Wednesday, February 21, 2018
 

23 Dec2017

Festività Natalizie 2017!

 

Pil mensile: Ottobre 2017

dicembre 22nd, 2017 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

L’economia italiana mantiene salda la rotta mentre
l’anno volge al termine

La crescita del PIL nel 3T17 è stata rivista marginalmente al ribasso a + 0,4% t/t (rispetto alla stima preliminare di 0,5% t/t), a causa della crescita più contenuta del previsto del settore dei servizi. La variazione tendenziale del PIL è risultata comunque robusta a +1,7% a/a, trainata dalle esportazioni (+5,3% a/a, che danno prova di come le imprese italiane stiano guadagnando quote di mercato nel mondo) e dagli investimenti (+4,6% a/a). La produzione industriale è tornata a crescere a ritmo sostenuto in ottobre, dopo la debolezza manifestata a settembre: l’incremento è stato diffuso a tutti i settori, con il contributo positivo della componente dell’energia (+7,7% m/), dei consumi intermedi (+1,0% m/m) e dei beni di investimento (+0,7% m/m). Di conseguenza, la stima aggiornata del PIL per il mese di ottobre si conferma positiva (+0,15% m/m) puntando ad una robusta crescita tendenziale dell’1,84%, in linea con le ultime indagini che confermano che il buon andamento dell’economia dovrebbe rimanere sostenuto anche nel 4T17. L’indice PMI composito di novembre, infatti, ha sorpreso al rialzo, aumentando a 56,0 (+2,0 pp), il livello più alto da quattro mesi, con il settore dei servizi che ha guidato in massima parte la ripresa, aumentando a 54,7 (+2,6 pp).

Dati e commento

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13 Dec2017

Horizon 2020: Ricerca e Innovazione nella Pubblica Amministrazione

Il Professor Luigi Paganetto è stato tra i relatori del Seminario su “Ricerca e Innovazione nella Pubblica Amministrazione“, che si è svolto a Parma il 13 e 14 dicembre scorsi. Una due giorni di incontri e dibattiti organizzata dalla Fondazione Collegio Europeo in collaborazione con la SNA. Il titolo della sua lezione: Politica europea in materia di ricerca e innovazione e il programma pluriennale 2014-2020

undefinedScarica la presentazione

undefinedProgramma del Seminario


 

7 Dec2017

Stato, Regioni e Autonomie rafforzate.
Come assicurare Solidarietà e Sviluppo

Conferenza organizzata nell’ambito del Diploma in Management pubblico e Politiche economiche europee della SNA e delle attività del Gruppo dei 20 “Revitalizing Anaemic Europe”, sviluppate in collaborazione fra la nostra Fondazione e la Scuola Nazionale dell’Amministrazione.
Sono Intervenuti: Stefano Battini, Presidente SNA; Luigi Paganetto, Presidente Fondazione Economia Tor Vergata e docente SNA; Patrizio Bianchi, Assessore sviluppo economico Regione Emilia Romagna; Franco Gallo, Presidente emerito Corte Costituzionale; Adriano Giannola, Presidente Svimez; Mariano Bella, Ufficio studi Confcommercio; Maria Ludovica Agrò, Direttore Agenzia per la Coesione; Vincenzo Scotti, Link Campus University; Pasquale Lucio Scandizzo, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

undefined Programma


Regioni, Residui Fiscali e Competenze rafforzate: Come assicurare Solidarietà e Sviluppo
Luigi Paganetto – Presidente Fondazione Economia Tor Vergata e docente SNA

Referendum e “Autonomie Rafforzate”
Si sono svolti, di recente, in Lombardia e Veneto i referendum regionali in relazione alll’applicazione dell’art.116 della Costituzione che prevede forme di autonomia rafforzata per le Regioni che ne chiedono il riconoscimento.
In verità l’art.116 non prevede esplicitamente procedure referendarie, tant’è che la Regione Emilia Romagna, senza referendum, è a buon punto nella procedura diretta ad ottenere competenze rafforzate. Visto lo stato di avanzamento di queste procedure occorre, valutare modalità e conseguenze delle autonomie rafforzate, non solo riguardo alle diverse competenze che possono essere acquisite dalle Regioni, ma anche e soprattutto riguardo la questione della distribuzione dei c.d. residui fiscali che sono il cavallo di battaglia delle Regioni del Nord.

