Saturday, April 21, 2018
 

27 Feb2018

Le proposte di riforma dell’eurozona e il documento dei 14 economisti franco-tedeschi

27 febbraio 2018

a

Gruppo dei 20 – Revitalizing Anaemic Europe

a

Il 27 Febbraio a Roma presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione si è svolto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″ su:

Le proposte di riforma dell’eurozona e il documento dei 14 economisti fraco-tedeschi

All’apertura del nostro Presidente Luigi Paganetto, che ha fatto un’introduzione su “La riforma della governance europea e le proposte franco-tedesche”, sono seguite le relazioni di Paolo Guerrieri, Sapienza Università di Roma e College of Europe, Bruges; Marcello Minenna, London Graduate School of Mathematical Finance; e Rocco Cangelosi, Consiglio di Stato
Ne hanno discusso Lorenzo Bini Smaghi, Société Génerale e Giuseppe Pennisi, CNEL

Programma

 

Pil mensile: Dicembre 2017

febbraio 16th, 2018 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

<br/>

L’anno chiude in accelerazione

<br/>

In base alla stima preliminare sui dati trimestrali non corretta per i giorni lavorati, nel 2017 il PIL reale dell’Italia è cresciuto dell’1,4% rispetto all’anno precedente, il risultato migliore dal 2010. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, l’economia ha registrato un’espansione dello 0,3% t/t, leggermente inferiore a quella del trimestre precedente e delle attese degli analisti. La composizione in dettaglio della crescita sarà resa nota soltanto il prossimo 2 marzo, ma, in base alle indicazioni qualitative fornite dall’Istat, le principali determinanti risultano essere state la domanda interna e quella estera. La nuova stima del PIL mensile di dicembre prevede un incremento congiunturale dello 0,22% m/m mentre su base tendenziale la crescita è stimata all’1,47% a/a rispetto all’1,56% a/a registrato in novembre. L’economia italiana appare pronta ad accelerare ulteriormente nel corso dell’anno: la produzione industriale è aumentata a dicembre registrando una robusta crescita dell’1,6% m/m, facendo seguito ad un incremento dello 0,2% m/m in novembre e superando sensibilmente le aspettative. Le solide indagini congiunturali presso le imprese per il mese di gennaio suggeriscono che il forte slancio alla crescita proseguirà verosimilmente nel 1T18: l’indice PMI composito è aumentato a 59,0 (+2,5 punti), raggiungendo il valore più alto dall’estate del 2006.

Dati e commento

Data and comment


 

14 Feb2018

Radio InBlu News
Economia: Pil dell’Italia non cresceva così dal 2010

Il Presidente Paganetto ai microfoni di Radio InBlu News (Network Tv2000) ha commentato i buoni segnali dell’economia: il prodotto interno lordo secondo le ultime stime dell’Istat cresce dell’1,4% nel 2017. “Il Paese, che segue il trend positivo di tutta l’eurozona, non cresceva così dal 2010. C’è da tener presente, però, che la strada da percorrere è ancora lunga perché la crescita è troppo lenta e inferiore alla media europea. Il livello del Pil, infatti, rimane sempre sotto i valori pre crisi (2008)”.

Clicca qui per ascoltare l’intervista completa

Economia: Pil +1,7% nel 2017. L’Italia non cresceva così dal 2010

 

13 Feb2018

La tassazione e il rapporto Stato – Cittadini

13 febbraio 2018

Martedì 13 Febbraio a Roma presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, si è svolto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″ su:

La tassazione e il rapporto Stato – Cittadini

All’apertura del nostro Presidente Luigi Paganetto, che ha fatto un’introduzione su “La tassazione e il rapporto stato – cittadino: flat tax e dintorni”, sono seguite le relazioni di Nicola Rossi, Presidente Istituto Bruno Leoni e Docente Università di Roma “Tor Vergata”, e Franco Gallo, Presidente Emerito della Corte Costituzionale.
Ne hanno discusso Salvatore Biasco, Sapienza Università di Roma; e Antonio Di Majo, Università degli Studi “Roma Tre”

