Wednesday, July 15, 2020
 

Coronavirus: uscire dall’incertezza con un programma di investimenti condivisi con l’UE

aprile 20th, 2020 by Fuet in Economia / Economia europea / Economia italiana


In questo momento così impegnativo per il nostro Paese, la nostra Fondazione, nell’ambito del Gruppo dei 20 – Revitalizing Anaemic Europe,  con la volontà e l’aspirazione di dare un contributo per il superamento dell’emergenza del Coronavirus, ha prodotto un documento che presenta un’analisi e prospetta ipotesi di lavoro per uscire dalla crisi che stiamo vivendo, attraverso tappe e obbiettivi condivisi con l’Unione europea.

Il lavoro prodotto è il risultato dei contributi di Luigi Paganetto, Coordinatore del Gruppo dei 20, Patrizio Bianchi, Luigi Bonatti, Paolo Guerrieri, Rainer Masera, Beniamino Quintieri, Nicola Rossi, Pasquale Lucio Scandizzo, Giovanni Tria.
L’impegno, pur nella diversità delle opinioni, è stato quello di convergere su un insieme coerente e compatto di proposte capaci, come dice il titolo del documento, di “Ridurre l’incertezza, non sottovalutare l’impegno messo in campo dall’Unione Europea e puntare su un programma di investimenti condivisi”.

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Premessa
L’acceso dibattito in corso su MES e Eurobond sta in qualche modo determinando, nell’opinione pubblica italiana, una sottovalutazione di ciò che l’Unione Europea sta già facendo per contrastare i devastanti effetti economici della pandemia, con il risultato di far accrescere ulteriormente il già fin troppo diffuso sentimento anti-europeo. L’azione della UE potrà, peraltro, avere un impatto più convincente se sarà orientata in maniera visibile dall’esigenza di ridurre l’incertezza dominante, sia a livello sanitario che economico. Nella percezione delle famiglie e delle imprese è l’incertezza il vero nemico da battere ed è perciò necessario che siano prese decisioni che definiscano subito e con chiarezza, oltre alle risorse messe in campo, i tempi e modalità del loro utilizzo. Tanto più se si considerano gli insegnamenti della crisi del 2008 che ha segnato, per via dell’incertezza dominante e di un forte indebitamento, la caduta dell’attività d’investimento delle imprese e il prevalere di un atteggiamento precauzionale delle famiglie. Il rischio in queste condizioni è che al momento della ripresa ci si possa trovare di fronte ad un problema di domanda, se non si lavora fin d’ora ad una proposta per la creazione di un Recovery Fund che abbia come obbiettivo l’investimento, con debito in comune, nelle grandi infrastrutture ed in quelle produttive e di servizio che servono nell’epoca del Digital Manufacturing. Va chiarito che anche se le priorità vanno ordinate secondo una scala temporale precisa, che va da quella emergenziale a quelle successive, l’esigenza di battere l’incertezza richiede che le diverse fasi siano collegate tra loro in maniera stretta e che mentre si procede con la Fase 1 sia programmata la Fase 2 e quella successiva. Solo così è possibile dare i segnali indispensabili a garantire la ripresa.
Tanto più che occorre fin d’ora concentrarsi sulla proposta per la creazione di un Recovery Fund ben distinto dagli schemi Coronabond, per creare un debito comune sicuro che abbia a fronte le grandi infrastrutture produttive dell’Unione europea.

