Wednesday, September 26, 2018
 

Osservatorio Produttività e Benessere

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Ecco come rilanciare crescita e occupazione

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La dinamica della produttività totale è la determinante principale della crescita reale ed in Italia è tra le più deboli dell’Area Euro. Rilanciare la produttività è per il nostro Paese una priorità ed una scelta rispetto alla quale ci deve essere il massimo impegno e soluzioni adeguate e tempestive.

L’Osservatorio sulla Produttività e il Benessere (OPB), recentemente costituito presso la Fondazione Economia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, vuole sensibilizzare policy-makers, amministratori, imprese e società civile sul problema della bassa produttività in Italia che non permette la crescita di cui abbiamo bisogno per il benessere di tutti i componenti della società.

Per rispondere al rallentamento della crescita potenziale in atto dal 2000 anche nell’Unione Europea, la Commissione Europea e il Consiglio con una raccomandazione del settembre 2016, hanno invitato i paesi dell’Area Euro a formare dei National Productivity Boards (NPB) o comitati nazionali per la produttività indipendenti entro marzo 2018. Essi dovranno analizzare gli sviluppi nazionali di produttività e competitività e consigliare le riforme necessarie all’aumento e convergenza della crescita delle economie europee. L’Osservatorio, nello svolgere la sua attività di ricerca e diffusione dei risultati che otterrà, intende anche aiutare l’attività dei Comitati Nazionali, disseminando informazioni, analisi ed esperienze sulle misure più efficaci per far ripartire la crescita della produttività in Italia.

News ed Eventi

Migranti ed economia: uno studio inglese cancella le fake news
Uno studio indipendente commissionato dal governo inglese pro-Brexit evidenzia che in Uk l’ondata di migranti non ha avuto veri effetti sull’occupazione e sulla criminalità e ne ha avuti minimi sui salari – Ecco che cosa è successo per produttività, prezzi e conti pubblici ma la politica dell’immigrazione dovrebbe favorire le professionalità high skill.
Gloria Bartoli per FIRSTonline.info – 24/09/2018

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La responsabilità della Pubblica Amministrazione per migliorare la produttività delle imprese italiane → i salari dei lavoratori di quelle aziende → gli investimenti → gli occupati
04/09/2018

Dallo studio di circa 450.000 imprese italiane[1] nelle diverse province italiane, risulta che aumentare l’efficienza della pubblica amministrazione può portare benefici importanti alle imprese private. Se tutte le province raggiungessero l’efficienza delle migliori, il prodotto per impiegato aumenterebbe del 9% nell’impresa media.
E’ dimostrato che l’efficienza dei governi centrali e locali è importante per le imprese.
Dei 5 servizi pubblici esaminati, tre sono forniti da governi regionali o locali (sanità, assistenza all’infanzia e rifiuti) e due dal centro: l’istruzione è una responsabilità del governo centrale e la giustizia civile è fornita dalla magistratura, un ramo indipendente del potere gestito centralmente.
…i risultati mostrano un effetto sensibile sulla produttività delle imprese dell’efficienza dell’amministrazione pubblica sia a livello centrale che locale, con il miglioramento dell’educazione e della giustizia che ha un effetto doppio rispetto al miglioramento dei servizi locali


[1] IMF Working Paper 2015, Does Public Sector Inefficiency Constrain Firm Productivity: Evidence from Italian Provinces
Prepared by Raffaela Giordano, Sergi Lanau, Pietro Tommasino, and Petia Topalova1

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XXX Seminario Economico Internazionale di Villa Mondragone
Sessione sulla Produttività – 25/06/2018


Europe, wages and the productivity puzzle
Chairman: Gloria BARTOLI, LUISS e FUET Osservatorio Produttività e Benessere (OPB)

Il rallentamento della produttività totale è un fenomeno globale. Succede anche nelle economie emergenti. Nelle economie avanzate è passata da circa 1% di crescita annua dal 1990 alla crisi globale allo 0,3% annuo dopo la crisi. Insieme alla distribuzione diseguale dei guadagni economici limita la crescita. Rafforza i venti contrari dalle tendenze a lungo termine come l’invecchiamento della popolazione, il rallentamento della diffusione delle innovazioni e i lenti progressi nella partecipazione femminile alla forza lavoro.
Data però la concentrazione negli Stati Uniti delle Superstar tecnologiche – ovvero le imprese alla frontiera tecnologica con un aumento annuale della produttività pari al 3,5% – il rallentamento della produttività in questo paese rappresenta un enigma che chiede di essere risolto. In effetti, negli Stati Uniti è popolare l’ipotesi di mis-measure per spiegare il rallentamento della produttività.
Questo problema è affrontato dal primo paper presentato: On Productivity Measurement and Interpretation. Some Insights on Italy di Valeria Ferroni, Sogei e Roberta De Santis, Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’innovazione e le buone istituzioni sono componenti essenziali della crescita della produttività. Con le superstar della tecnologia dell’informazione (IT) le aziende si sono moltiplicate in numero, produttività, profitti e salari pagati. Oggi il fenomeno è diventato rilevante anche dal punto di vista macroeconomico come motore del calo della domanda di lavoro e del capitale tradizionale, della riduzione della quota di lavoro sul PIL e della disparità di reddito.
La concorrenza e la deregolamentazione del mercato sono il punto di partenza del lavoro di Petia Borissova Topalova, che trova che l’inefficienza del settore pubblico limita la produttività dell’impresa anche quando la deregolamentazione dovrebbe aumentarla. E’ uno studio prodotto nel contesto di una missione in Italia per trovare le cause strutturali dell’insufficiente crescita della produttività in Italia dalla metà degli anni ’90, ovvero preesistenti alla crisi globale delle finanze e all’introduzione dell’euro. Studiando i dati per il periodo 2003-2013 e la PMR dell’OCSE – che mostra la deregolamentazione de iure, lo studio trova che gli effetti della deregolamentazione in reti e servizi chiave aumentino la produttività delle imprese, ma solo nelle Province con amministrazioni pubbliche locali più efficienti, che sono quelle che hanno effettivamente implementato le deregolamentazioni decise a livello centrale.
Titolo del paper presentato: The Impact of Product Market Reforms on Firm Productivity in Italy di Petia Borissova Topalova, IMF.

