Thursday, September 24, 2020
 

Con Next Generation EU bisogna investire in capitale umano e intelligenza artificiale

Milano Finanza

settembre 11th, 2020 by Fuet in Economia europea / Economia italiana / Press & Media

Luigi Paganetto - 11/09/2020

La decisione con cui l’Europa ha destinato 750 miliardi a un progetto comune per combattere le conseguenze economiche del Covid-19 non è solo un risultato di enorme importanza, ma anche l’avvio di un processo che comporta aspetti di governance che, come ha detto il Gruppo dei 20 dell’Università di Roma Tor Vergata, sono destinati ad avere conseguenze importanti per il futuro.

L’accordo implica: a) l’apertura di spazi fiscali prima d’ora inimmaginabili; b) aspetti di governance nazionale che riguardano non solo gli investimenti da realizzare, ma anche la loro gestione; c) scelte relative ai progetti-Paese da adottare.

Le risorse messe in campo dall’ UE sono legate, come è noto, a debito sottoscritto dall’Unione, ma sostenuto dalle risorse di bilancio. Il che significa che, anche se in termini assai lunghi, dovranno essere acquisite risorse proprie (tassazione CO, plastica o altro) per restituire il debito contratto. E ciò prefigura l’apertura di spazi fiscali comuni che finora non esistono. La disponibilità di risorse proprie consentirebhe di affrontare questioni prioritarie quali immigrazione, difesa e sicurezza, nonché di avviare interventi anticiclici, quando necessari. E interessante nella procedura di approvazionedei progetti l’utilizzo del metodo del «freno di emergenza» se lo si vede corne rimedio ai limiti di una governance fondata sul metodo intergovernativo che, si sa, rappresenta un forte limite alle capacità di decisione dell’ Unione perché può bastare il veto di un Paese per bloccare le decisioni comuni. L’approvazione dei piani di aiuto europei mette poi assieme in una proporzione prima d’ora mai realizzata progetti nazionali e progetti europei. La discussione si è finora concentrata sulle risorse attribuite ai Paesi, ma i progetti europei per green deal e digitale sono della massima importanza perché è in questa sede che si definiranno le traiettorie tecnologiche e industriali dell’Unione. È decisiva per un efficace contrasto alla recessione post Covid-19 la definizione dell’orizzonte temporale in cui saranno distribuiti i fondi Next Generation Eu. Si tratta di un tema di governance aperto da affrontare con grande attenzione.

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Caro Conte ecco come non sprecare il Recovery Fund
I consigli di Paganetto

Formiche.net

settembre 8th, 2020 by Fuet in Economia europea / Economia italiana / Press & Media

L’economista e presidente della Fondazione Economia Tor Vergata spiega come cogliere un’occasione storica e, forse, irripetibile. Serve un’istituzione preposta per smistare risorse e investimenti e tempi rapidi. Sanità, infrastrutture, Intelligenza Artificiale e istruzione le priorità.

Senza un cervello svelto e ben funzionante tutti i soldi del mondo servono a poco. Anche 209 miliardi di euro che da qui ai prossimi anni pioveranno, goccia a goccia sull’Italia. In una parola, governance, afferma Luigi Paganetto, presidente della Fondazione Economia Tor Vergata, vicepresidente di Cassa Depositi e Prestiti e animatore del pool di economisti riuniti nel Gruppo dei 20, in una analisi dal titolo Next Generation Eu, governance e progetti di investimento. Attenzione, non serve solo una governance per il Recovery Fund, ma l’intera architettura europea sarà in qualche modo modificata dall’immenso piano comunitario di aiuti.

UNA GOVERNANCE PER IL RECOVERY FUND

“La decisione con cui l’Europa ha destinato 750 miliardi a un progetto comune per combattere le conseguenze economiche del Covid-19 non è solo un risultato di enorme importanza, ma anche l’avvio di un processo che comporta aspetti di governance destinati ad avere conseguenze importanti per il futuro”, è la premessa di Paganetto. E il motivo è presto spiegato. “Si prefigura l’apertura di spazi fiscali prima d’ora non immaginabili. Le risorse che sono state messe in campo sono legate, come è noto, a debito sottoscritto dall’Unione, ma sostenuto dalle risorse di bilancio. Il che significa che, anche se in termini assai lunghi, dovranno essere recuperate le risorse per restituire il debito contratto”. In seconda battuta, l’approvazione del piani di aiuti europeo, “mette assieme, in una proporzione prima d’ora mai realizzata, progetti nazionali e progetti europei”.

