Saturday, September 19, 2020
 

21 Jul2020

Next Generation EU & Recovery plan

Rai Radio1

Il Presidente Paganetto, intervenuto nel corso della trasmissione di Rai Radio1 Tra poco in edicola, ha commentato il nuovo accordo raggiunto dai Paesi UE nel corso dell’ultimo Consiglio Europeo. Una trattiva lunga e complicata, “un successo dell’Europa, è prevalso il principio di mutualità fino a ieri del tutto assente. Un segno molto importante del nuovo corso intrapreso dell’Unione”.

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17 Jul2020

Recovery fund e Consiglio UE

Rai Radio1

Luigi Paganetto, ai microfoni di “Tra poco in edicola”, ha commentato in diretta le prime notizie giunte dal vertice del Consiglio UE in corso a Bruxelles. Trattativa serrata sul Recovery fund, non è stata ancora trovata l’intesa con i Paesi “frugali” – Olanda in testa – come dichiarato dallo stesso Presidente Conte a margine dell’incontro.

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Meno incertezza per la ripresa del Paese. La ricetta di Paganetto

Formiche.net

luglio 16th, 2020 by Fuet in Economia / Economia europea / Economia italiana / Press & Media

Il tempo conta, l’indicazione delle priorità è decisiva e l’atteggiamento da adottare deve esser quello di non perdersi in sterili discussioni sui cosiddetti Paesi frugali. L’analisi di Luigi Paganetto, Presidente Fondazione Economia dell’Università di Roma Tor Vergata.

L’incertezza, lo si sa, è associata a qualsiasi attività umana e a quella economica in particolare. L’incertezza nel post Covid-19 è particolarmente elevata, anche perché non è ancora chiaro quali siano le scelte e le priorità dell’azione a favore della ripresa, a fronte di una caduta del Pil per il 2020 dell’11,6%. La scelta essenziale da fare, per avere successo, nell’intervento a favore della ripresa è quella di agire sulle aspettative, mitigando l’incertezza dominante attraverso l’indicazione delle priorità che l’azione pubblica intente adottare. Non c’è bisogno di sottolineare quanto le aspettative contino sui mercati.

Il tempo conta, l’indicazione delle priorità è decisiva. L’investimento in sanità, con l’utilizzo dei fondi Mes, ha priorità non solo perché i rischi di una ripresa dei contagi è tutt’ora presente, ma anche perché l’esperienza di questi mesi ha mostrato, assieme alla capacità di risposta del nostro sistema ospedaliero, l’inadeguatezza delle infrastrutture territoriali di assistenza. La seconda questione da affrontare è quella dei tempi e modi degli interventi pubblici. Non si tratta solo del tema, ampiamente discusso, della corrispondenza temporale tra i provvedimenti del Cura Italia e del Decreto di Rilancio e la disponibilità effettiva delle risorse erogate a favore di famiglie e imprese. C’è da affrontare nello stesso intervallo temporale un doppio problema, quello relativo al disavanzo e quello del rilancio dell’economia.

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Pil mensile: Giugno 2020

luglio 16th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Lieve miglioramento dell’indicatore mensile, rimbalzo della
produzione industriale


La fase di riapertura delle attività e il graduale allentamento delle misure di contenimento hanno portato ad un rimbalzo della attività economica. La stima aggiornata del PIL reale mensile prefigura un’attenuazione del ritmo di contrazione in giugno (-0,8% m/m, -10,6% a/a). La produzione industriale di maggio ha mostrato un rimbalzo (42,1% m/m da -20,5% in aprile), sorprendendo le attese. Tuttavia, l’indice destagionalizzato risulta ancora ad un livello inferiore del 20,3% rispetto a quello registrato nel maggio 2019. Gli aumenti congiunturali hanno coinvolto tutti i comparti: aumentano in misura marcata i beni strumentali (+65,8% m/m), seguiti dai beni intermedi (+48,0% m/m), i beni di consumo (+30,8% m/m) e, con una dinamica meno accentuata, dall’energia (+3,4% m/m).
A giugno l’indice PMI composito resta al di sotto della soglia di espansione, attestandosi a quota 47,6(da 33,9 di maggio), mostrando un rallentamento della fase di declino. Nel dettaglio, a fronte del lieve margine di crescita registrato dall’indice PMI manifatturier (a 47,5 da 45,4 di maggio), l’indicatore dei servizi si colloca a 46,4 (da 28,9 di maggio), segnalando un ritmo di contrazione molto inferiore rispetto ai mesi precedenti.