Programma <br/>

Temi discussi nel corso dell’incontro

Luigi Paganetto – Presidente Fondazione Economia Tor Vergata e Docente SNA

Stato vs cittadini e/o sudditi ?
Il rapporto con il Fisco è l’occasione in cui si misura in maniera paradigmatica la relazionetra Stato e Cittadino.
Scrive Nicola Rossi, che in Italia esso si configura come un rapporto tra il Sovrano e i suoi Sudditi (2012). Non è solo, naturalmente, il Fisco a determinarlo ma, in generale, la disparità di trattamento che «prende la forma di una capillare e continuainvadenzanella vita di tutti noi».
Nel concentrare qui l’attenzione sul Fisco e sul dibattito che accompagna le proposte presentate in campagna elettorale va subito osservato che si è creata una tale focalizzazione sull’accettabilità o meno di una Flat tax, soprattutto nei suoi effetti redistributivi da lasciare sullo sfondo questioni di grande rilievo quali i suoi effetti sui comportamenti di famiglie e imprese, il problema dell’evasione fiscale, gli aspetti di competizione fiscale internazionale che si sono aperti con la riforma Trump, la questione tuttora pendente delle clausole di salvaguardia legate all’aumento delle aliquote Iva e ai costi-benefici delle scelte da fare al riguardo.

L’irpef oggi: come riformarla?
La concentrazione dell’attenzione sull’Irpef è ampiamente giustificata dalla «iniquitàrelativa» del suo assetto attuale.
Se guardiamo ai dati, quelli di giugno 2017 dicono che il 60% dell‘Irpef totale è pagato dai dipendenti, anche se sono poco più della metà dei contribuenti e il 34% è versato dai pensionati. Gli autonomi valgono solo il 5,5% del gettito, nonostante siano il 12,5% dellapopolazione.
Se guardiamo al sistema impositivo IRPEF vediamo che si tratta di un modello che nel corso degli anni ha visto crescere, accanto ad un’imposta progressiva sui redditi da lavoro, una varietà di imposte per categorie di reddito, tassate con aliquote proporzionali come è il caso dei redditi da proventi finanziari, i canoni da locazione, le plusvalenze immobiliari, nonché dei redditi delle società di persone o di impresa individuale.
La previsione, inoltre, di un sistema di detrazioni di imposta decrescenti determina soprattutto per i redditi medio bassi (dove tra l’altro si concentrano giovani e donne), un elevato livellodelle aliquotemarginali e medie… undefinedScarica la relazione completa con i grafici

<br/>

undefinedFlat Tax e minimo vitale: La proposta dell’Istituto Bruno Leoni
Nicola Rossi – Presidente IBL e Docente Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”


 

4 Feb2018

Elezioni politiche 2018!
Programmi elettorali a confronto, l’analisi di Luigi Paganetto per Formiche.net

<br/>

Nelle proposte dei partiti
giovani, sanità e Mezzogiorno snobbati. Idee confuse su fisco e pensioni

Luigi Paganetto, economista e presidente della Fondazione Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata”, ha letto per Formiche.net i programmi elettorali. Ecco cosa ne pensa.

Proposte interessanti ma senza una precisa priorità e soprattutto senza un quadro che dia il senso della scelta strategica di fondo del partito o della coalizione che guiderà il Paese nella prossima legislatura. Luigi Paganetto, professore emerito di Economia politica all’Università “Tor Vergata” di Roma, docente alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione e presidente della Fondazione Tor Vergata Economia, ha letto per Formiche.net i programmi presentati dalle forze politiche che si presenteranno alle elezioni del 4 marzo e – prima di elencare una serie di carenze – parte da un elemento che lo rincuora.

“Finalmente oggi l’appartenenza all’area dell’euro è data per scontata, forse anche perché da vari scritti presentati dal Gruppo dei 20 emerge come il problema dell’Italia e dell’Europa non sia l’euro, che pure va gestito meglio”, spiega Paganetto che passa poi alle dolenti note. “Per parlare degli elementi che mancano parto dalla recente indagine pubblicata sul ‘Corriere della sera‘ secondo la quale per gli italiani le priorità sono sanità, occupazione, scuola, tasse e poi via via altri temi molto distanziati fino ad arrivare al debito pubblico. Ecco, nelle proposte che ho letto non mi pare ci sia molto in materia di sanità se non la riduzione delle liste d’attesa prevista dal M5S. La questione vera però è l’aspetto demografico visto il gran numero di anziani nel Paese e le esigenze di long term care. Il servizio sanitario italiano ha un ranking alto all’interno dell’Ue e funziona, sia chiaro, ma colpisce che non ci sia un quadro che guardi più avanti rispetto ad oggi. Insomma, secondo me occorre riaggiustare il Ssn secondo le nuove esigenze che nascono dalla demografia e puntare sulla prevenzione e sulle modalità per fornire assistenza ai malati anche al di fuori dell’ospedale”.

