Sunday, July 23, 2017
 

Mission

Using research, partnerships and education as tools, we propose to build relationships between Universities, Firms and Institutions.

The Foundation’s activities address common methods of implementing initiatives and projects.

These methods consists of the individualisation of mechanisms connected to economic dynamism, social inclusion, and human capital development, starting from the common goods essential to the development of substantial individual freedom and, therefore, to sustainable development.

The market must not be considered only for its role in efficient resource allocation. Equally important is its role in promoting creativity, innovation and discovery. In the case of the prevalence of corporate interests consisting of profits and administrative forms of market management, it is impossible to obtain the desired dynamism or mobility. Dynamism must not be confused with the GNP growth rate but must be seen as an essential condition for the functioning of a market based economic system.

An economic system which is centred around market activities on innovation, creation and invention determines the conditions for its own dynamism. At the same time it also satisfies the condition of economic morality and, therefore, for good capitalism.

Social inclusion refers to the offer of opportunities to all individuals to realise their professional, personal and human potential. Today however, in the presence of uncertainty and asymmetric information, the system of rights and obligations upon which the social contract is based is being challenged by the tendency for actions to be determined by contract expedience. The ineffectiveness of the State in protecting the individual arises from legislative proliferation and from the inefficiency of public mechanisms. Formal legality is accompanied by a high degree of tolerance for informal illegality.  The taxation system tends to be inequitable with the tax burden being borne disproportionately by common workers.  The scope of corporate societies increases while the interests of organised groups reduce competition and free entry to the market and create disincentives for research and innovation.

The welfare of present generations differ from those of the future. The discount rate of time is the measure of the value given to the future. Investing in education and knowledge is not only a requirement connected to the effects of productivity and development but also on social mobility, where human capital investment is based on a system of meritocracy. In order to increase the value of the available human capital it is necessary to ensure opportunities for the young generations.

Also the question of the environment implies a choice of intergenerational equity. Additionally, it adopts a low discount rate between the present and the future and intends to invest today in the environmental in order to allow future generations to enjoy it in similar way as we do. On the other hand, in general, the ecological question is an aspect only of the governance of “common goods”. Their management is required to be effective and cooperative on the basis of whatever should remain reciprocal, through a rules system and a multi-institutional governance which defines, in an inclusive way, the utility of common good and the exclusion of those who do not respect the rules.

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La nostra missione

L’azione della Fondazione risponde ad un’impostazione metodologica comune per le iniziative e i progetti realizzati.

Tale impostazione si traduce in una verifica sul campo dei meccanismi che assicurano il dinamismo economico, l’inclusione sociale, lo sviluppo del capitale umano e la gestione dei beni comuni, a cominciare dall’ambiente, che consideriamo essenziali per la crescita della libertà sostanziale della persona e, dunque, per lo sviluppo sostenibile.

Il mercato non va considerato soltanto per il ruolo che svolge nell’allocazione efficiente delle risorse ma anche per quello, altrettanto importante, di contesto adeguato al dispiegarsi della creatività, dell’innovazione e della scoperta. Quando prevalgono le difese corporative degli interessi costituiti, le rendite di posizione, le forme amministrate di gestione dei mercati, il necessario dinamismo non si realizza e si riduce la mobilità sociale. Il dinamismo non va confuso con il tasso di crescita del GNP ma va visto come la condizione essenziale per il buon funzionamento di un sistema fondato sull’economia di mercato.

Un sistema economico che mette al centro delle attività di mercato l’innovazione, la creazione e l’invenzione non solo determina le condizioni per il suo dinamismo, ma realizza anche le condizioni per la moralità dell’economia e, dunque, un buon capitalismo.

L’inclusione sociale sta nell’offerta a tutti di quelle opportunità che consentano ai singoli di realizzare, attraverso un’attività volontaria il proprio potenziale professionale, personale ed umano. Oggi, peraltro, in presenza di incertezza ed informazione asimmetrica il sistema di diritti e doveri su cui si basa il patto sociale viene messo in discussione dalla tendenza a sviluppare azioni di opportunismo contrattuale.

L’inefficacia dell’azione dello Stato nel proteggere l’individuo dipende dalla proliferazione legislativa e dall’inefficienza dell’apparato pubblico. Alla legalità formale si accompagnano ampie fasce di tolleranza di fatto di illegalità informale. Il patto fiscale tende a non essere rispettato ed il prelievo a gravare in prevalenza sulla classe produttiva. Ne nascono ampie aree di società corporativa in cui gli interessi di gruppi organizzati riducono le possibilità di concorrenza e di libera entrata sui mercati e con ciò stesso gli incentivi alla ricerca e all’innovazione.

Il benessere delle generazioni presenti è cosa diversa da quello delle generazioni future. Il tasso al quale si sconta il tempo da la misura del valore che attribuiamo al futuro. Investire in istruzione e conoscenza non è solo un’esigenza legata agli effetti che ne derivano sulla produttività e lo sviluppo ma anche sulla circolazione delle elites che si realizza quando l’investimento sul capitale umano è associato alla meritocrazia. Alle generazioni più giovani va assicurato un quadro adeguato di opportunità se si vuole valorizzare il capitale umano disponibile.

Anche la questione dell’ambiente implica una scelta di equità intergenerazionale. Tanto più si adotta un basso tasso di sconto tra presente e futuro, tanto più s’intende investire oggi a favore dell’ambiente per consentire alle generazioni future di goderne in maniera analoga alla nostra. In generale, peraltro, la questione ecologica è un aspetto soltanto della governante dei cosiddetti “beni comuni”. La loro gestione richiede per essere efficace, comportamenti cooperativi a fondamento dei quali devono stare reciprocità ed inclusione, attraverso un sistema di regole ed una governance istituzionale multilivello che definisca in maniera inclusiva l’utilizzo del bene comune e l’esclusione di chi le regole non le rispetta.

 
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La Fondazione Universitaria Economia Tor Vergata è uno strumento di relazione tra università, imprese e istituzioni.

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