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Gianluca Zapponini per Formiche.net


 

Next Generation EU, Governance e Progetti d’investimento

settembre 7th, 2020 by Fuet in Economia europea / Economia italiana

Il 30 luglio scorso si è tenuto un incontro a distanza del Gruppo dei 20 – Revitalizing Anaemic Europe sul tema “Economia e post Covid-19” nel corso del quale si è discusso delle decisioni con cui la EU ha destinato 750 miliardi a un progetto comune per combattere le conseguenze economiche del Covid-19, che non è solo un risultato di enorme importanza, ma anche l’avvio di un processo che comporta aspetti di Governance destinati ad avere conseguenze importanti per il futuro perché:

a) prefigura l’apertura di spazi fiscali prima d’ora non immaginabili;
b) mette assieme, in una proporzione prima d’ora mai realizzata, progetti nazionali e progetti europei;
c) definisce una destinazione di risorse di assai lungo periodo considerato che le sue propaggini arrivano ben dopo il prossimo bilancio, anche se non è per nulla chiara la loro distribuzione nel tempo;
d) utilizza il c.d. metodo del “freno di emergenza” come rimedio ai limiti di una Governance fondata sul metodo intergovernativo.

Pur con questi “caveats”,il “next Generation EU” porta con sé cambiamenti di Governance che possono essere prodromici ad una nuova Europa. Sono aspetti che possono segnare un prima e un dopo nelle vicende della EU.


Nel corso della riunione sono emersi una serie di riflessioni e spunti che sono confluiti in un nuovo documento, scritto da Luigi Paganetto, e che tiene conto degli interventi del Rappresentante Permanente d’Italia a Bruxelles, Amb. Maurizio Massari e di quelli di Maria Ludovica Agrò, Gloria Bartoli, Patrizio Bianchi, Rocco Cangelosi, Fabio Colasanti, Claudio De Vincenti, Paolo Guerrieri, Rainer Masera, Maurizio Melani, Beniamino Quintieri, Nicola Rossi, Pasquale Lucio Scandizzo e Giovanni Tria.


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E-Health
L’innovazione nel governo della cronicità

settembre 1st, 2020 by Fuet in Economia italiana / Reports

Rapporto redatto in relazione alle ricerche realizzate in preparazione e a conclusione del XXXI Villa Mondragone International Economic Seminar, in collaborazione con Farmindustria | Giugno 2020.

Lo studio mette in evidenza come le tecnologie digitali sono e risulteranno fondamentali per ridurre l’impatto della spesa sanitaria per prevenzione e gestione dei pazienti cronici sui conti pubblici. Anche l’emergenza sanitaria ancora in corso nel Paese ha mostrato l’esigenza di una maggiore prontezza di intervento e la necessità di ampliare ed evolvere gli attuali canali di comunicazione e gestione assistenziale.

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Pil mensile: Luglio 2020

agosto 26th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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L’indicatore mensile segnala un’attenuazione del calo del PIL


Il PIL ha intensificato la sua caduta nel 2T del 2020, quando l’attività economica è stata maggiormente colpita dalle misure di contenimento della diffusione del virus. Non di meno la stima preliminare, pur mostrando un crollo senza precedenti (-12,4% t/t, -17,3% a/a), è risultata migliore delle e più contenuta di quanto registrato in Francia (-13,8% t/t) e Spagna (-18,5% t/t).

I dati congiunturali più recenti riportano un recupero in atto, in virtù della fase di riapertura delle attività e del graduale allentamento delle misure di contenimento. La stima aggiornata del PIL reale tuttavia permane ancora negativa in giugno (-0,9% m/m, -20,4% a/a), risentendo ancora delle forti cadute del PIL e della debolezza della produzione industriale, che, sebbene in recupero, è ancora sotto i livelli pre-crisi. Infatti, nonostante l’indice si confermi in recupero a giungo (8,2% m/m da 41,6% di maggio), i livelli di produzione industriale sono ancora 13pp al di sotto di gennaio e 6pp inferiori rispetto al minimo della crisi finanziaria del 2009.
Le indagini qualitative delineano una ripresa nel manifatturiero a luglio, come mostrato dal ritorno in zona di espansione dell’indice PMI (a 51,9 punti da 47,5 di giugno) e dall’intonazione ottimista della fiducia nel manifatturiero di fonte ISTAT (a 85,2 punti da 80,2 di giugno). Analoghe indicazioni provengono nello stesso mese anche dai servizi, come segnalato dall’intenso recupero del sentiment rilevato dall’ISTAT (a 65,8 da 52,1) e dal miglioramento dell’indice PMI settoriale (a 51,6 punti da 46,4 di giugno).

