Tuesday, January 22, 2019
 

Manovra e innovazione. Vi spiego come trasformare l’Italia in una Smart Nation

di Luigi Paganetto

novembre 25th, 2018 by Fuet in Economia italiana / Revitalizing Europe

Si tratta di un programma di medio periodo che dovrebbe impegnare le forze politiche per un’intera legislatura. Ne saranno capaci? L’analisi di Luigi Paganetto, presidente Fondazione Economia e Coordinatore Gruppo dei 20 – Revitalizing Anaemic Europe, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

La Nota di aggiornamento al Def (NaDef) dà priorità e centralità al rilancio degli investimenti: “Il rilancio degli investimenti è una componente importante della politica economica del governo e uno strumento essenziale per perseguire obiettivi di sviluppo economico sostenibile”. Si sa che il rilancio degli investimenti è frenato non solo da vincoli di bilancio, ma anche da una serie di fattori di natura legale, burocratica e organizzativa che si sono accumulati nel corso degli anni. Al di là della questione degli investimenti, quel che conta è che la NaDef ritiene di vitale importanza per il Paese investire sull’innovazione e sulla tecnologia, per recuperare un gap consistente sul digitale, sull’offerta di servizi, sulla penetrazione della banda larga, seppure con differenze territoriali e sulle competenze digitali.

In quest’ottica il governo intende promuovere una strategia nazionale per realizzare le sinergie che sono necessarie per creare valore nei settori della Ricerca e Sviluppo, della formazione di capitale umano e delle infrastrutture. Non solo. Ma il settore pubblico intende avere un ruolo trainante e trasformare il nostro Paese in una “smart nation”. È una scelta importante perché vi è una stretta relazione tra la velocità della ripresa e il desiderio e la capacità di innovare. La sua proxy è la dinamica del Tfp. Non va mai dimenticato che il Tfp, in Italia, ha un andamento piatto dalla fine degli anni ‘90. Ma come realizzare in concreto la scelta per l’innovazione?

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Si tratta di un programma di medio periodo che dovrebbe impegnare le forze politiche per un’intera legislatura. Ne saranno capaci? L’analisi di Luigi Paganetto, presidente Fondazione Economia e Coordinatore Gruppo dei 20 – Revitalizing Anaemic Europe, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
 

Dismissione del patrimonio immobiliare, ecco perché in Italia è così difficile

Il Sole 24 Ore

novembre 20th, 2018 by Fuet in Economia italiana / Press room

Nuove operazioni con Cassa depositi e prestiti, una Spa per valorizzare gli immobili pubblici in decadenza, fondi immobiliari ad hoc da convertire in forme di investimento. Sono queste le ipotesi allo studio del Governo per attuare il piano di riduzione del debito proposto nel programma di bilancio rivisto e trasmesso a Bruxelles. Nel Dpb si confermano dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico da 640 milioni nel 2019 e da 600 milioni nel 2020, ma si introduce l’impegno ad accelerare il programma straordinario di privatizzazioni, salendo all’1% di Pil (18 miliardi) nel 2019, contro lo 0,3% ipotizzato a ottobre, cui si aggiungono uno 0,3% da realizzare quest’anno e un altro 0,3 nel 2020. Obiettivi molto ambiziosi, se è vero, come ribadito anche ieri dal vicepremier M5S Luigi Di Maio, che non c’è l’intenzione di «svendere i gioielli di famiglia». «Parliamo di immobili, beni di secondaria importanza – ha sottolineato Di Maio – ma Eni, Enel, Enav o simili soggetti non finiranno in mani private: devono restare saldamente nelle mani dello Stato».

L’obiettivo di privatizzazioni per 18 miliardi può essere conseguito soltanto mettendo mano alle partecipazioni che il ministero dell’Economia detiene nelle grandi società a matrice pubblica. L’operazione sulla quale il governo starebbe negoziando con Bruxelles si intreccia con il rafforzamento patrimoniale della Cdp e la possibilità di aumentarne la potenza di intervento a supporto dell’economia. Il piano prevede lo spostamento di partecipazioni come la quota residua in Eni, il controllo di Enav, Enel, Leonardo, Stm, il 30% di Poste. Il passaggio non sarebbe a fronte di un pagamento, ma sarebbe un conferimento con aumento di capitale riservato che farebbe salire la partecipazione del Mef in Cdp, diluendo le fondazioni bancarie. Ma solo provvisoriamente: un sistema per riportarle alla quota attorno al 15% sarebbe allo studio. Il punto di caduta è l’apertura del capitale di Cdp a investitori “pazienti”: l’incasso ipotizzato quando questo progetto venne battezzato Capricorn era di 20 miliardi.