La questione dei “Residui Fiscali”
In questo quadro assumono particolare rilievo i residui fiscali che sono la differenza tra le tasse pagate e raccolte in una Regione e le spese pubbliche effettuate nella stessa Regione. La pretesa delle Regioni dei referendum è quella di trattenere sul proprio territorio in tutto o in parte (9/10) questa differenza che oggi finisce nella fiscalità generale. Questa pretesa nasce dall’affermazione che esse rendono i servizi legati alle loro competenze con maggiore efficienza rispetto alle altre Regioni e dunque ritengono di trovarsi a cedere il residuo allo Stato per effetto della minor efficienza relativa delle altre Regioni.
Si può configurare la possibilità che l’acquisizione delle nuove competenze diventi un modo surrettizio per sfuggire al dovere di solidarietà delle Regioni più ricche nei confronti di quelle più povere? O non si deve fare in modo che le risorse fiscali attribuite per le nuove competenze siano fissate al livello della spesa storica dello Stato nelle stesse Regioni per le funzioni devolute? E, in ogni caso, quali saranno le conseguenze di queste scelte sullo sviluppo regionale e nazionale? Nè vanno trascurate, infine, le tendenze evolutive europee in materia fiscale… undefinedScarica la presentazione completa con i grafici

Tutti i materiali della conferenza saranno collezionati in un volume che verrà pubblicato a breve.

 

Pil mensile: Settembre 2017

novembre 27th, 2017 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

La crescita del PIL accelera nel 3T

Dopo l’incremento di 0,3% t/t nel 2T, le stime preliminari dell’Istat per la crescita del PIL nel 3T mostrano un’espansione dello 0,5% t/t (1,8% a/a) in linea con le aspettative di consenso. Unitamente a quella del 1T2017, è la lettura congiunturale più robusta da quella del 4T2010 (1T2011 per la variazione tendenziale), ovvero  successivamente alla crisi dei debiti sovrani. Ci si attende che la crescita rimanga sostenuta anche nei trimestri successivi, grazie al buon andamento dell’attività manifatturiera ed ai segnali incoraggianti che provengono dalle indagini e dagli indicatori di produzione. Sebbene la produzione industriale abbia subito una contrazione leggermente superiore alle aspettative a settembre (-1,3% m/m), è rimasta coerente con un’accelerazione su base trimestrale dell’1,5% nel 3T (+1,2% nel 2T). Il calo è stato dovuto principalmente alla componente dell’energia (-6,3% m/m), dei beni di investimento (-2,0% m/m) e dei beni di consumo intermedi (-3,0% m/m), che hanno annullato il loro incremento del mese precedente. Gli indicatori congiunturali di ottobre puntano in ogni caso ad un’espansione per l’attività manifatturiera anche nei  prossimi mesi: l’indice PMI è balzato a 57,8 (+1,5 punti), il valore più alto da sei anni e mezzo. L’innalzamento è stato determinato da un rilevante aumento  dei nuovi  ordini, sostenuto da una forte domanda estera e, soprattutto, dai massicci ordini dalla Germania.

Complessivamente, la nuova stima del PIL per settembre traccia un profilo piatto su base congiunturale (+0,07% m/m), con una crescita tendenziale dell’1,79%.