Sul fronte della scuola, Paganetto è altrettanto chiaro: “A parte criticare la Buona scuola non c’è granché, non ci sono indicazioni o programmi o ripensamenti, se non un generico invito ad usare di più internet e il digitale. In tema di università “Liberi e Uguali” è l’unico partito che evidenzia il più basso numero di laureati italiani rispetto al resto dell’Europa e fa una proposta per arginare il fenomeno offrendo la detassazione, che a mio parere però non è la soluzione. Credo che sarebbe meglio fornire borse di studio e incrementare la possibilità di stare nell’Università e di andare avanti”. L’economista genovese cita poi un’indagine Ocse, organizzazione in cui ha rappresentato l’Italia, secondo cui – a diversi livelli – nella nostra scuola le competenze professionali non sono adeguate alla domanda del mercato. “Sono tutti d’accordo che occorrono più competenze ma per centrare quest’obiettivo serve un impegno pubblico a investire sulla scuola”.

Parlando di formazione si parla di giovani, argomento oltre che prioritario preoccupante. “L’Italia è sempre più un Paese di pensionati, è vero, però al di là di generiche affermazioni come gli 80 euro fino a 18 anni mancano le idee. Ad esempio, leggo che cresce il numero delle piccole imprese guidate da giovani nell’ambito dell’ospitalità e dell’agroalimentare: questo aspetto dovrebbe essere fortemente valorizzato. Ci si preoccupa delle grandi aziende ma si fa poca attenzione al fatto che la politica si deve orientare sui piccoli. Cito due elementi: negli Stati Uniti c’è l’agenzia per le piccole imprese che finanzia e valorizza le realtà migliori; in Italia fra il 2008 e il 2016 è uscito dal mercato circa il 25-30% delle imprese. A mio parere i giovani vanno indirizzati anche nelle attività legate alla cultura, e in tal senso il nostro Paese può offrire molte opportunità, e all’ambiente. Come presidente dell’Enea ho cercato di operare in questa direzione”.

Le critiche di Paganetto si appuntano poi su un’altra lacuna: “Diversi programmi – spiega – non fanno cenno al fatto che il nostro sistema economico va meglio perché c’è il traino della crescita internazionale ed europea non perché creiamo più produttività. E’ un punto importante perché con la crescita c’è la possibilità di ridurre il debito ma se non c’è avanzo primario non posso farlo. La crescita – un valore in sé, che deve essere condiviso da tutti – si dà per scontata, magari puntando sulla crescita nominale (crescita reale più inflazione) ma non possiamo contare sull’inflazione per ridurre il debito”.

Nei programmi depositati al Viminale di sicuro c’è “molta attenzione alla tassazione perché è chiaro che il rapporto fra cittadini e Stato è in gran parte legato a questo aspetto. Non c’è dubbio che se c’è qualcosa di confuso in questo settore è l’imposizione sulle persone fisiche. Si può essere d’accordo o meno con la Flat tax ma non c’è dubbio che c’è un sistema Irpef assai poco equo perché c’è il pasticcio delle detrazioni fiscali, il pasticcio delle imposte legate a singole categorie, il pasticcio delle imposte sul reddito imprenditoriale. Insomma, si è stratificata una serie di interventi a favore di gruppi o di parti del corpo contribuenti per cui fare la dichiarazione dei redditi è complicato: in questo il centrodestra ha ragione. Comunque la si veda, Flat tax o no, serve un intervento per rendere chiara ed equa l’imposizione sulle persone fisiche”. Proprio riguardo la Flat tax, proposta dal centrodestra, Paganetto ammette che “ha il vantaggio di semplificare le cose ma che non necessariamente si può considerare la tassazione più equa possibile perché la progressività deve essere considerata in tutto il sistema di imposte, dunque anche in quelle locali, regionali e comunali”.