Dati e commento

Data and comment


 

Un New deal per l’Italia è la sfida per la Pa

Milano Finanza

luglio 14th, 2020 by Fuet in Economia / Economia italiana / Press & Media

Luigi Paganetto - 14/07/2020

Una strategia di ripresa di successo deve rimuovere l’eccesso di incertezza che grava nel nostro paese su famiglie ed imprese. Questo è il focus del documento del Gruppo dei 20 della Fondazione Economia dell’Università di Roma Tor Vergata. Per il rilancio dell’economia, accanto alle risorse pubbliche, c’è la grande opportunità offerta dall’ampiezza del risparmio nazionale per sostenere una politica di investimenti adeguata, incentivando direttamente famiglie e imprese a

partecipare ad investimenti in cui lo Stato potrebbe intervenire a garanzia con un capitale minimo destinato a fare da moltiplicatore secondo il modello Bei. Bene sta facendo il Governo a riprendere l’esperienza di successo dei Pir.
Sull’utilizzo dei fondi europei va detto che la difficoltà non è formulare la lista degli interventi, vedi il Rapporto Colao, ma indicare le scelte da fare e preparare le Amministrazioni pubbliche a procedure che non saranno molto diverse, probabilmente, da quelle previste già oggi per i Fondi strutturali europei. E scontato che le direttrici d’intervento del Recovery Plan, oggi «Next Generation Eu» presentato dalla Commissione e, in quanto tali, vincolanti ai fini dell’acquisizione delle risorse saranno quelle previste e in larga misura già annunciate da Ursula von der Leyen in materia di Green Deal e digitale.

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Un new deal per l’Italia nel post covid-19

giugno 26th, 2020 by Fuet in Economia / Economia europea / Economia italiana

La Fondazione, nell’ambito delle recenti attività del Gruppo dei 20Revitalizing Anaemic Europe, ha prodotto un nuovo documento di analisi per la ripresa economica del Paese, ribadendo le misure da attuare per intervenire efficacemente dopo la grave crisi, con riferimento ai programmi varati dalla Commissione EU.

Il lavoro, curato da Luigi Paganetto Coordinatore del Gruppo dei 20, ha beneficiato delle osservazioni e dei contributi di Michele Bagella, Luigi Bonatti, Paolo Guerrieri, Rainer Masera, Massimo Mucchetti, Beniamino Quintieri, Pasquale Lucio Scandizzo, Giovanni Tria.
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e hanno discusso M. Ludovica Agrò, Angelo Airaghi, Riccardo Barbieri Hermitte, Gloria Bartoli, Rocco Cangelosi, Antonia Carparelli, Fabio Colasanti, Luigi Gambardella, Amedeo Lepore, Giandomenico Magliano, Mauro Maré, Maurizio Melani, Costanza Pera, Vincenzo Scotti.

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Premessa
Il Gruppo dei 20 ha preso posizione, sin dall’aprile scorso, sugli interventi del post Covid-19 sostenendo che:

  • È necessario che sia reso operante al più presto quanto previsto dal decreto Rilancio per una reale compensazione del mancato fatturato delle imprese che hanno dovuto sospendere la loro attività in obbedienza al Decreto Cura Italia;
  • Occorre evitare un aumento non necessario dell’indebitamento delle imprese perché non accada che alla ripresa si verifichi, come nel 2008-2015, una crisi sul lato della domanda che toccherebbe sia le famiglie che le imprese e si aggiungerebbe alle strozzature dell’offerta generate dalla chiusura;
  • Le scelte per l’emergenza condizioneranno anche quelle proiettate verso la Fase 3, nel senso che tanto più risulteranno ben fatte le scelte sull’emergenza, tanto minori saranno i danni per il nostro paese e tanto più saremo in grado di uscire presto dalla recessione in corso e imboccare il sentiero di una solida ripresa;
  • L’ostacolo maggiore per il rilancio dell’economia italiana (per il passato prossimo e ancor più, prevedibilmente per il futuro immediato) è la carenza delle capacità tecniche ed amministrative per programmare, progettare e realizzare interventi pubblici.
Oggi, in continuità con le analisi precedenti, vuole indicare quali dovrebbero essere i 10 punti fondamentali per intervenire efficacemente in queste fasi post pandemia.


 

Rivista di Politica Economica

Giugno 2020

giugno 20th, 2020 by Fuet in Economia europea / Economia italiana


Innovazione digitale e stagnazione della produttività: un puzzle difficile da risolvere

di Gloria Bartoli e Luigi Paganetto

  • La stagnazione della produttività è una patologia che dalla fine degli anni Novanta tiene l’Italia nel circolo vizioso di bassa crescita,  bassi salari e living standard in calo, alto debito pubblico rispetto al PIL e ridotta capacità di ammortizzare le crisi che a loro volta riducono la produttività.
  • La pandemia del Covid-19 rende ancor più centrale il ruolo della produttività in vista della ripresa che tanto prima riusciremo ad afferrare quanto più entreremo in un sentiero virtuoso di ripresa della produttività.
  • La produttività totale è ciò che aumenta il potenziale dell’economia e gli standard di vita. Il suo fondamento è nello sviluppo tecnologico. Dagli anni Novanta la digitalizzazione dell’economia ha quadruplicato il numero dei brevetti nel mondo e negli ultimi anni il focus strategico delle imprese alla frontiera si è spostato ai dati accumulati e alla proprietà intellettuale sviluppata su questi dati da intelligenza artificiale e machine learning: tuttavia, la produttività è rimasta stagnante in tutti i paesi avanzati.
  • Risolvere questo enigma è l’obiettivo dell’articolo che procederà all’identificazione degli ostacoli strutturali e congiunturali alla diffusione dell’innovazione. Ostacoli che, altrimenti, renderanno più difficile e fragile la ripresa.