Se il piano verrà sdoganato a livello politico (e non è detto, perché non c’è unità di vedute nel Governo) un accenno potrebbe comparire nel piano industriale che la Cdp sta predisponendo e che dovrebbe andare all’esame del board entro metà dicembre. «Stiamo ancora approfondendo tutti i complessi aspetti che andranno a comporre il piano. Non ci sono percosi stabiliti», chiosa Luigi Paganetto, consigliere di amministrazione e presidente della Fondazione economia di Tor Vergata. Paganetto ha proposto al board di Cdp un approfondimento sulle strategie di investimento a supporto delle controllate pubbliche dopo la cabina di regia organizzata a palazzo Chigi a metà ottobre per accelerare gli investimenti. «È fondamentale che questi investimenti vadano a sostenere processi di innovazione collegati allo sviluppo sostenibile – ha detto in occasione del convegno su Investimenti pubblici, innovazione e sviluppo sostenibile organizzato ieri a Roma -. A questo proposito è importante che Cdp possa individuare la modalità migliori per supportare le partecipate pubbliche».

Per gli interventi sul patrimonio immobiliare, si valuta l’idea lanciata da tempo dal sottosegretario leghista Armando Siri: «Abbiamo 400 miliardi di patrimonio pubblico immobiliare in decadenza perché non riusciamo a fare manutenzione. Vogliamo fare una società per azioni che tenga dentro questo patrimonio e che possa emettere bond, creare liquidità, vendere quello che non serve». Operazioni fuori bilancio mirate ad abbattere il debito. Un piano che potrebbe confluire in un emendamento alla legge di bilancio.

Tra gli esempi di immobili che potrebbero essere valorizzati, Siri cita Palazzo Brazzà, l’Ospedale Forlanini e Palazzo Caprara a Roma. Ma anche l’ex tesoreria della Provincia di Milano nei dintorni di Corso di Porta Vittoria, l’ex Istituto scolastico Peano a Cinisello Balsamo, Villa Giovio a Como, l’ex stabilimento termale di Aqui Terme e tante caserme ormai abbandonate. Un’altra strada, già discussa al Mef con banche e operatori di mercato, sono fondi immobiliari in cui conferire immobili statali e delle amministrazioni locali da aprire sia a investitori istituzionali che retail. Con una struttura fiscale agevolante sulla falsariga dei Pir.

Manuela Perrone e Laura Serafini per Il Sole 24 Ore – 15/11/2018

 

Cdp anticiperà il pagamento dei debiti della Pa verso le imprese

Il Sole 24 Ore

novembre 19th, 2018 by Fuet in Economia / Economia italiana / Press room

Cassa depositi e prestiti scende in campo a supporto della pubblica amministrazione e delle imprese. La società guidata da Fabrizio Palermo si propone come intermediario che eroga i fondi quando la Pa è inadempiente o anticipa i finanziamenti comunitari, in particolare, quelli dei fondi strutturali, evidentemente in attesa che i beneficiari completino tutti i passaggi autorizzativi necessari. A questo scopo Cdp prevede «lo sviluppo del servizio di tesoreria». È uno dei passaggi previsti dal piano industriale – le cui slide sono state anticipate ieri dall’agenzia Agi – atteso all’approvazione finale del board per il 5 dicembre ma che, stando alle indiscrezioni, il vertice della Cassa avrebbe condiviso nei giorni scorsi con il management delle proprie partecipate e delle controllare del ministero dell’Economia. Anche perché una parte del piano, che sviluppa l’idea della cabina di regia presentata a palazzo Chigi a metà ottobre, interessa appunto queste controllate. Dai documenti diffusi si evince che il piano avrà durata quinquennale, 2019-2023.

Nel piano è previsto un ampliamento «dei servizi di supporto per la gestione dei fondi pubblici nazionali ed europei» e «l’individuazione di opportunità di ottimizzazione nella gestione dei bilanci degli Enti». Si punta infine su un sostegno al processo di digitalizzazione dei pagamenti da e verso la Pubblica Amministrazione. Non si può non tenere presente il fatto che lo sviluppo dell’attività di supporto di Cdp alla Pa in tema di ritardi dei pagamenti (in tutto i debita della pubblica amministrazione sono 40 miliardi) implica inevitabilmente un aumento dei rischi a carico della società che, come è noto, gestisce i fondi della raccolta postale. Stesso discorso vale per gli anticipi sui fondi strutturali europei: e se chi li richiede poi non rispetta gli impegni sarà la Cdp a rispondere?

