Tuesday, March 19, 2019
 

Perché declinare produttività insieme a benessere

di Gloria Bartoli

La produttività totale, ovvero l’efficienza di un’economia, è la causa della crescita degli standards di vita. Per questo ci preoccupiamo quando cresce poco o non cresce, poiché pone un’ipoteca sul benessere futuro. La produttività totale dei fattori in Italia è tornata a crescere dal 2015. Questa crescita è stata accompagnata dalla crescita dell’occupazione, che è andata però nei settori a più bassa produttività e quindi bassi salari. Si tratta di un fenomeno che è presente anche in altri paesi come Francia, Germania, Stati Uniti e che contribuisce ad abbassare la produttività del lavoro e la quota del lavoro sul PIL. Il “lavoro che impoverisce” a causa dell’insufficiente retribuzione è alla base del conflitto sociale che è esploso in Francia. La quota del lavoro sul PIL è un indicatore della disuguaglianza dei redditi: di per sé non mina la coesione sociale perché se la produttività totale cresce, anche l’ascensore sociale funziona. Se invece la crescita è anemica e la crescita potenziale ristagna, anche il tessuto sociale e politico di un paese ne risente.

L’Osservatorio per la Produttività e il Benessere della Fondazione Economia dell’Università “Tor Vergata” di Roma, in collaborazione con l’ISTAT, affronta i temi cruciali per una crescita che come la marea faccia salire tutte le barche. L’apertura dei mercati, la cosiddetta globalizzazione crea povertà per molti e profitti per pochi? La tecnologia “mangia” lavori? Risposte solidamente fondate su studi ed esperienze esistono, così come le misure e le istituzioni che permettono la crescita inclusiva. La newsletter presenta il quadro della produttività in Italia oggi e la confronta a ciò che avviene negli altri paesi avanzati. Mal comune mezzo gaudio. I link sono al sito dell’Osservatorio dove tutti gli argomenti relativi alla produttività totale verranno trattati –alcuni già lo sono, come le differenze dovute al grado di efficienza della pubblica amministrazione locale e la sorprendente relazione tra robot e disoccupazione.


vedi dati ISTAT, Misure della produttività (nov. 2018)

Sono tanti gli ostacoli alla crescita della produttività in Italia. La tavola Istat qui sotto mostra uno dei più importanti: la taglia delle imprese. Il valore aggiunto per addetto più che raddoppia nelle imprese più grandi rispetto alle più piccole e nelle imprese integrate nell’economia globale (esportatrici) rispetto alle imprese che non esportano. A questo aumento della produttività corrisponde un aumento dei salari, mentre i profitti aumentano di più nella classe 50-249 addetti.

Confronti internazionali [1]

In tutta l’area OCSE la produttività del lavoro è cresciuta a circa la metà del tasso di crescita pre-crisi in tutti i settori, ma in particolare nel manifatturiero.


Anche gli aumenti di capitale per ora lavorata, sia di capitale tangibile che intangibile, sono diminuiti rispetto a prima della crisi. Questo riflette l’aumento dell’occupazione, ma anche la riduzione degli investimenti, in particolare in beni tangibili. Migliore l’andamento degli investimenti in prodotti di proprietà intellettuale che promettono migliori performances future. Anche la TFP resta debole ovunque per le ragioni che abbiamo illustrato nell’articolo: https://www.firstonline.info/lavoro-e-innovazione-ecco-che-cosa-frena-la-produttivita/

Quattro settori hanno contribuito all’aumento dell’occupazione nel periodo 2010-16, ma sono settori con produttività del lavoro bassa che l’aumento degli occupati ha fatto ulteriormente abbassare. Tra questi settori, ristoranti, attività di assistenza medica e domestica. Solo in Francia tra i tre settori con maggior aumento di occupati c’è quello di consulenza legale, contabile e manageriale che è ad alta produttività. Tra i tre settori che hanno perso il maggior numero di lavori, in tutti i paesi avanzati ce n’è almeno uno ad alta produttività. Negli Stati Uniti tutti e tre.