#INSIEMECELAFAREMO
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__________________ Documento completo ________________ Summary

 

Pil mensile: Marzo 2020

aprile 19th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Primi segnali dell’impatto del Covid sull’economia


I modelli di nowcasting iniziano ad incorporare l’impatto della crisi epidemica a fronte del marcato calo degli indicatori soft. Ci si attende che le proiezioni si aggravino ulteriormente con il peggiorare anche delle statistiche quantitative. La stima aggiornata del PIL reale mensile prefigura una contrazione dell’attività economica in marzo (-0,16% m/m, -0,61% a/a) che riflette un primo impatto delle misure di contenimento atte a ridurre il contagio dell’epidemia in corso.
I dati sulla produzione industriale di febbraio mostrano una diminuzionebdei livelli produttivi (-1,2% m/m), inferiore ad attese di una contrazione più profonda. I beni di consumo e i beni intermedi sono diminuiti rispettivamente dello 0,9% e dell’1,1%,i beni strumentali hanno riportato una variazione nulla, mentre l’energia ha registrato un incremento (2,7% m/m). Tali dati non incorporano ancora pienamente gli effetti delle misure di contenimento, iniziate il 23 febbraio interessando in prima battuta solo una parte del territorio nazionale.
Al contrario, le indagini congiunturali di marzo già segnalano il crollo economico conseguente al blocco produttivo. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto il valore più basso da 11 anni (a 40,3 punti dai 48,7 di febbraio) e le indagini ISTAT certificano la brusca flessione della fiducia delle imprese manifatturiere (89,5), ai minimi dal 2013. Per quanto riguarda i servizi, il PMI settoriale segna il minimo storico (a 17,4), perdendo ben 34,7 punti, e altri indicatori, tra cui le nuove immatricolazioni di autovetture, segnano un crollo.

Dati e commento

Data and comment

 

15 Apr2020

Una proposta per affrontare la crisi da Coronavirus

15 aprile 2020 (a distanza)

Mercoledì 15 aprile si è tenuta una video-call del Gruppo dei 20, per la prima volta dalla sua costituzione, organizzata non in presenza bensì da remoto. Soluzione resasi necessaria e obbligatoria a seguito dello scoppio della pandemia da Covid-19.

Ad aprire i lavori è stato, come di consueto, il nostro Presidente Luigi Paganetto, che ha fatto un’ampia relazione introduttiva su …, a cui sono seguiti gli interventi di Patrizio Binachi, Luigi Bonatti, Antonia Carparelli, Paolo Guerrieri, Giandomenico Magliano, Rainer Masera, Maurizio Melani, Beniamino Quintieri, Lucio Pasquale Scandizzo, Giovanni Tria,

 

Paganetto: Un bazooka finanziario anti-crisi

La Stampa

aprile 4th, 2020 by Fuet in Economia europea / Economia italiana / Press & Media

L’esigenza di liquidità per gli Stati

Luigi Paganetto – 04/04/2020

Che ci sia, a seguito dell’emergenza coronavirus, un problema di liquidità per il sistema economico è a tutti chiaro. Su come risolverlo le idee sono assai meno messe a punto.

Qualche giorno fa la Germania, seguita dalla Francia (ma anche dalla Danimarca) ha presentato le proprie proposte di intervento alla Commissione europea nell’ambito del “Temporary Framework”, strumento creato da poco che consente agli Stati membri di essere autorizzati ad interventi diretti a mitigare le conseguenze economiche del coronavirus.

Si tratta di interventi, in questi casi, che possono essere descritti come veri e propri “bazooka” perché, con una scelta senza precedenti, il governo tedesco ha chiesto l’autorizzazione, che gli è stata concessa, all’immissione nella propria economia di «un illimitato ammontare di liquidità». La Francia si è limitata a proporre l’immissione di 300 miliardi.

Elemento comune alle due richieste è lo strumento preposto a realizzare gli interventi. Si tratta di due Istituzioni finanziarie Kfw e Bfi France, istituti che agiscono sul mercato in regime privatistico ma sono posseduti interamente dal settore pubblico. Entrambi gli istituti hanno la funzione di investire per lo sviluppo..