Il piano prevede inoltre che Cdp elabori piani di riqualificazione urbana per almeno sei grandi città (Genova, Torino, Venezia, Roma, Napoli e Palermo) da realizzare in collaborazione con la pubblica amministrazione attraverso un modello integrato. Si fa riferimento all’istituzione di una «task force cross-funzionale (infrastrutture, immobiliare, enti pubblici)» che agirà tramite protocolli di intesa con le città. Le soluzioni offerte prevedono la riqualificazione degli immobili di proprietà della Cdp, il sostegno alla realizzazione di infrastrutture locali (anche in partenariato pubblico-privato) e strumenti finanziari dedicati alla realizzazione di specifici interventi (ad esempio il verde pubblico). Cdp interverrà, inoltre, sul proprio patrimonio immobiliare attraverso «l’accelerazione dello sviluppo di progetti strategici con il concreto avvio di cantieri e la cessione del portafoglio difficilmente sviluppabile». Previsti inoltre l’ampliamento di progetti nel settore dell’edilizia sociale, l’avvio di progetti per la realizzazione di residenze per anziani e studenti e l’ampliamento degli interventi a sostegno del settore turistico.

Il passaggio che coinvolge le controllate riguarda la singolare idea della costituzione di una Sgr, ovviamente controllata da Cdp, a sostegno delle startup. Obiettivo è estendere il supporto alle startup lungo tutta la filiera di venture capital ( incubatori e corporate venture capital, ovvero investimenti diretti di grandi aziende) per favorire una maggiore attrazione di risorse di terzi. Il piano prevede inoltre la creazione di una cabina di regia pubblica per indirizzare gli investimenti e l’aumento delle risorse. Mercoledì scorso il consigliere di amministrazione di Cdp, Luigi Paganetto, in qualità di presidente della Fondazione Tor Vergata, aveva annunciato un progetto della Cassa per far convergere gli investimenti sui quali le controllate sono chiamate ad accelerare in Italia sull’innovazione, in particolare quella legata allo sviluppo sostenibile.

Laura Serafini per Il Sole 24 Ore – 19/11/2018

 

Pil mensile: Settembre 2018

novembre 19th, 2018 by Fuet in Economia / Economia italiana / Monthly GDP / PIL mensile

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Il ritmo di crescita resta debole

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In base alla stima preliminare rilasciata dall’ISTAT, il PIL reale ha registrato una crescita piatta nel 3T18 a causa del contributo nullo sia della domanda interna che della componente estera netta. Tale informazione, unitamente al peggioramento degli indicatori hard e soft, porta a rivedere al ribasso le aspettative di crescita.Si stima che il PIL reale resti sostanzialmente invariato a settembre (+0,04% m/m), con una crescita tendenziale dello 0,74% a/a.La produzione industriale è diminuita dello 0,2% m/m a settembre, dopo l’incremento dell’1,7% m/m registrato in agosto, sebbene la crescita su base tendenziale sia tornata ad essere positiva (+1,4% a/a).Le indagini congiunturali sembrano segnalare che la debolezza del ciclo economico possa essersi estesa anche al 4T. Secondo la lettura definitiva di ottobre, il composite PMI è diminuito portandosi al di sotto della soglia di espansione (49.3) per la prima volta dal dicembre 2014 e l’indagine sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere e quella sulle aspettative di produzione sono risultate in peggioramento.

Dati e commento

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14 Nov2018

Investimenti pubblici, innovazione e sviluppo sostenibile.
Il ruolo dello stato azionista

14 novembre 2018

Mercoledì 14 novembre a Roma presso l’Aula Magna della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, nell’ambito del Diploma in Management pubblico e politiche economiche europee, si è tenuto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″ su:

Investimenti pubblici, innovazione e sviluppo sostenibile. Il ruolo dello Stato azionista

Ad aprire i lavori Luigi Paganetto, Presidente FUET e coordinatore del Gruppo dei 20 che ha fatto un’introduzione generale su ” Lo Stato azionista e l’investimento per l’innovazione e lo sviluppo“, a cui è seguita la relazione di Lorenzo Fioramonti, Viceministro Istruzione, Università e Ricerca. Hanno partecipato al dibattito Pasquale Lucio Scandizzo, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; Massimo Mucchetti, già Presidente Commissione industria Senato; Franco Bassanini, Presidente Open Fiber; Beniamino Quintieri, Presidente SACE; Alessandra Genco, CFO Leonardo; Claudio Dicembrino, Head Macroeconomic Analysis Enel.