Dati e commento

Data and comment


 

La nuova normalità dell’incertezza. L’analisi di
P.L. Scandizzo

Formiche.net

agosto 24th, 2020 by Fuet in Economia europea / Economia italiana / Press & Media

Il grado di persistenza dei cambiamenti nei processi di lavoro dovuti alla pandemia sarà determinato da diversi eventi che sono difficili da prevedere. L’analisi di Pasquale Lucio Scandizzo, professore ordinario di Politica Economica e Finanziaria all’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” .

Quando il mondo si è risollevato dalla crisi finanziaria globale, la ripresa in molte economie avanzate è rimasta tiepida, destando la preoccupazione che un rallentamento o addirittura una recessione potesse essere imminente, nonostante lo sviluppo apparentemente robusto, ma forse insostenibile, dell’economia statunitense. L’improvvisa comparsa della pandemia di coronavirus ha cambiato tutto e ha fatto precipitare la comunità globale in quello che sembra un nuovo e ancora inesplorato abisso di incertezza. Ad oggi non sappiamo ancora in che misura e come questo cigno nero sanitario, arrivato solo poco dopo quello finanziario, cambierà il panorama economico e i nostri modelli di vita. Una certezza, tra le tante incognite, è però quella di aver messo a nudo un’ampia impreparazione dei governi nazionali e delle istituzioni internazionali nel rispondere all’emergenza con una adeguata offerta di beni pubblici quali strutture e servizi sanitari e un efficace coordinamento globale. Un’ulteriore certezza è che, al termine dell’emergenza, ma anche, in parte, lungo il suo imprevedibile decorso, sarà necessario un imponente programma di intervento pubblico per ricostruire un’economia mondiale compressa da una combinazione senza precedenti di shock simmetrici di domanda e di offerta.

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Il Recovery Fund e le priorità per la ripresa. La road map di Paganetto

Formiche.net

agosto 6th, 2020 by Fuet in Economia europea / Economia italiana / Press & Media

Per evitare di rimanere vittime dell’incertezza la strada da seguire è quella di indicare, subito, il disegno di politica economica complessivo e le priorità da adottare. Le aspettative contano e il tempo a disposizione si fa breve. L’analisi di Luigi Paganetto, presidente della Fondazione Economia – Università di Roma Tor Vergata.


Per evitare che l’incertezza che avvolge l’evoluzione dell’economia si radichi anziché attenuarsi e si verifichi un peggioramento delle aspettative, la strada da seguire è quella di indicare, subito, il disegno di politica economica complessivo e le priorità da adottare. Le aspettative contano ed il tempo a disposizione si fa breve.

Le scelte in materia di lavoro sono essenziali. Che s’intende fare a scadenza riguardo a Cassa integrazione, guadagni e blocco dei licenziamenti? È chiaro ormai che, in molti casi, la Cig sia stata utilizzata anche in presenza di fatturati che non hanno conosciuto il calo che l’avrebbe giustificata. Non solo.

Ma continuare con il blocco generalizzato dei licenziamenti non sarebbe giustificato in un contesto che tenta di riprendersi. Qualunque sia, peraltro, la decisione assunta, sarebbe importante che essa fosse accompagnata da una valutazione d’impatto delle politiche che si intende adottare, in modo che sia noto il razionale delle policy intraprese.

Un altro aspetto in cui entrano in gioco aspettative che possono essere destabilizzanti è legato alle scelte in materia di bilancio pubblico. È vero che la caduta del nostro Pil nel secondo trimestre non è stata peggiore di quella di Francia, Spagna e Uk, ma è anche vero che il bilancio pubblico risentirà pesantemente dei minori introiti fiscali legati alla riduzione del fatturato nel lockdown. Quanto più saranno anticipate le indicazioni riguardo alle scelte di bilancio, tanto minore spazio avrà l’emergere di pericolose aspettative destabilizzanti per l’economia. C’è da augurarsi che il decreto di agosto porti buone notizie al riguardo.

Allo stesso tempo, sarebbe bene che venissero fissate alcune priorità che appaiono fin d’ora emergenti.

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Il Recovery Fund, lo spazio fiscale e la politica di spesa. Scrive il prof. Scandizzo

Formiche.net

agosto 6th, 2020 by Fuet in Economia europea / Economia italiana / Press & Media

La capacità di promuovere politiche economiche espansive dell’Ue in principio è molto più ampia della somma delle capacità dei singoli Paesi. E il Recovery Fund è un segnale ai mercati che si riverbera in minori rischi sovrani. L’analisi di Pasquale Lucio Scandizzo, professore dell’Università di Tor Vergata e già consigliere dell’ex ministro dell’Economia Giovanni Tria.