Il professore del secondo ateneo romano è poi molto deluso per la scarsa attenzione riservata al Mezzogiorno. “Si tratta di un punto importante, decisivo, perché sostengo, e non sono il solo, che o si fa crescere il Mezzogiorno o non cresce questo Paese. Peraltro occorre una seria riflessione sull’uso dei fondi strutturali: spesso non si è avuto effetto dagli investimenti fatti perché i fondi non sono stati inseriti in un progetto nazionale complessivo. In tal senso ricordo che la Cassa del Mezzogiorno – finché ha funzionato – ha fatto ottime cose. Ora non ci sono più i tempi per un’istituzione del genere, è vero, ma occorre avere un sistema che progetti”.

Questione correlata alla lacunosità delle politiche per il Sud è “l’ampia presenza nei programmi elettorali di vari tipi di bonus e di interventi perequativi come il reddito di cittadinanza, il reddito d’inclusione, il reddito di dignità, tutti sostegni che finiscono certamente per dare una risposta al problema del rischio povertà, che dal 2007 a oggi è raddoppiato”. La questione però va affrontata, chiarisce Paganetto, “in un quadro per cui l’intervento si accompagni alla crescita sennò facciamo solo una politica di bonus. Noto ad esempio che il Pd valorizza quello che ha fatto e vuole estendere gli 80 euro anche alle partite Iva e dare le detrazioni fiscali alle famiglie con figli. Si parte insomma dall’idea che dando dei soldi da spendere si mette in moto la macchina; bisognerebbe invece legare la crescita salariale alla produttività”.

Non si può tacere certamente del tanto bistrattato sistema pensionistico attuale. “La Lega ripete di voler abolire la legge Fornero. In effetti si può discutere se aumentare l’età di uscita dal mondo del lavoro sia un’opzione vincente – sottolinea – anche perché in tal modo aumenta l’età media degli occupati e dunque diminuisce la produttività ma bisogna pensare a un sistema che consenta di evitare l’allungamento dell’età pensionabile. Dire solo di voler abolire l’attuale legge non basta, sennò voto per il ‘no’ ma non so a cosa dico ‘sì’”.

Al di là delle diverse questioni passate in rassegna, comunque, “su tutto domina un’esigenza: occorre pensare a un progetto per cui il bilancio annuale dello Stato abbia una parte dedicata a temi che si ripetano anno dopo anno in modo che il partito o la coalizione che governeranno nella prossima legislatura forniscano una scelta strategica di fondo sennò non riusciamo a capire dove va il Paese. Pochi si rendono conto di un problema – conclude – siamo usciti dalla crisi senza politiche strutturali per far crescere l’economia. Ora non si può più aspettare”.

Intevista di Manola Piras per Formiche.net
 

31 Jan2018

Sicurezza e difesa in Europa
Pilastro europeo dei diritti sociali

31 gennaio 2018

Mercoledì 31 gennaio a Roma presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione – Sala della Biblioteca, si è svolto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″, nella prima parte si è discusso di:

Prospettive delle decisioni europee su Sicurezza e Difesa

Ad aprire i lavori il nostro Presidente Luigi Paganetto, a cui sono seguite le relazioni degli Ambasciatori Maurizio Melani, Link Campus University e Alessandro Minuto Rizzo, President of Nato Defense College Foundation.

La seconda parte dell’incontro, invece, è stata incentrata su:

Pilastro europeo dei Diritti Sociali

Sono state presentate le relazioni di Enrico Giovannini, ASviS e Università di Roma “Tor Vergata”, e di Edoardo Reviglio, Capo economista e Responsabile della ricerca economica e statistica CDP, a cui è seguito l’intervento di Paolo Reboani, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Programma


Documenti presentati nel corso dell’incontro

I parte

Amb. Maurizio Melani:


II parte

Prof. Edoardo Reviglio:

<br/>

 

23 Jan2018

Tra poco in edicola – RAI Radio 1

Il Prof. Luigi Paganetto è intervenuto nel corso della puntata del 23 Gennaio di “Tra poco in edicola” per discutere dei temi affrontati nel corso del Forum economico mondiale che ogni anno si tiene a Davos in Svizzera. Dalle misure contro il protezionismo di Trump al bilancio sulla globalizzazione: le conseguenze – postive e negative – a livello internazionale ma soprattutto nel nostro Paese e le prospettive future.
Per ascoltare la trasmissione, clicca qui

“Tra poco in edicola”: La rassegna stampa notturna di Radio1 RAI per conoscere in anteprima, quando i giornali non sono ancora in edicola, le prime pagine dei principali quotidiani e settimanali italiani. Conduttore Stefano Mensurati.