Dati e commento

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La crescita del PIL accelera nel 3TLa crescita del PIL accelera nel 3T
 

23 Nov2017

Manovra 2018, debito e nodi dell’economia italiana – novembre 2017

Giovedì 23 novembre a Roma presso l’Aula magna della SNA, nell’ambito del Diploma in Management pubblico europeo e politiche economiche e del progetto permanente Revitalizing Anaemic Europe, si è svolto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″ su:

“Manovra” 2018, Debito e nodi dell’Economia Italiana

Sono intervenuti Luigi Paganetto, Presidente Fondazione Economia Tor Vergata; Riccardo Barbieri H., Dipartimento del Tesoro – MEF; Gloria Bartoli, Università LUISS “Guido Carli”; Gimpaolo Galli, Camera dei Deputati; Giuseppe Pennisi, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, Giuseppe Pisauro, Ufficio Parlamentare di Bilancio.


Temi discussi nel corso dell’incontro


Luigi Paganetto – Presdiente FUET e Docente SNA

Le economie Europee e l’Italia
Secondo le stime di autunno della Commissione Europea il Pil dell’area dell’euro crescerà quest’anno al 2.2%, il più elevato ritmo degli ultimi 10 anni. L’insieme delle economie europee (euro e non euro) crescerà al 2.3%. Campioni della crescita sono Irlanda (4.8%), Polonia e Cekia con oltre il 4%, disoccupazione tra il 6 e il 3% e debito pubblico tra il 70% e il 35%.
Il Pil dell’Italia crescerà dell’1.5% per il 2017. È comunque una buona notizia anche se rimaniamo indietro rispetto alla media EU.
Notizie meno buone sono quelle relative alla disoccupazione all’11.3% (nel 2007 era al 7%), tenuto conto di quel che succede in Germania (3.7%) e negli altri paesi del nord con tassi tra 4 e 6 %. Ci superano soltanto Spagna (17.4%) e Grecia (21.8%). Altro punto dolente è il debito pubblico (132.1%) contro valori compresi tra il 34.6% della Cekia e 69.9% dell’Irlanda. Ci supera solo la Grecia con il 179.6 e si avvicina il Portogallo con 126.4%. Il deficit pubblico, anche se non è stato ridotto nella misura desiderata dalla EU sarà pari nel 2017 al -2.1% che rappresenta, comunque, un miglioramento rispetto al 2016 (-2.5%).

La legge di Bilancio 2018
La legge di Bilancio per il 2018 prevede dal lato delle entrate una riduzione di entrate di 0.8 % di Pil per la cancellazione dell’aumento delle aliquote Iva previsto dalle clausole di salvaguardia e un aumento di entrate per via di misure di contrasto all’evasione fiscale, di maggiori imposte dirette per 0.2 di Pil per via soprattutto del rinvio nel regime opzionale dell’IRI.
Anche se sul lato della spesa la manovra prevede risorse per occupazione, investimenti e reddito di inclusione, e l’impegno di 0.1% del Pil per il rinnovo dei contratti pubblici, il rapporto tra spesa e Pil dovrebbe diminuire per effetto della spending review e, soprattutto, delle minori spese per interessi. Non va dimenticato che la riduzione della spesa in questi anni di scelte a favore dei bonus è quasi del tutto legata alla riduzione dei tassi d’interesse via QE. Il saldo tra evoluzione delle entrate e della spesa è un deficit pubblico che passa dal 2.1 all’1.6% (rispetto all’1% preventivato)…  undefinedScarica la relazione completa con i grafici

undefined Italy’s macroeconomic outlook (Le prospettive macroeconomiche dell’Italia)
Riccardo Barbieri H. – Responsabile Direzione Analisi Economico Finanziaria Dipartimento del Tesoro, MEF

Chief Economist
Department
of the Treasury
Economy
and Finance Ministry
 

24 Oct2017

Le metropoli europee e lo sviluppo: Quale ruolo per Roma?

Gruppo dei 20 – Revitalizing Anaemic Europe

Workshop
Le metropoli europee e lo sviluppo: Quale ruolo per Roma?