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UNO SPAZIO FISCALE EUROPEO

Il Recovery Fund (RF) è un passo di importanza fondamentale nella costruzione di una Europa federale perché rivendica e comincia a costruire in modo attivo uno spazio fiscale europeo. La capacità di promuovere politiche economiche espansive dell’Ue in principio è molto più ampia della somma delle capacità dei singoli paesi ed il RF è un segnale ai mercati che si riverbera in minori rischi sovrani, soprattutto per Paesi, come il nostro, con alto debito pubblico. Lo spazio fiscale stesso presenta due aspetti importanti: (1) la disponibilità a raccogliere fondi sui mercati finanziari a nome della unione e, (2) la volontà di utilizzare strumenti europei di prelievo fiscale. Entrambe queste misure rafforzano l’aspetto federale dell’Ue e propongono prospettive di sviluppo e di gestione delle politiche economiche di gran lunga più efficaci di quelle dei singoli stati membri.

L’espansione dello spazio fiscale non può essere ottenuta con le manovre monetarie, perché queste hanno un limite nel fatto che i tassi di interesse non possono ridursi fino a diventare negativi. Inoltre l’espansione monetaria crea potere di acquisto potenziale (“liquidità”) inutile se non viene utilizzata dagli agenti economici per espandere la spesa e , soprattutto per espandere la spesa produttiva. Passare dall’incremento di liquidità già ampiamente attuato dall’azione della Bce alla sua utilizzazione a scopi produttivi dipende dall’uso della leva fiscale, ossia della capacità del governo di usare direttamente il suo potere di spesa e di alimentare quello delle famiglie e delle imprese…

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30 Jul2020

Scostamento di bilancio e Mes

Rai Radio1

Luigi Paganetto, nuovamente ospite a “Tra poco in edicola”, ha commentato le ultime decisioni del governo in materia economica. Cosa comporta l’approvazione dello scostamento di bilancio da parte delle Camere? E quali gli interventi in programma per far fronte alla crisi economica e sociale che dilaga nel Paese? Il Mes è ancora in ballo?

Ascolta l’intervista rilasciata a Stefano Mensurati.



 

Intervento Rai1

febbraio 27th, 2017 by Fuet in Economia / Press & Media

Luigi Paganetto è intervenuto nella puntata del 24 Febbraio di “Unomattina”,programma di Rai 1 condotto da Francesca Fialdini e Franco Di Mare, per commentare i dati dell’osservatorio sul precariato pubblicati dall’Inps.

Per rivedere la trasmissione, clicca qui

 

15 Mar2017

Non è l’euro il problema dell’Europa (e dell’Italia) | 15 marzo 2017

Mercoledì 15 marzo 2017 – h 15.00
Spazio Europa – Via IV Novembre, 149 – Roma

Il prossimo 25 marzo saranno celebrati a Roma i 60 anni dell’Unione Europea. In vista di questa importante occasione la Fondazione Economia Tor Vergata organizza quest’incontro in cui verranno presentati una serie di contributi che sono il prodotto dell’attività del Gruppo dei 20 per il progetto “Revitalizing Anaemic Europe”. Il progetto ha riunito intorno ai temi europei un gruppo di accademici ed esperti, che hanno prodotto nel corso del tempo una serie d’idee e contributi che sono raccolti nel volume “Unione Europea. 60 anni e un bivio”, che verrà presentato e discusso nel corso dell’incontro. L’iniziativa, nel prendere spunto dall’occasione celebrativa, nel momento in cui la UE si trova ad un bivio tra crisi e rilancio, prospetta idee e proposte dirette a contribuire ad una visione dell’Unione europea capace di reagire al montante euroscetticismo che tende a dominare oggi la scena.

Per vedere le altre foto dell’incontro, cliccare qui
Per scaricare la locandina, cliccare qui

 

22 Mar2017

Reagire all’euroscetticismo e rimettere l’Europa in cammino | 22 marzo 2017

Mercoledì  22 marzo 2017 – h 14.30

Istituto Sturzo – Sala Perin del Vaga – Via delle Coppelle, 35 – Roma


Per vedere le altre foto dell’incontro, cliccare qui
Per scaricare la locandina, cliccare qui

 