Leggi l’articolo completo

 

Europa e sfide globali
La svolta del Green Deal e del digitale

marzo 26th, 2020 by Fuet in Activities / Economia / Economia europea / Economia italiana

AA. VV. – A cura di Luigi Paganetto
Eurilink University Press – Marzo 2020

Contributi di: Luigi Bonatti, Claudio De Vincenti, Paolo Guerrieri, Giandomenico Magliano, Rainer Masera, Maurizio Melani, Luigi Paganetto, Riccardo Perissich, Beniamino Quintieri

I temi affrontati nel volume sono il risultato più recente dell’attività del Gruppo dei 20 – Revitalizing Anaemic Europe.
I saggi offrono un quadro articolato delle scelte della nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen. Una novità importante per un’Europa che stenta a crescere e deve fronteggiare sfide globali quali la crisi demografica e migratoria, i conflitti commerciali tra Usa e Cina, le conseguenze della globalizzazione, il cambiamento climatico e le esigenze ambientali. A queste sfide se ne è aggiunta un’altra, del tutto inattesa ma decisiva, la sfida per la tutela della salute.

È una svolta decisiva perché, di fatto, nel riconoscere l’insufficienza degli investimenti in Europa, avvia una stagione diversa rispetto al passato e indica come necessaria una politica d’intervento in cui contano le scelte pubbliche per rimediare al forte ritardo su innovazione e tecnologie digitali  [...]

Introduzione
Europa e sfide globali ai tempi del coronavirus

Il volume può essere acquistato in formato digitale e a breve sarà disponibile anche nella versione cartacea.

 

Pil mensile: Febbraio 2020

marzo 16th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Crescita nulla a febbraio su cui incombe l’effetto coronavirus


La stima del PIL reale mensile prefigura una sostanziale stabilità dell’attività economica in febbraio (0,01% m/m, -0,21% a/a), arrestando la fase di flessione che aveva caratterizzato i mesi precedenti. Si rileva, tuttavia, che tali stime non incorporano glieffetti dell’epidemia del Covid-19, non ancora riflessi nei dati di febbraio ma che verranno colti dai dati disponibili per marzo. L’inizio dell’anno ha visto un rimbalzo decisamente marcato della produzione industriale (3,7% m/m) che più che recupera lapesante flessione di dicembre 2019. Una dinamica analoga è stata riscontrata anche nelle altre maggiori economie europee. Il rimbalzo ha interessato tutti i principali settori, con un notevole aumento dei beni strumentali (4,1%) e dei beni intermedi (3,3%)e una crescita meno intensa dei beni di consumo (2,6%) e dell’energia (1,3%).
Le indagini congiunturali non offrono segnali incoraggianti: il PMI manifatturiero e le attese alla produzione pubblicate dall’ISTAT sono orientate verso una lieve flessione. Per quanto riguarda i servivi, l’indice PMI settoriale ha rafforzato il suotrend espansivo a febbraio (a 52,1), ma altri indicatori soft, tra cui le nuove immatricolazioni di autovetture, tracciano indicazionimeno favorevoli.

Dati e commento

Data and comment

 

Europa e sfide globali
La svolta del Green Deal e del digitale

marzo 12th, 2020 by Fuet in Books / Economia europea

Europa e sfide globali. La svolta del Green Deal e del digitale’ è il titolo di un booklet, di prossima pubblicazione e già disponibile in formato digitale, frutto di una serie di incontri del “Gruppo dei 20” – nell’ambito del progetto permanente Revitalizing Anaemic Europe – svolti in questi primi mesi del 2020, che vuole porre l’accento sui temi “caldi” della Governance e delle politiche europee.

I saggi contenuti nel volume offrono un quadro articolato delle scelte della nuova Commissione europea che rappresentano una svolta importante per un’Europa che stenta a crescere e deve fronteggiare sfide globali quali la crisi demografica e migratoria, i conflitti commerciali, tra Usa e Cina, le conseguenze della globalizzazione, il cambiamento climatico e le esigenze ambientali.