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[1] Questa sezione fa riferimento al Compendium on Productivity 2018 dell’OCSE

Se pesiamo la produttività del lavoro in ogni settore con la quota degli occupati del settore nell’economia totale, possiamo estrapolare l’effetto dell’aumento della produttività nel settore dall’effetto static shift  ovvero dello spostamento dei lavori in settori a più bassa o alta produttività e dall’effetto dynamic shift  che misura la riallocazione delle risorse nell’economia: è positiva se l’aumento dell’occupazione avviene nei settori a maggior crescita della produttività.

Infine, anche a livello OCSE si conferma che I salari più alti sono correlati alla maggiore produttività del lavoro. Purtroppo, più lavori sono stati creati nei settori a bassa produttività, quindi con remunerazione al di sotto della media, riducendo così la quota dei salari nell’intera economia. Tra il 2010 e 2016 in Francia il 90% dei nuovi lavori sono in settori con salari sotto la media, 2/3 in Germania e oltre ¾ negli Stati Uniti.  Qualcuno pensa ai gilet gialli?

 

Italia in Europa: le idee per uno sviluppo sostenibile

gennaio 28th, 2019 by Fuet in Books / Economia / Economia italiana

Italia in Europa: le idee per uno sviluppo sostenibile

Eurilink

Gennaio 2019
pp. 490
Collana: Campus Conference Proceedings — 58

ISBN: 978–88-85622–39-5

collana: Istituzioni

ISBN: 978–88-85622–24-1

AA. VV., a cura di Luigi Paganetto

Il libro raccoglie i saggi presentati dai componenti del “Gruppo dei 20 — Revitalizing Anaemic Europe”, ispirati al tema della sostenibilità dello sviluppo in Italia ed Europa.

Il volume si apre con la questione delle politiche sociali, particolarmente rilevante in un’Europa che voglia guardare alla sostenibilità dello sviluppo e, in particolare, a sanità, pensioni e welfare. L’idea è che l’Europa nata attorno al pilastro della politica della concorrenza e del mercato unico ha bisogno di guardare alle politiche sociali che, per il momento, sono a competenza quasi esclusiva degli Stati membri della UE. La seconda parte è dedicata alla governance europea e, in particolare, alla sostenibilità delle differenze dello sviluppo che si sono via via accentuate all’interno dell’Unione europea. L’attenzione è rivolta, soprattutto, alle politiche di coesione e alla loro capacità di attenuare le loro differenze. La terza parte è dedicata alle politiche fiscali e al problema dei deficit pubblici, insieme alla sostenibilità del debito. La quarta parte, infine, è rivolta alla politica degli investimenti e al ruolo del territorio e dell’innovazione che, in un mondo caratterizzato da profondi cambiamenti tecnologici e commerciali, sono decisivi per un’Europa che voglia realizzare uno sviluppo sostenibile.
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Autori:
Maria Ludovica Agrò, Mauro Aliano, Mauro Annunziato, Michele Bagella, Gloria Bartoli, Rocco Cangelosi, Lorenzo Codogno, Tullio Fanelli, Giampaolo Galli, Franco Gallo, Adriano Giannola, Paolo Guerrieri, Marco Leonardi, Martino Lo Cascio, Mauro Marè, Maurizio Melani, Marcello Minenna, Luigi Paganetto, Ivana Paniccia, Giuseppe Pennisi, Carmelo Petraglia, Giovanni Piersanti, Maria Prezioso, Edoardo Reviglio, Giuseppe Roma, Nicola Rossi, Dominick Salvatore, Pasquale Lucio Scandizzo, Federico Spandonaro, Giovanni Tria, Carlo Trigilia, Andrea Urbani.

 

28 Jan2019

Brexit – no deal?

28 gennaio 2019

Lunedì 28 gennaio presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, nell’ambito del progetto permanente Revitalizing Anaemic Europe, si è tenuto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″ su:

“Brexit – no deal?”

Ad aprire i lavori è stato il nostro Presidente Luigi Paganetto, Coordinatore del Gruppo che ha fatto una relazione introduttiva sul tema, a cui sono seguiti gli interventi di Ken O’Flaherty, Vice-Ambasciatore del Regno Unito in Italia; Pierluigi D’Elia, Presidenza del Consiglio dei Ministri; Andrea Montanino, Confindustria; Paolo Guerrieri, Sapienza Università di Roma; Ferdinando Nelli Feroci, IAI e Giandomenico Magliano, già Ambasciatore d’Italia in Francia.