Secondo Rapporto “Gruppo dei 20″
Revitalizing Anaemic Europe

aprile 3rd, 2017 by Fuet in Books / Economia europea / Publications

Unione Europea. 60 anni e un bivio

AA. VV. – A cura di Luigi Paganetto
Eurilink University Press – Febbraio 2017

Contributi di: Massimo Bagarani, Michele Bagella, Gloria Bartoli, Salvatore Biasco, Luigi Bonatti, Rocco Cangelosi, Marcello Clarich, Lorenzo Codogno, Giampaolo Galli, Franco Gallo, Adriano Giannola, Paolo Guerrieri, Martino Lo Cascio, Alfredo Macchiati, Rainer Masera, Maurizio Melani, Alessandro Minuto Rizzo, Luigi Paganetto, Roberto Pasca Di Magliano, Alberto Pera, Riccardo Perissich, Pasquale Lucio Scandizzo, Giovanni Tria, Salvatore Zecchini

Il Rapporto, realizzato dalla Fondazione Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata” con il contributo  di autorevoli studiosi ed esperti intende mettere in discussione, a 60 anni dai Trattati europei, il pessimismo diffuso e riaffermare la validità della scelta europea e di quella dell’euro. Le idee espresse sono il frutto di un’intensa serie di incontri nei quali gli Autori, pur in una visione non unitaria, hanno una comune convinzione, quella dell’esigenza ed importanza di mantenere in essere e far crescere la costruzione europea, con l’interrogativo di come si possa “Rivitalizzare”, piuttosto che abbandonare, l’impresa europea.

Un’Europa più leggera ma più incisiva: Riscoprire la Sussidiarietà
di Luigi Paganetto

 

8 May2017

Globalization, inclusion and sustainability in a global century – G7 International Forum | maggio 2017

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Globalization, Inclusion and Sustainability
in a global century

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G7 International Forum
Under the auspices of the Italian G7 Presidency


Roma, 8 maggio 2017 – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Roma, 9 maggio 2017 – Link Campus University

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La Fondazione Economia Tor Vergata e la Fondazione Link Campus University, sotto l’auspicio della Presidenza Italiana del G7, hanno organizzato un Forum Internazionale sul tema “Globalization, inclusion and sustainability in a global century”.
La prima giornata si è tenuta presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Sala delle Conferenze Internazionali mentre la giornata successiva è stata ospitata dalla Link Campus University di Roma.
Dopo gli interventi introduttivi del Sottosegretario Benedetto Della Vedova, dell’Ambasciatore Massimo Gaiani, di Vincenzo Scotti, Fondazione Link Campus University e di Luigi Paganetto, Fondazione Economia Tor Vergata, si sono svolti i lavori – secondo la Chatham House rule – articolati in tre sessioni.

G7 and Globalization between Development and Inequalities
Introductory speech di Luigi Paganetto

Alle relazioni introduttive delle tre sessioni sono seguiti gli interventi di autorevoli accademici ed esperti provenienti dai Paesi del G7 e dal resto del mondo. L’idea che ha guidato la conferenzaè stata quella di portare la necessaria attenzione oltre che alle idee e proposte dei paesi più avanzati e di maggior rilievo, anche a quelli che non trovano ascolto durante gli incontri del G7 e del G20. Sono stati presenti rappresentanti di Arabia Saudita, Argentina, Azerbaijan, Brasile, Croazia, Egitto, Marocco, Russia, Stato della Città del Vaticano oltre ovviamente a quelli provenienti dai paesi del G7/G20.

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Intervista su Rai News 24 – 9 maggio 2017

maggio 12th, 2017 by Fuet in Economia globale / Press & Media

Il Prof. Luigi Paganetto ospite di Economia24, la rubrica sui temi dell’economia e della finanza in onda su RaiNews 24. Numerosi i temi al centro dell’intervista: dal G7, alla glolbalizzazione, ai consumi, fino alle scelte protezionistiche dell’amministrazione Trump e l’evoluzione futura del mercato del lavoro.

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10 Jan2018

Tra poco in edicola – RAI Radio 1

Il Presidente Paganetto è intervenuto nel corso della puntata del 10 Gennaio di “Tra poco in edicola” per discutere di lavoro e disoccupazione giovanile: ultimi dati Istat, giovani e Jobs Act al centro della campagna elettorale.
Per ascoltare la trasmissione, clicca qui

“Tra poco in edicola”: La rassegna stampa notturna di Radio1 RAI per conoscere in anteprima, quando i giornali non sono ancora in edicola, le prime pagine dei principali quotidiani e settimanali italiani. Conduttore Stefano Mensurati.

