Thursday, December 12, 2019
 

Produttività e benessere

Gruppo di lavoro coordinato da Gloria Bartoli

Il welafare aziendale migliora la produttività?
Marco Leonardi, Università degli Studi di Milano

A livello di azienda (dove senza dubbio si crea parte della produttività che misuriamo nell’economia, l’altra parte si crea con l’investimento pubblico)  il welfare aziendale migliora la produttività in quanto aumenta la soddisfazione dei dipendenti e coinvolge i sindacati nella contrattazione dei premi di risultato.
Il fenomeno non è del tutto nuovo, da Olivetti a Luxottica il welfare unilaterale (e paternalistico) è sempre esistito. La novità di questo triennio anni è la trasformazione di un fenomeno di nicchia in un vero e proprio mercato che si è sviluppato anche grazie alla legislazione di vantaggio sul piano fiscale che ha significativamente ampliato gli importi defiscalizzabili, le categorie di lavoratori a cui è possibile applicare la norma, e soprattutto ha ampliato gli spazi della contrattazione di secondo livello…
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Perché occorre declinare produttività insieme a benessere
Gloria Bartoli, Non-Resident Senior Fellow FUET

La produttività totale, ovvero l’efficienza di un’economia, è la causa della crescita degli standards di vita. Per questo ci preoccupiamo quando cresce poco o non cresce, poiché pone un’ipoteca sul benessere futuro. La produttività totale dei fattori in Italia è tornata a crescere dal 2015 al 2017. Questa crescita è stata accompagnata dalla crescita dell’occupazione, che è andata però nei settori a più bassa produttività (e salari). Questo capita anche in altri paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna e abbassa la produttività del lavoro e la quota del lavoro sul PIL. Sono tanti gli ostacoli alla crescita della produttività in Italia: quelli interni alle imprese e quelli esterni. Occupandoci qui dei primi, l’ostacolo maggiore è la taglia delle imprese. Il valore aggiunto per addetto più che raddoppia nelle imprese più grandi rispetto alle più piccole e nelle imprese integrate nell’economia globale (esportatrici) rispetto alle imprese che non esportano. A questo aumento della produttività corrisponde l’aumento dei salari…  continua a leggere

La caduta della produttività
Luigi Paganetto, Presidente FUET

IMF ha pubblicato uno studio sulla Slowing Global Productivity (2017), in cui si sostiene che circa il 40% della bassa crescita dei paesi avanzati è legata alla riduzione della produttività totale che, a sua volta, risente molto dell’insufficiente innovazione. IMF suggerisce, come rimedio, policy in cui investimenti ed innovazione hanno un ruolo preminente. Nel caso dell’eurozona e dei paesi dell’area mediterranea in particolare la bassa crescita della produttività è ancor più pronunciata. In Italia la produttività totale ha avuto un andamento sostanzialmente piatto dalla metà degli anni ’90, come emerge dai dati Istat… continua a leggere

 
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