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da “La trasformazione digitale: sfide e opportunità per l’economia italiana”
Rivista di Politica EconomicaCentro Studi Confindustria (06/2020)


 

Pil mensile: Maggio 2020

giugno 18th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Primi segnali di svolta per l’attività economica


L’ISTAT ha rivisto al ribasso la stima preliminare del PIL per il 1T20, prefigurando una contrazione più marcata (-5,3% t/t da -4,7% t/t; -5,4% a/a da -4,8% a/a). A contribuire all’andamento del PIL è stata soprattutto il contributo negativo della domanda interna al netto delle scorte (-5,5pp), con i consumi finali che hanno sottratto 4,1 pp alla crescita, mentre le scorte hanno contribuito positivamente (1,0pp). Più contenuto il contributo negativo delle esportazioni nette (-0,8 pp).
Nonostante primi segnali che il punto di minimo sia stato raggiunto in aprile, il modello econometrico traccia ancora una dinamica negativa nel mese successivo. La stima aggiornata del PIL reale mensile prefigura un’ulteriore contrazione dell’attivita’ economica in maggio (-1,5% m/m, -10,9% a/a). La produzione industriale di aprile ha subìto una marcata flessione (-19,1% m/m), sebbene più contenuta di marzo (-28,4% m/m). La flessione è estesa a tutte le componenti ma risulta particolarmente accentuata per i beni strumentali (-21,8% m/m) e per i beni intermedi (-24,6% m/m ). Nello stesso tempo, si rileva una modesta crescita per l’energia (0,7% m/m) che rimbalza dopo il brusco -8,8% di marzo, e per il comparto farmaceutico (2,0% m/m).
I dati congiunturali relativi a maggio suggerirebbero l’inizio di un progressivo recupero, che va di pari passo con il riavvio delle attività. A maggio l’indice PMI composito risulta ancora in contrazione, attestandosi a 33,9 punti, ma in miglioramento rispetto al minimo storico toccato ad aprile (10,9). Nel dettaglio, l’indice PMI del manifatturiero risale a 45,4 punti e nei servizi l’indice PMI settoriale si colloca a 28,9 punti.

Dati e commento

Data and comment

 

9 Jun2020

Il piano Colao

Rai Radio1


Luigi Paganetto
, ai mirofoni di “Tra poco in edicola”, ha commentato le proposte – presentate dalla task force guidata dal manager Vittorio Colao – sugli interventi necessari per la ripresa economica e sociale del Paese dopo questa tremenda pandemia.

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“Tra poco in edicola”: La rassegna stampa notturna di Radio1 per conoscere in anteprima, quando i giornali non sono ancora in edicola, le prime pagine dei principali quotidiani e settimanali italiani. Conduttore Stefano Mensurati.

 

Un patto per l’export per uscire dalla crisi.

B. Quintieri per Formiche.net

giugno 8th, 2020 by Fuet in Economia europea / Economia italiana / Press & Media

Patto per l’Export. Così l’Italia (con la Germania) uscirà dalla crisi.


Un pacchetto di risorse mobilitate dal governo a favore dell’internazionalizzazione delle imprese, per la cifra monstre di 1,4 miliardi di euro. È il giusto canale per uscire dalla crisi, commenta a Formiche.net Beniamino Quintieri, già presidente di Sace e professore di Economia Politica all’Università di Tor Vergata. Ma l’Italia da sola non può farcela. Molto dipenderà dal tiro alla fune commerciale fra Washington e Pechino. Così come dalla ripresa di un vicino di casa, la Germania, cui il commercio italiano è indissolubilmente legato.

Quintieri, l’Italia punta sull’export per ripartire. Un miliardo di euro è una bella cifra.

Questo lo sappiamo dalla storia del secondo dopoguerra ma soprattutto dalla storia degli ultimi dieci anni. Dopo la crisi finanziaria del 2008 i pochi punti di crescita che abbiamo recuperato li dobbiamo all’export. Oggi le altre variabili che determinano la crescita, dai consumi agli investimenti pubblici e privati, sono stagnanti o col segno negativo. L’unica via d’uscita è offerta dall’export, quindi ben vengano queste nuove risorse.

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di Francesco Bechis - 08/06/2020

 
 
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