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23 Jan2018

Tra poco in edicola – RAI Radio 1

Il Prof. Luigi Paganetto è intervenuto nel corso della puntata del 23 Gennaio di “Tra poco in edicola” per discutere dei temi affrontati nel corso del Forum economico mondiale che ogni anno si tiene a Davos in Svizzera. Dalle misure contro il protezionismo di Trump al bilancio sulla globalizzazione: le conseguenze – postive e negative – a livello internazionale ma soprattutto nel nostro Paese e le prospettive future.
Per ascoltare la trasmissione, clicca qui

“Tra poco in edicola”: La rassegna stampa notturna di Radio1 RAI per conoscere in anteprima, quando i giornali non sono ancora in edicola, le prime pagine dei principali quotidiani e settimanali italiani. Conduttore Stefano Mensurati.

 

4 Feb2018

Elezioni politiche 2018!
Programmi elettorali a confronto, l’analisi di Luigi Paganetto per Formiche.net

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Nelle proposte dei partiti
giovani, sanità e Mezzogiorno snobbati. Idee confuse su fisco e pensioni

Luigi Paganetto, economista e presidente della Fondazione Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata”, ha letto per Formiche.net i programmi elettorali. Ecco cosa ne pensa.

Proposte interessanti ma senza una precisa priorità e soprattutto senza un quadro che dia il senso della scelta strategica di fondo del partito o della coalizione che guiderà il Paese nella prossima legislatura. Luigi Paganetto, professore emerito di Economia politica all’Università “Tor Vergata” di Roma, docente alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione e presidente della Fondazione Tor Vergata Economia, ha letto per Formiche.net i programmi presentati dalle forze politiche che si presenteranno alle elezioni del 4 marzo e – prima di elencare una serie di carenze – parte da un elemento che lo rincuora.

“Finalmente oggi l’appartenenza all’area dell’euro è data per scontata, forse anche perché da vari scritti presentati dal Gruppo dei 20 emerge come il problema dell’Italia e dell’Europa non sia l’euro, che pure va gestito meglio”, spiega Paganetto che passa poi alle dolenti note. “Per parlare degli elementi che mancano parto dalla recente indagine pubblicata sul ‘Corriere della sera‘ secondo la quale per gli italiani le priorità sono sanità, occupazione, scuola, tasse e poi via via altri temi molto distanziati fino ad arrivare al debito pubblico. Ecco, nelle proposte che ho letto non mi pare ci sia molto in materia di sanità se non la riduzione delle liste d’attesa prevista dal M5S. La questione vera però è l’aspetto demografico visto il gran numero di anziani nel Paese e le esigenze di long term care. Il servizio sanitario italiano ha un ranking alto all’interno dell’Ue e funziona, sia chiaro, ma colpisce che non ci sia un quadro che guardi più avanti rispetto ad oggi. Insomma, secondo me occorre riaggiustare il Ssn secondo le nuove esigenze che nascono dalla demografia e puntare sulla prevenzione e sulle modalità per fornire assistenza ai malati anche al di fuori dell’ospedale”.

Sul fronte della scuola, Paganetto è altrettanto chiaro: “A parte criticare la Buona scuola non c’è granché, non ci sono indicazioni o programmi o ripensamenti, se non un generico invito ad usare di più internet e il digitale. In tema di università “Liberi e Uguali” è l’unico partito che evidenzia il più basso numero di laureati italiani rispetto al resto dell’Europa e fa una proposta per arginare il fenomeno offrendo la detassazione, che a mio parere però non è la soluzione. Credo che sarebbe meglio fornire borse di studio e incrementare la possibilità di stare nell’Università e di andare avanti”. L’economista genovese cita poi un’indagine Ocse, organizzazione in cui ha rappresentato l’Italia, secondo cui – a diversi livelli – nella nostra scuola le competenze professionali non sono adeguate alla domanda del mercato. “Sono tutti d’accordo che occorrono più competenze ma per centrare quest’obiettivo serve un impegno pubblico a investire sulla scuola”.

Parlando di formazione si parla di giovani, argomento oltre che prioritario preoccupante. “L’Italia è sempre più un Paese di pensionati, è vero, però al di là di generiche affermazioni come gli 80 euro fino a 18 anni mancano le idee. Ad esempio, leggo che cresce il numero delle piccole imprese guidate da giovani nell’ambito dell’ospitalità e dell’agroalimentare: questo aspetto dovrebbe essere fortemente valorizzato. Ci si preoccupa delle grandi aziende ma si fa poca attenzione al fatto che la politica si deve orientare sui piccoli. Cito due elementi: negli Stati Uniti c’è l’agenzia per le piccole imprese che finanzia e valorizza le realtà migliori; in Italia fra il 2008 e il 2016 è uscito dal mercato circa il 25-30% delle imprese. A mio parere i giovani vanno indirizzati anche nelle attività legate alla cultura, e in tal senso il nostro Paese può offrire molte opportunità, e all’ambiente. Come presidente dell’Enea ho cercato di operare in questa direzione”.