Martedì 24 ottobre presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” – Facoltà di Economia, nell’ambito delle attività del Gruppo dei 20 “Revitalizing Anaemic Europe” sviluppate dalla nostra Fondazione, si è tenuto un incontro per discutere dell’economia della nostra capitale e le sue potenzialità, a confronto con le principali metropoli europee.

Sono intervenuti, Giovanni Tria, Preside Facoltà di Economia – Università di Roma “Tor Vergata”; Luigi Paganetto, Presidente Fondazione Economia Tor Vergata; Filippo Tortoriello, Presidente Unindustria – Unione degli Industriali e delle Imprese del Lazio; Beniamino Quintieri, Presidente SACE; Lorenzo Tagliavanti , Presidente Camera di Commercio Roma; Maurizio Decastri, Prorettore Università di Roma “Tor Vergata”; Maria Prezioso , ESPON Contact Point Italia; Angelo Airaghi, Ansaldo; Pierluigi Coppola , Dipartimento Ingegneria dell’Impresa – Università di Roma “Tor Vergata”; Alfredo Macchiati, Università LUISS “Guido Carli; Francesco Saverio Mennini , Responsabile gruppo di Ricerca in Economic Evaluation, HTA and Corruption in Health – EEHTA, CEIS.

Scarica il Programma

Sintesi dei temi affrontati durante la Conferenza

Le metropoli europee e lo sviluppo: Un tavolo per Roma

Luigi Paganetto – Presidente Fondazione Economia Tor Vergata e docente SNA

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha di recente messo in rete un documento di “Analisi del contesto economico di Roma e Benchmark con le best practice europee“. Si tratta di una interessante analisi ricca di dati e di informazioni che ha sollecitato una riflessione sull’economia della nostra capitale e le sue potenzialità, a confronto con le principali metropoli europee. Il documento si concentra sul contesto economico complessivo della città, sulla mappatura dei poli industriali e sul confronto con le principali metropoli europee. È generalmente riconosciuto che le metropoli sono importanti driver di sviluppo dell’economia e della società contemporanea, soprattutto a ragione dell’aumento continuo dell’importanza del contributo dei servizi al PIL e al benessere della collettività. Tutto ciò, nel quadro di grande cambiamento in cui viviamo, dominato dall’importanza della conoscenza e dalle nuove tecnologie e dall’evoluzione degli skills necessari ad evitare i rischi di disoccupazione legati alla spinta verso l’automazione. La caduta del PIL dei servizi, rilevata dal documento del MISE (oltre a quello dell’industria) nel post 2008, rappresenta un segnale negativo. La presenza di un numero di start up innovative, decisamente basso, costituisce un limite allo sviluppo. Allo stesso tempo, non va dimenticato che Roma, come sottolinea il documento, è il primo polo universitario italiano per numero di iscritti ed è anche l’area di maggior concentrazione di istituti di ricerca. E va sottolineato che l’area in cui esistono le maggiori possibilità di crescita della produttività è quello dei servizi e del turismo, crescita che vede la città in ritardo. Siamo in realtà di fronte a una combinazione straordinaria di situazioni critiche, ma anche di opportunità non sfruttate. Quale può essere, in questo quadro, la scelta da fare tra le alternative di policies per il miglior impiego delle risorse disponibili?… undefinedScarica la Presentazione completa con i grafici

undefined Roma e il suo territorio provinciale: Un quadro di luci e ombre
Giovanni Tria – Preside Facoltà di Economia, Università di Roma “Tor Vergata”

undefined Roma: Un’identità da Capitale moderna
Filippo Tortoriello – Presidente Unindustria

undefined Spunti di analisi su Roma e le sue prospettive di sviluppo
Lorenzo Tagliavanti – Presidente Camera di Commercio di Roma

undefined Roma Città metropolitana. Capitale tra economia e pianificazione
Maria Prezioso – ESPON Contact Point Italia