 

Pil mensile: Novembre 2017

gennaio 17th, 2018 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

<br/>

Produzione industriale inaspettatamente debole, ma l’outlook
per l’Italia resta solido

<br/>

La produzione industriale è risultata al di sotto delle attese a novembre, restando invariata rispetto al mese precedente dopo l’incremento dello 0,6% m/m registrato in ottobre. Il contributo positivo del settore dell’energia (+4,0% m/m) e dei beni intermedi (+0,1% m/m), infatti, è stato annullato dalla moderazione dei beni di consumo e di quelli strumentali (-0,7% e -0,3% m/m rispettivamente). Il rallentamento dell’attività economica si accompagna ad un lieve indebolimento degli indicatori congiunturali, con l’indice PMI e la fiducia delle imprese in leggera flessione a Dicembre, sebbene saldamente oltre la soglia di espansione.
In linea con questo scenario, si stima che il PIL reale mensile cresca a novembre dello 0,07% m/m e dell’1,56% su base tendenziale, indicando che le prospettive restano positive anche se la crescita difficilmente si rafforzerà ulteriormente rispetto allo 0,4% t/t registrato nel 3T17.

Dati e commento

Data and comment


 

11 Jan2018

Welfare e Sanità

11 gennaio 2018

<br/>


Giovedì 11 gennaio a Roma presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, si è svolto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″ su:

Welfare e Sanità

Ad aprire i lavori Stefano Battini, Presidente SNA e Luigi Paganetto, Presidente Fondazione Economia Tor Vergata, che ha fatto un’introduzione generale sul tema; a cui sono seguite le relazioni di Federico Spandonaro, Presidente C.R.E.A. Sanità e Andrea Urbani, Direttore generale della programmazione sanitaria – Ministero della Salute.

Programma <br/>

Temi discussi nel corso dell’incontro

<br/>

Luigi Paganetto – Presidente FUET e Docente SNA

Cambiamento sociale e welfare
Nella lunga fase di trasformazione che stiamo vivendo accompagnata dai postumi della crisi della nostra economia è venuta in evidenza una crescente fragilità sociale del paese. C’è l’esigenza di una riflessione sull’welfare che tenga conto della non autosufficienza, della povertà, dell’insufficiente maturazione dei redditi pensionistici dei giovani, degli 11 milioni di persone che, secondo il Censis, hanno rinunciato o rinviato il ricorso a prestazioni sanitarie.
La discussione sulle vaccinazioni ha ricordato a tutti che welfare significa oltre che un insieme di regole anche valori condivisi.
L’universalismo dell’assistenza sanitaria è il principio sotteso all’articolo 38 della Costituzione. Il trasferimento dei poteri in materia sanitaria alle Regioni ha reso peraltro evidenti le forti differenze dei modelli adottati sul territorio. L’universalismo rischia, nei fatti, di essere messo in discussione in un contesto dominato da cambiamenti demografici, istituzionali (le differenze regionali) ed esigenze di innovazione tecnologica sucure e farmaci.

Spesa per la salute e demografia
Gli aspetti demografici dominano le questioni che si pongono in materia di assistenza sanitaria:

  • L’aumento della speranza di vita, 80.6 anni per gli uomini e 85.1 per le donne e l’aumento delle capacità di cura sta modificando gli scenari sanitari;
  • Il numero degli anziani è passato tra il 2007 e il 2016 da 12 a 15 milioni.

In questo quadro:

  1. La spesa pubblica per la salute,che e’ piu’ bassa pro-capite della media OCSE, copre una quota che negli ultimi anni è decrescente (dal 78% del 2010 al 75% del 2016), rispetto al consumo di sanità dei cittadini;
  2. Aumenta la quota di spesa privata ed in particolare quella out of pocket.

<br/>
…  Scarica la presentazione completa con i grafici

<br/>

13° Rapporto Sanità: Il cambiamento della Sanità in Italia fra Transizione e Deriva del sistema
Federico Spandonaro – Presidente CREA Sanità

<br/>

 
 
About us

La Fondazione Universitaria Economia Tor Vergata è uno strumento di relazione tra università, imprese e istituzioni.

Approfondisci »
Help & Support

Problemi con il sito web?
Contatta il webmaster .

webmaster@poeco.uniroma2.it
Contatti

Via Columbia, 2
00133 Roma
Tel.: 06 72595570/5533
Fax: 06 72595569
segreteria.fondazione
luigi.paganetto