Le critiche di Paganetto si appuntano poi su un’altra lacuna: “Diversi programmi – spiega – non fanno cenno al fatto che il nostro sistema economico va meglio perché c’è il traino della crescita internazionale ed europea non perché creiamo più produttività. E’ un punto importante perché con la crescita c’è la possibilità di ridurre il debito ma se non c’è avanzo primario non posso farlo. La crescita – un valore in sé, che deve essere condiviso da tutti – si dà per scontata, magari puntando sulla crescita nominale (crescita reale più inflazione) ma non possiamo contare sull’inflazione per ridurre il debito”.

Nei programmi depositati al Viminale di sicuro c’è “molta attenzione alla tassazione perché è chiaro che il rapporto fra cittadini e Stato è in gran parte legato a questo aspetto. Non c’è dubbio che se c’è qualcosa di confuso in questo settore è l’imposizione sulle persone fisiche. Si può essere d’accordo o meno con la Flat tax ma non c’è dubbio che c’è un sistema Irpef assai poco equo perché c’è il pasticcio delle detrazioni fiscali, il pasticcio delle imposte legate a singole categorie, il pasticcio delle imposte sul reddito imprenditoriale. Insomma, si è stratificata una serie di interventi a favore di gruppi o di parti del corpo contribuenti per cui fare la dichiarazione dei redditi è complicato: in questo il centrodestra ha ragione. Comunque la si veda, Flat tax o no, serve un intervento per rendere chiara ed equa l’imposizione sulle persone fisiche”. Proprio riguardo la Flat tax, proposta dal centrodestra, Paganetto ammette che “ha il vantaggio di semplificare le cose ma che non necessariamente si può considerare la tassazione più equa possibile perché la progressività deve essere considerata in tutto il sistema di imposte, dunque anche in quelle locali, regionali e comunali”.

Il professore del secondo ateneo romano è poi molto deluso per la scarsa attenzione riservata al Mezzogiorno. “Si tratta di un punto importante, decisivo, perché sostengo, e non sono il solo, che o si fa crescere il Mezzogiorno o non cresce questo Paese. Peraltro occorre una seria riflessione sull’uso dei fondi strutturali: spesso non si è avuto effetto dagli investimenti fatti perché i fondi non sono stati inseriti in un progetto nazionale complessivo. In tal senso ricordo che la Cassa del Mezzogiorno – finché ha funzionato – ha fatto ottime cose. Ora non ci sono più i tempi per un’istituzione del genere, è vero, ma occorre avere un sistema che progetti”.

Questione correlata alla lacunosità delle politiche per il Sud è “l’ampia presenza nei programmi elettorali di vari tipi di bonus e di interventi perequativi come il reddito di cittadinanza, il reddito d’inclusione, il reddito di dignità, tutti sostegni che finiscono certamente per dare una risposta al problema del rischio povertà, che dal 2007 a oggi è raddoppiato”. La questione però va affrontata, chiarisce Paganetto, “in un quadro per cui l’intervento si accompagni alla crescita sennò facciamo solo una politica di bonus. Noto ad esempio che il Pd valorizza quello che ha fatto e vuole estendere gli 80 euro anche alle partite Iva e dare le detrazioni fiscali alle famiglie con figli. Si parte insomma dall’idea che dando dei soldi da spendere si mette in moto la macchina; bisognerebbe invece legare la crescita salariale alla produttività”.

Non si può tacere certamente del tanto bistrattato sistema pensionistico attuale. “La Lega ripete di voler abolire la legge Fornero. In effetti si può discutere se aumentare l’età di uscita dal mondo del lavoro sia un’opzione vincente – sottolinea – anche perché in tal modo aumenta l’età media degli occupati e dunque diminuisce la produttività ma bisogna pensare a un sistema che consenta di evitare l’allungamento dell’età pensionabile. Dire solo di voler abolire l’attuale legge non basta, sennò voto per il ‘no’ ma non so a cosa dico ‘sì’”.

Al di là delle diverse questioni passate in rassegna, comunque, “su tutto domina un’esigenza: occorre pensare a un progetto per cui il bilancio annuale dello Stato abbia una parte dedicata a temi che si ripetano anno dopo anno in modo che il partito o la coalizione che governeranno nella prossima legislatura forniscano una scelta strategica di fondo sennò non riusciamo a capire dove va il Paese. Pochi si rendono conto di un problema – conclude – siamo usciti dalla crisi senza politiche strutturali per far crescere l’economia. Ora non si può più aspettare”.