undefined Quale ruolo per Roma?
Angelo Airaghi – Ansaldo

undefined Scenari di mobilità e accessibilità territoriale
Pierluigi Coppola – Dipartimento Ingegneria dell’Impresa, Università di Roma “Tor Vergata”

undefined Roma: Ovvero quale “sviluppo delle forze produttive materiali”?
Alfredo Macchiati – Università LUISS “Guido Carli”

undefined Il modello Sanità a Roma e nel Lazio
Francesco S. Mennini – Responsabile gruppo di Ricerca
Economic Evaluation and HTA (EEHTA) CEIS, Università di Roma “Tor Vergata”

undefined Innovazione ed Execution: Come fare impresa a Roma e nel Lazio
Maurizio Decastri – Facoltà di Economia, Università di Roma “Tor Vergata”

 

Pil mensile: Agosto 2017

ottobre 17th, 2017 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

Il balzo della produzione industriale prefigura
un buon dato per il 3T

La produzione industriale in agosto ha registrato un consistente aumento pari all’1,2% m/m, trainato principalmente dal crescente rafforzamento dei beni strumentali (+2,2% m/m) e degli intermedi (+2,4% m/m) e dal robusto risultato del settore energetico (+4,6% m/m). Complessivamente, sebbene i dati di agosto possano risentire in misura notevole del processo di destagionalizzazione, i risultati superiori alle attese delle indagini di fiducia presso le imprese ed i segnali incoraggianti dagli indicatori di produzione confermano la dinamica positiva dell’attività industriale e prospettano una solida crescita anche nei prossimi mesi. In linea con queste indicazioni, si stima che il PIL reale in agosto sia cresciuto dello 0,27% m/m e dell’1,73% su base tendenziale.

Dati e commento

Data and comment

 

14 Sep2017

La ripresa economica in Italia: quali policies? | settembre 2017

Nell’ambito del progetto permanente Revitalizing Anaemic Europe giovedì 14 settembre a Roma presso la SNA – Sala della Biblioteca, si è svolto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″, il tema al centro del dibattitto:

La ripresa economica in Italia: quali policies?

Dopo l’intervento di apertura del nostro Presidente Luigi Paganetto, su “La ripresa in Italia, il debito e i limiti delle analisi macroeconomiche” sono seguiti gli interventi di Stefano Battini, Presidente SNA; Enrico Giovannini, ASviS e Università di Roma “Tor Vergata“; Giampaolo Galli, Camera dei Deputati; Giorgio La Malfa, Fondazione Ugo La Malfa.


Temi discussi nel corso dell’incontro

Luigi Paganetto- Presidente Fondazione Economia Tor Vergata e Docente SNA

Il Dibattito sulla Ripresa
Le stime disponibili hanno confermato il valore tendenziale della crescita del Pil dell’1.5% per il 2017. È comunque una buona notizia. Non va,peraltro, dimenticata la minore dimensione della nostra crescita rispetto alla media EU.
G. La Malfa ha fatto notare che, in ogni caso, «i risultati sono troppo modesti per consentire un qualunque autocompiacimento.
Nel 2007 la disoccupazione italiana era al 7% ed oggi è al meno all’11% e che il reddito pro-capite è ancora molto più basso di allora: non abbiamo ancora recuperato il terreno perduto, la povertà è aumentata, circa il 25 percento della capacità produttiva dell’industria manifatturiera è andato distrutto».

Ciclo e Sviluppo
Il punto centrale è quello di stabilire se possiamo ritenerci fuori della crisi del 2007. Siamo di fronte ad una ripresa legata al ciclo internazionale o a aspetti strutturali della nostra economia?
Ignazio Visco ha di recente sostenuto che la ripresa in atto è largamente ciclica (Meeting di Rimini, agosto 2017). Per avere una ripresa strutturale in Italia serve  «risolvere i problemi di contesto che ancora ci sono – sottolinea il Governatore – quindi servizi per le imprese, la capacità per le imprese di nascere, crescere ma anche di chiudere quando è il caso di chiudere, senza poi dover pesare sull’economia».