A queste sfide se ne è aggiunta un’altra, del tutto inattesa ma decisiva, la sfida per la tutela della salute. Quelle della Commissione sono decisioni prese quando non c’era ancora piena consapevolezza del rischio cui ci trovavamo di fronte con l’esplosione in Cina della crisi sanitaria da coronavirus. Non c’è dubbio però che la scelte avviate da Ursula von der Leyen escono rafforzate da questi avvenimenti recenti. Vengono prese in esame queste scelte e il programma contenuto nell’Agenda per l’Europa 2019-24 che rappresentano un deciso cambiamento rispetto al passato sul piano degli obbiettivi, che sono chiari e determinati.

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Green Deal, emissioni zero di CO2 al 2050, impegno sulle nuove tecnologie e l’innovazione, in particolare sul Digitale, sono le priorità del Progetto InvestEU, per il quale è prevista una spesa di 1 miliardo di euro nei prossimi 10 anni, sia attraverso il Bilancio europeo, che attraverso l’investimento privato sostenuto dalla Banca europea degli investimenti.

Gli Autori si chiedono come ne risulta influenzata sia la Governance che il Bilancio europeo per i prossimi sette anni, peraltro, ancora in corso di approvazione. Esaminano, in particolare, quali possano essere le politiche commerciali e industriali che ne definiranno i contorni, tenuto conto del nuovo quadro geopolitico mondiale. Senza dimenticare, peraltro, che le politiche macroeconomiche, nonché le politiche per la sicurezza e quelle demografiche e migratorie da adottare si devono realizzare in un quadro di sostenibilità dello sviluppo.

Il volume sarà distribuito a breve anche nella versione cartacea, di seguito è possibile leggere in anteprima l’introduzione e gli abstract dei principali contributi:

Indice undefined

Introduzione
Europa e sfide globali ai tempi del coronavirus
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InvestEU e la sfida della produttività e dell’innovazione undefinedITA | ENG
Luigi Paganetto
Fondazione Economia, Università di Roma “Tor Vergata”

L’Europa come attore nel contesto mondiale per ridefinire la posizione e il ruolo dell’Unione Europea nel nuovo contesto globale undefinedITA | ENG
Paolo Guerrieri
- PSIA, Sciences Po-Parigi e Sapienza Università di Roma

Elementi per un quadro di coerenza della politica economica europea undefinedITA | ENG
Giandomenico Magliano
- Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

L’eccesso di risparmio: un approccio diverso di politica economica undefinedITA | ENG
Rainer S. Masera
- Università Guglielmo Marconi

Una “nuova” politica industriale undefinedITA | ENG
Riccardo Perissich
- LUISS Sep

L’European Green Deal e il suo impatto sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 undefinedITA | ENG
Claudio De Vincenti
- Sapienza Università di Roma

Le politiche commerciali dell’Unione europea e gli accordi preferenziali undefinedITA | ENG
Beniamino Quintieri
- Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Dimensione geopolitica e di sicurezza dell’EU-ROPA: politica estera, gestione delle crisi nel vicinato, capacità di difesa undefinedITA | ENG
Maurizio Melani
- Università degli Studi Link Campus University

Declino demografico, bassa occupazione e immigrazione: il caso italiano e le sue implicazioni per le politiche europee undefinedITA | ENG
Luigi Bonatti
- Università degli Studi di Trento


 

28 Feb2020

“15 minuti di economia”
ReteNews 2.0

Il peso economico del coronavirus

Roma, 28 febbraio 2020. Interviste a margine del workshop “5 priorità per attivare nuovi dinamismi nella società italiana a Luigi Paganetto, Presidente della Fondazione Economia; Gloria Bartoli, Segretario Generale dell’Osservatorio sulla produttività e il benessere – FUET; Antonia Carparelli, Capo Economista – Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

Servizio a cura di ReteNews 2.0

Il peso economico del coronavirusIl peso economico del coronavirus

 

