, scrivono, “ci restituiscono l’immagine di una forte recrudescenza della pandemia e di un’evoluzione dell’economia che fa ritenere probabile, come sostiene la Commissione Ue, una ripresa nel 2021 assai piu’ debole di quella che sembrava ormai nell’ordine delle cose”. In questo nuovo contesto “occorre evitare che gli interventi per l’emergenza, a questo punto nuovamente necessari, rappresentino un episodio di inseguimento degli eventi piuttosto che la loro prevenzione.

Per questa ragione e’ necessario che le scelte per sanita’ ed economia siano pensate in modo che l’emergenza sia coniugata con un programma di medio periodo indispensabile per garantire l’uscita dalla recessione evitando di trovarsi al momento giusto senza la ricetta per procedere in avanti”.

La crisi del post Covid-19, aggiunge il Gruppo dei 20, “si e’ accostata spesso all”economia di guerra’ e il Recovery and Resilience Plan al Piano Marshall del 1947. Ma si dimentica di dire che a quest’ultimo nel nostro Paese segui’, nel 1955, il Piano Vanoni. L’esperienza storica del piano Vanoni e’ significativa per le vicende dei giorni nostri perche’ esso fu varato proprio quando c’era ancora l’emergenza della ricostruzione. Dire che oggi ci serve uno schema di riferimento complessivo in cui collocare scelte d’azione significa dire che, se nel 1955 un piano e’ stato necessario, altrettanto lo e’ oggi. Ne’ si puo’ aspettare la fine dell’emergenza e contare sull’avvio della ripresa per metterci mano. E’ necessario avere un progetto con cui intervenire evitando di inseguire o farsi precedere dagli eventi”. Per rimanere al Piano Vanoni, “obiettivi prioritari potrebbero essere quelli della riduzione del divario nord-sud, export e competitivita’, riassorbimento della disoccupazione, educazione nonche’ smart cities e trasporti”.

com-Ale

(RADIOCOR) 10-11-20 18:03:19 (0581)FONUE 5 NNNN

 

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