Per decidere le policies da adottare per lo sviluppo è sufficiente, come sta accadendo, considerare le sole variabili macroeconomiche? undefinedScarica la Presentazione completa con i grafici

undefined Gli effetti del disavanzo sul PIL e sull’aumento del debito pubblico
Giampaolo Galli – Camera dei Deputati

undefined L’occupazione, la distribuzione del reddito e le prospettive per il futuro
Enrico Giovannini – ASviS e Università di Roma “Tor Vergata”

undefined Deficit/PIL: Agire sul numeratore e/o sul denominatore?
Giorgio La Malfa – Fondazione Ugo La Malfa

undefined Spunti per un programma di investimenti diffusi
Angelo Airaghi – Ansaldo Energia

undefined Riforme, Banche e Mezzogiorno
Ernesto Auci – Camera dei Deputati

undefined La politica di bilancio, lo stock di debito pubblico italiano e le regole europee
Paolo Guerrieri – Sapienza Università di Roma e College of Europe, Bruges

undefined Decontribuzione fiscale e inclusione sociale
Giulio Prosperetti – Corte Costituzionale


 

10 Sep2017

Cultura del cibo e scenari alimentari. Sostenibilità, Fame e Migrazioni | 10 settembre 2017

IX edizione “Le 2ue Culture”

Lo scorso 10 settembre il nostro Presidente Luigi Paganetto è stato tra i relatori della nona edizione del meeting “Le Due Culture” dedicato quest’anno al tema «Il cibo: salute, cultura, piacere e tormento», ed ha tenuto un intervento su Cultura del cibo e scenari alimentari. Sostenibilità, Fame e Migrazioni.

I progressi nella lotta alla fame
Tra il 1990 e il 2015 nel mondo c’è stato il dimezzamento delle persone che vivono in condizioni di estrema povertà (meno di 1.25 dollari al giorno).
La FAO stima che nello stesso periodo è calato dal 23.6 all’11%, il numero di coloro che sono sottonutriti e dunque soffrono la fame. Il Nobel A.Deaton ha parlato di «fuga  dalla deprivazione e dalla morte precoce». Il risultato è stato che la gente vive più a lungo, è piu alta e forte e i bambini hanno minore probabilità di ammalarsi.
Secondo l’ ONU dal 1950 al 2010 le regioni meno sviluppate hanno guadagnato piu’ di 10 anni di speranza di vita.
Ma sono pur sempre 800 milioni i sottonutriti e 2 miliardi le persone sotto la soglia di poverta’,un numero inaccettabile

Fame, malnutrizione e cultura del cibo
C’è la fame da carestia. Oggi solo in Sud Sudan, Somalia, Yemen e Nigeria, circa 30 milioni di persone sono in una condizione di grave insicurezza alimentare, di cui 10 milioni colpiti da carestia, insieme ad epidemia di colera in Yemen. Le stime dell’Unicef parlano di 27 milioni di persone senza acqua potabile.
C’è la fame da «crisi protratte». Le migrazioni sono una risposta all’insicurezza alimentare ed ai conflitti che nascono spesso dalla stessa insicurezza alimentare.
Ma c’è anche  la malnutrizione. Nei paesi poveri si tratta di una dieta con insufficienza di proteine e micronutrienti. Nei paesi ricchi si identifica largamente con l’obesità e con una coltura del cibo e diete dirette a ristabilire un rapporto corretto tra alimentazione, igiene e benessere.

C’è una interazione tra i consumi opulenti del Nord del mondo e quelli insufficienti del Sud? È, in ogni caso, certo che i cambiamenti della dieta dei paesi ricchi influenzano il sistema alimentare globale undefined Scarica la Presentazione completa con i relativi grafici

undefined Programma dell’evento

 
 
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