Programma

Temi discussi nel corso dell’incontro

undefined Brexit-no deal: quali implicazioni?
Luigi Paganetto – Presidente Fondazione Economia Tor Vergata e Docente SNA

undefined Brexit: quali le possibilità ancora sul tavolo?
Andrea Montanino – Direttore Centro Studi Confindustria

 

Andrea Montanino

gennaio 16th, 2019 by Fuet in Fellow

Andrea Montanino is Chief Economist at Confindustria. Between 2014 and 2017, he served as the C. Boyden Gray Fellow on Global Finance and Growth, and the director of the Global Business and Economics Program at the Atlantic Council. He led the Council’s work on global trade, growth, and finance, launching the EuroGrowth Initiative as well as the Economic Sanctions Initiative.

Montanino previously acted as executive director of the International Monetary Fund (IMF), representing the governments of Italy, Albania, Greece, Malta, Portugal, and San Marino. Before joining the IMF, he was a career officer in the Italian Ministry of Finance from 2006 to 2012. As director general at the Treasury Department, he worked extensively to alleviate the impact of the great recession on the business sector, drafting and implementing a number of laws. He developed innovative partnerships with the private sector, including a public-private development bank, where he served as vice president, and a private equity fund for small and medium sized enterprises, where he first led the steering committee and later served as the treasury representative on the Board of Directors. He also was a board member in a private equity fund specializing in infrastructure projects. As a member of the cabinet and economic advisor to the Italian Minister of Finance, Montanino contributed to a comprehensive public budget reform policy effort, which was later implemented on a national scale.

He also spent four years (2001-2005) at the European Commission in the Directorate General for Economic and Financial Affairs. During those years, he worked on the reform of the EU budgetary rules and was responsible for the long-term sustainability analysis of European countries.
Montanino graduated summa cum laude in economics from the University of Rome, La Sapienza, in 1992. He holds a MSc in labor economics from the London School of Economics and a PhD in economics from the University of Rome, La Sapienza.

Contact

A.Montanino AT confindustria.it

 

Pil mensile: Novembre 2018

gennaio 15th, 2019 by Fuet in Economia / Economia italiana / Monthly GDP / PIL mensile

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Rischi di una seconda flessione congiunturale consecutiva del
PIL nel 4° Trimestre

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Gli indicatori economici segnalano rischi di una seconda flessione congiunturale consecutiva del PIL nel 4T a causa di un risultato di produzione industriale molto al di sotto delle attese a novembre e di un generalizzato peggioramento del clima di fiducia delle imprese.
La stima rivista del PIL reale mensile si riduce allo 0,03% m/m a novembre, implicando un’espansione su base tendenziale non superiore allo 0,4% a/a. La produzione industriale si è contratta inaspettatamente dell’1,6% m/m a novembre, dopo due mesi di lieve flessione (-0,1% m/m). Il dettaglio per componenti mostra una debolezza diffusa, con la sola eccezione della produzione di energia: i beni intermedi hanno registrato la riduzione più marcata (-2,4% m/m) seguiti dai beni di investimento (-1,7% m/m), dai beni di consumo durevoli (-1,5% m/m) e non durevoli (-0,7% m/m) mentre l’energia è cresciuta dell’1,0% m/m.
Le indagini sulla fiducia delle imprese indicano un’attività economica stagnante anche a dicembre: il PMI composito riflette la debolezza della produzione del manifatturiero, restando sostenuto soltanto da un modesto recupero dei servizi (+0,2 punti a 50,5) tornati al di sopra della soglia di espansione da novembre
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Dati e commento

Data and comment

 

18 Dec2018

La sfida della riforma dell’eurozona e le proposte franco-tedesche

18 dicembre 2018

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Martedì 18 dicembre presso l’Aula Magna della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, nell’ambito del Diploma in Management pubblico e politiche economiche europee, si è tenuto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″ su:

La sfida della riforma dell’eurozona e le proposte franco-tedesche

Ad aprire i lavori Luigi Paganetto, Presidente FUET e coordinatore del Gruppo dei 20, che ha presentato una relazione generale su “La sfida della riforma dell’euro, i beni pubblici e le proposte franco-tedesche“, a cui sono seguiti gli interventi di Giandomenico Magliano, MAECI e già Ambasciatore d’Italia in Francia; Rainer Stefano Masera, Università degli Studi Guglielmo Marconi; Roberto Adam, Scuola Nazionale dell’Amministrazione; Maurizio Melani, Link Campus University; Luigi Bonatti, Università di Trento, Digital University; Giuseppe Buccino Grimaldi, Direttore Generale per l’Unione Europea, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

undefined Scarica la locandina

Temi discussi nel corso della conferenza


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La sfida della riforma dell’euro, i beni pubblici e le proposte franco-tedesche
Luigi Paganetto – Presidente Fondazione Economia Tor Vergata e Docente SNA

undefined EMU: political, institutional, monetary and economic issues.
An Italian perspective

Rainer Stefano Masera – Università degli Studi Guglielmo Marconi

undefined Le proposte franco-tedesche e la gestione dei rischi all’interno dell’Eurozona
Luigi Bonatti - Università degli Studi di Trento

undefined L’esigenza di una riforma della governance dell’Eurozona e degli strumenti di intervento
Maurizio Melani - Link Campus University


 

Gloria M.T. Bartoli

dicembre 17th, 2018 by Fuet in Fellow

Summary of Competence and Expertise

  • Professor of Public Management, International Macroeconomics, at LUISS University
  • Member of the Council of Experts at the Ministry of Economy and Finance of Italy
  • Member of the Bureau managing the WP1/EPC of the OECD
  • Member of the Digitalisation Steering Group OECD/G20
  • Lecturer at the School of National Administration (SNA)
  • 18 years’ experience in international organisations –IMF, OECD, UNCTAD, World Bank, WTO
  • 20 years’ experience in academic teaching and research
  • Advisor to public institutions and private companies: Italian Prime Minister’s Office, ICE (foreign trade agency), SACE (export insurance agency), SIP/Telecom
  • Observer at the GATS 2000 negotiations for financial markets access liberalization
  • Preparation of the G7 meeting for the Italian presidency in 2001 and for the World Bank in 1997
  • Design of reforms of international institutions (at G7), fiscal policies (at IMF), foreign trade (at WB and WTO), and business climate and FDI (at UNCTAD and WB)
  • Founder of the Integrated Framework for trade development by WTO, WB, IMF, UN
  • Strong network of personal contacts in international organisations, financial institutions and governments
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read more on the CV

Contact

gloria.bartoli AT gmail.com

 

Pil mensile: Ottobre 2018

dicembre 16th, 2018 by Fuet in Economia / Economia italiana / Monthly GDP / PIL mensile

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Lieve incremento dell’attività economica ad ottobre

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Si stima che la crescita economica sia lievemente aumentata ad ottobre allo 0.06% m/m (dallo 0,01% della stima rivista per il mese di settembre) portando ad un’espansione su base tendenziale dello 0,5%.I più recenti indicatori economici indicano un modesto miglioramento dell’attività economica per il mese di ottobre. La produzione industriale è cresciuta dello 0,1% m/m, contrariamente alle attese di una contrazione congiunturale, dopo la diminuzione dello 0,1% registrata in settembre (dato rivisto in miglioramento dall’iniziale -0,2%). La modesta espansione è risultata diffusa a tutti i settori industriali, con la sola eccezione di quello dell’energia che ha subito un’ampia contrazione.Il clima di fiducia delle imprese rimane tuttavia debole. La lettura finale dell’indice PMI composito per il mese di novembre si conferma al di sotto della soglia di espansione a 49,3 (come in ottobre), in linea con aspettative per una crescita modesta nel 4T.

Dati e commento

Data and comment

 

Paganetto: «CDP si liberi della logica di sportello. Merita un ruolo guida nello sviluppo»

dicembre 3rd, 2018 by Fuet in Activities / Economia / Economia italiana

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Leggi l’intervista completa

 
 
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