28 Feb2020

5 priorità per attivare nuovi dinamismi nella società italiana

28 febbraio 2020


Workshop


L’Osservatorio Produttiità e Benessere (OPB) – attivo presso la nostra Fondazione – ha promosso un incontro dal titolo “5 priorità per attivare nuovi dinamismi nella società italiana“, con l’obiettivo di dare alcune significative risposte alle continue sollecitazioni provenienti dalle Istituzioni europee e internazionali, da ultimo l’IMF, sul fatto che l’Italia abbia un disperato bisogno di aumentare la propria produttività e debba priprendere a crescere, creare buoni lavori, aumentare i salari e diminuire il debito pubblico rispetto al PIL.

In mancanza di un Comitato Nazionale per la Produttività, la cui istituzione è stata più volte invocata dall’UE, il nostro Osservatorio ha contribuito a diffondere gli studi “alla frontiera” sul tema, nella convinzione che sia necessario associare all’analisi della produttività quella del benessere. In quest’occasione intendiamo proporre a tecnici, politici, sindacati e media, le azioni concrete prioritarie per una ripresa economica inclusiva.
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Ad aprire i lavori sono stati Antonia Carparelli, Vice direttrice e Capo economista – Rappresentanza in Italia della Commissione europea;
e Luigi Paganetto, Presidente Fondazione Economia Tor Vergata. Sono intervenuti Gloria Bartoli, Segretario generale OPB; Erik Canton, Commissione Europea; Pasquale L. Scandizzo, Università di Roma “Tor Vergata”; Stefano Scarpetta , OCSE; Roberto Torrini, Banca d’Italia.
A seguire i commenti di Massimo Egidi, LUISS Guido Carli
e Giampaolo Galli, Osservatorio CPI.

▶ Guarda il video dell’evento (a cura di ReteNews 2.0)

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Temi discussi nel corso dell’incontro

La dinamica della produttività e sue determinanti
Luigi Paganetto – Fondazione Economia Tor Vergata e Sna

National Productivity Boards
Erik Canton – European Commission

Quali priorità per la ripresa della produttività in Italia
Gloria Bartoli – Non-Resident Senior Fellow FUET

Professionalità e Produttività
Stefano Scarpetta – OECD

Innovazione e capitale umano: due priorità per il rilancio della produttività in Italia
Roberto Torrini – Banca d’Italia

Produttività e Innovazione
P. Lucio Scandizzo – Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Presentazione
Giampoalo Galli – Osservatorio CPI, Università Cattolica


SpazioEuropa: spazio pubblico gestito dall’Ufficio d’informazione per l’Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea


 

Pil mensile: Gennaio 2020

febbraio 19th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Crescita nulla a gennaio tra debolezza del manifatturiero e incertezza globale


Secondo la stima preliminare rilasciata dall’ISTAT per il 4T2019 il PIL si è contratto dello 0,34% t/t, per effetto di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria e dell’agricoltura a fronte di una sostanziale stagnazione dei servizi. Le difficoltà dell’industria sono confermate dal dato negativo di produzione industriale del mese di dicembre, con l’indice in diminuzione del2,7% m/m a causa di una contrazione della produzione diffusa a tutti i comparti.
In prospettiva, la debolezza dell’attività economica registrata alla fine dello scorso anno determina una revisione al ribasso delle previsioni del PIL reale mensile che ora prospettano una flessione dello 0,02% m/m a gennaio (-0,26% y/y).
Ciononostante, le indagini preliminari relative al mese di gennaio mostrano segnali di lieve miglioramento della dinamica economica. In particolare, sia l’indice PMI che l’indagine ISTAT sulle attese di produzione segnalano un lieve recupero del settore manifatturiero e anche gli ultimi dati congiunturali relativi ai servizi indicano un consolidamento della crescita. Tuttavia, occorre anche considerare che tali indagini non colgono ancora l’impatto sulle aspettative di imprese e consumatori dell’emergenza connessa all’insorgere del coronavirus.

Dati e commento

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