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Temi discussi nel corso della conferenza

Lo Stato azionista e l’investimento per l’innovazione e lo sviluppo
Luigi Paganetto – Presidente Fondazione Economia Tor Vergata e Docente SNA

La Nota di Aggiornamento del DEF dà priorità e centralità al rilancio degli investimenti: “Il rilancio degli investimenti è una componente importante della politica economica del Governo e uno strumento essenziale per perseguire obiettivi di sviluppo economico sostenibile. Il Governo è convinto che gli investimenti pubblici e privati siano l’ingrediente cruciale della crescita e possano dispiegarsi in forme sinergiche solo se un favorevole ambiente economico e sociale è assicurato dalla azione normativa e dall’attività della PA”.
È di vitale importanza per il Paese investire sull’innovazione e sulla tecnologia, per recuperare un gap consistente sul digitale, sull’offerta di servizi, sulla penetrazione della banda larga seppure con differenze territoriali e sulle competenze digitali. Il settore pubblico deve avere un ruolo trainante nel trasformare il nostro Paese in una Smart Nation. La Commissione Europea intende investire 9,2 miliardi per lo sviluppo di settori chiave per l’innovazione (Super computer, Intelligenza Artificiale, Cyber sicurezza, competenze digitali, trasformazione digitale della PA). Il Governo intende promuovere una strategia nazionale sulla tecnologia blockchain.
Per realizzare tutto questo, occorrono politiche che forniscano indicazioni tecnologiche e settoriali esplicite per raggiungere gli obbiettivi. La questione centrale che l’incontro vuole affrontare è come e in che misura a tutto questo possono contribuire le imprese partecipate dallo Stato e i finanziamenti erogati dagli Istituti di Promozione dello sviluppo come La Cassa Depositi e Prestiti. undefined Scarica la presentazione con i grafici.

undefined Gli Investimenti Pubblici e lo Stato Imprenditore
Pasquale Lucio Scandizzo – Fondazione Economia Tor Vergata

undefined Export e Infrastrutture
Beniamino Quintieri – Presidente SACE

undefined Investimenti, innovazione e sviluppo sostenibile: il posizionamento del Gruppo Enel
Claudio Dicembrino – Head of Macroeconomic and Energy Analysis and Forecasting, Enel Group

 

19 Oct2018

Mezzogiorno d’Italia: Ultima spiaggia

Il 19 e 20 ottobre 2018 a Capri si è tenuto il Forum “Mezzogiorno d’Italia: Ultima spiaggia“, organizzato dall’Associazione EUR.A.PRO.MEZ. con la collaborazione della Fondazione Economia Tor Vergata e il coordinamento scientifico del Prof. Luigi Paganetto.

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Guarda il magazine multimediale con le interviste ai relatori del Forum.

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Chi è Stato? – “Ma una presenza pubblica nell’economia serve”

di Luigi Paganetto

ottobre 12th, 2018 by Fuet in Economia / Economia italiana / Press room

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L’articolo del Prof. Luigi Paganetto per la Rivista Formiche Chi è Stato? “Chi minaccia lo Stato di diritto? (Ottobre 2018)


 

Pil mensile: Agosto 2018

ottobre 11th, 2018 by Fuet in Economia / Economia italiana / Monthly GDP / PIL mensile

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La crescita rimane modesta nonostante il recupero della produzione industriale ad agosto

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La produzione industriale aumenta ad agosto dell’1,7% m/m, risultando sensibilmente al di sopra delle aspettative di consenso e annullando il calo dell’1,6% m/m registrato a luglio (dato rivisto al rialzo dall’1,8% m/m della precedente stima). L’espansione è stata diffusa a tutti i settori, con i beni strumentali che registrano il rimbalzo più forte al +3,6% m/m. Nonostante il peggioramento delle indagini conguinturali (il PMI manifatturiero rasenta il limite della contrazione tra agosto e settembre), si stima che la crescita del PIL rimanga su un tasso di espansione moderata intorno allo 0,2% su base trimestrale nel 3T e nel 4T dell’anno. In linea con tale previsione, la stima aggiornata della crescita mensile del PIL reale indica un’espansione dello 0,07% m/m ad agosto (+1,0% a/a).

Dati e commento

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Vi racconto il Nobel all’economia plurale un pensiero (amaro) per l’Italia.

di Maurizio Decastri

ottobre 9th, 2018 by Fuet in Economia / Economia globale

Il commento al premio Nobel per l’economia di Maurizio Decastri, Prorettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Ordinario presso la Facoltà di Economia.

È un premio Nobel per l’Economia dedicato alle esternalità, agli effetti che scelte economiche hanno sul “resto del mondo”. E, forse, dedicato alla rilevanza dei temi oggetto di ricerca, oltre che agli autori.

Le esternalità negative di Nordhaus sono quelle prodotte dal cambiamento climatico sull’economia. Le esternalità positive di Romer riguardano gli effetti dell’innovazione sull’economia. Oltre alla differenza “algebrica”, cambia in modo significativo il perimetro di efficacia: le esternalità negative sono “plurali”, si possono combattere solo insieme, con politiche e regole omogenee e valide su tutto il globo. Le esternalità positive possono invece essere “singolari”, ossia possono essere prodotti da una comunità isolata e divenire un fattore competitivo.

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