Il divario tra le aziende più produttive e le altre sta crescendo. Gli studi dell’OCSE presentati da Christina Timiliotis vanno oltre gli studi precedenti e analizzano l’insufficiente diffusione di nuove tecnologie come possibile spiegazione del rallentamento della produttività. In particolare il cloud computing e l’integrazione di back office o front office che, nel contesto di GVC, sono pre-condizioni per la scelta o l’esclusione di un fornitore. Vengono valutati fattori strutturali o politici per incentivare o bloccare l’adozione di queste tecnologie, dall’infrastruttura di Internet a competenze manageriali inadeguate. Risultati principali: competenze basse e manageriali riducono l’adozione di tecnologie innovative, ma la concorrenza di mercato è necessaria per un’allocazione efficiente delle risorse.
Conclusione: non solo per creare Superstar, ma, più modestamente, per essere in grado di copiare ed evitare di diminuire la produttività, l’innovazione e le abilità per usarla sono cruciali.
Titolo del paper presentato: Going Digital: What determines technology diffusion in firms? di Christina Timiliotis, Giuseppe Nicoletti, Dan Andrews, Stephane Sorbe, Theodore Renault, OECD.

Infine, mentre per la crescita della produzione potenziale e degli standard di vita dobbiamo aumentare la TFP, per la crescita della produzione totale dobbiamo sfruttare le risorse occupazionali del paese: in Italia la gioventù e le donne attualmente sono in gran parte sottoccupate. Ciò ridurrà la disuguaglianza nella distribuzione del reddito delle famiglie. Il quarto documento, presentato da Francesca Severini, fornisce ai responsabili delle politiche un potente strumento per valutare le misure necessarie a incoraggiare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e facilitare l’integrazione di genere. I modelli CGE di genere testano la redditività di tali misure politiche quantificando le interazioni tra genere e variabili economiche, dalla fase di produzione alla formazione finale della domanda attraverso la generazione e la distribuzione del reddito.
Titolo del paper presentato: Gender Policy and Female Employment: A CGE Model for Italy di Francesco Felici, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Noemi Ferracuti, Rosita Pretaroli, Francesca Severini e Claudio Socci, Università degli Studi di Macerata.


Fmi, Banca Mondiale, Ocse: più innovazione per più produttività

La macroeconomia delle Superstars e l’anomalia italiana: innovazione e le buone istituzioni sono le componenti essenziali del rilancio della produttività, considerata il motore della crescita economica ma ovunque stagnante.
Gloria Bartoli per FIRSTonline.info – 19/06/2018

Imprese e produttività: quanto conta l’evasione fiscale
L’indulgenza verso l’evasione fiscale frena la crescita economica, e non poco. Dai dati risulta che le grandi imprese italiane hanno livelli di efficienza analoghi a quelli delle concorrenti europee, le piccole – più numerose e più piccole che altrove – no. Come mai? In aggiunta ad altri fattori, la facilità con cui una impresa di modeste dimensioni può sottrarsi alle elevate aliquote fiscali italiane rende poco conveniente ingrandirla; la concorrenza sleale di chi evade diminuisce il rendimento dell’innovazione. Secondo le stime dei quattro, se ipoteticamente l’evasione si azzerasse la dimensione media delle imprese aumenterebbe del 25%, la spesa in innovazione del 35%.
E. Bobbio, M. Bugamelli, F. Lotti e F. Manaresi per lavoce.info – 15/06/2018

Intangible vs Physical Capital
L’investimento in capitale intangibile caratterizza le imprese alla frontiera della produttività, anche dette superstars. E’ fonte di crescita della produttività totale dei fattori (TFP).
Presentazione R Duval alla Conferenza OCSE, FMI, Banca Mondiale
-  11/6/2018

La Commissione europea e i Comitati Nazionali per la Produttività


Dicono di noi

Alla ricerca della produttività perduta. Perché il vero male dell’Italia è la scarsa crescita – Formiche.net

Osservatorio sulla produttività e il benessere – FIRST online

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La dinamica della produttività totale è la determinante principale della crescita reale ed in Italia è tra le più deboli dell’Area Euro.

Rilanciare la produttività è per il nostro Paese una priorità ed una scelta rispetto alla quale ci deve essere il massimo impegno e soluzioni adeguate e tempestive.La dinamica della produttività totale è la determinante principale della crescita reale ed in Italia è tra le più deboli dell’Area Euro.

Rilanciare la produttività è per il nostro Paese una priorità ed una scelta rispetto alla quale ci deve essere il massimo impegno e soluzioni adeguate e tempestive.

 
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