Intevista di Manola Piras per Formiche.net
 

14 Feb2018

Radio InBlu News
Economia: Pil dell’Italia non cresceva così dal 2010

Il Presidente Paganetto ai microfoni di Radio InBlu News (Network Tv2000) ha commentato i buoni segnali dell’economia: il prodotto interno lordo secondo le ultime stime dell’Istat cresce dell’1,4% nel 2017. “Il Paese, che segue il trend positivo di tutta l’eurozona, non cresceva così dal 2010. C’è da tener presente, però, che la strada da percorrere è ancora lunga perché la crescita è troppo lenta e inferiore alla media europea. Il livello del Pil, infatti, rimane sempre sotto i valori pre crisi (2008)”.

Clicca qui per ascoltare l’intervista completa

Economia: Pil +1,7% nel 2017. L’Italia non cresceva così dal 2010

 

27 Feb2018

Verso il voto, partiti poco attenti al futuro e
al capitale umano

Intervista a Luigi Paganetto

a

Elezioni Politiche 2018! A pochi giorni dal voto i partiti continuano a
preoccuparsi solo del presente, trascurando il futuro del Paese.


Luigi Paganetto, economista e presidente della Fondazione Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata”, avverte: si compie un errore gravissimo per i giovani, per le donne e per la formazione

Mancano ormai sei giorni alle elezioni ma gli sfidanti continuano a disinteressarsi del futuro. Parola di Luigi Paganetto, professore emerito di Economia politica all’Università “Tor Vergata” di Roma, docente alla Scuola nazionale dell’amministrazione e presidente della Fondazione Tor Vergata Economia, che parlando con Formiche.net nota: “Leggendo i programmi presentati dai vari partiti balza agli occhi come i politici non investano nel futuro ma solo nel presente. Sembra che gli anni a venire sollecitino meno l’attenzione delle élite politiche”, spiega il professore secondo cui si compie invece “un errore gravissimo per i giovani, per le donne, per la formazione. Si continua a investire nel breve periodo ma sempre di più i cittadini si rendono conto che non trovano risposte al loro futuro e tutto questo si ritorcerà contro i politici. Pensiamo ai Neet, il 37% sul totale dei giovani: anche loro votano”. Secondo Paganetto nella classe politica del nostro Paese “deve crescere la consapevolezza che non si può pensare solo a domani mattina e che bisogna investire sul capitale umano. C’è un’esagerazione di promesse elettorali: perché non esageriamo promettendo più impegno sul capitale umano?”, domanda il docente del secondo ateneo romano secondo cui si scarseggia anche nell’interesse per far crescere competenze e innovazione. Il caso Embraco è emblematico: “La formazione professionale è dimenticata da molti anni – rileva – e invece pure in questo settore bisognerebbe far crescere le competenze dei lavoratori per migliorare la qualità dei prodotti ed evitare la fuga delle aziende all’estero”.

A corollario della poca attenzione al futuro e alla crescita delle competenze accade che “venga trattata poco e male la questione dell’education. Ricordo che in Italia il numero dei laureati è estremamente più basso che negli altri Paesi (il 24% a fronte, ad esempio, del 44% in Francia e in Olanda). Lo stesso discorso vale per l’educazione secondaria: in Francia manca il diploma al 22% delle persone, in Italia al 40%. Intanto però si fa un gran parlare di industria 4.0 e di nuove tecnologie”. Per accrescere il numero di laureati, però, la proposta presentata da Liberi e Uguali di esentare dal pagamento delle tasse universitarie “non funziona; viceversa si può sostenere chi fa gli esami con regolarità”. Riguardo al mondo accademico, poi, “occorrerebbe investire sulla qualità in modo da mettere gli atenei in competizione fra di loro e non cercare invece di renderli tutti uguali”.

Guardare poco al futuro si lega inoltre a un problema “gigantesco”, quello della scarsa occupazione femminile. “Si tratta di un’enorme perdita di capitale umano – evidenzia Paganetto -. La percentuale di donne occupate in Italia è molto più bassa rispetto alla media europea: in Germania è al 60%, in Francia al 65%, in Svezia al 78%, in Italia al 47%. Secondo un calcolo fatto qualche tempo fa, portare l’occupazione femminile dal 47% al 60% farebbe aumentare il Pil del 7%”. Il professore genovese non accetta l’obiezione secondo cui non si riesce neppure a far crescere l’occupazione maschile. “Nel mondo dei servizi, per esempio, occorrono competenze e qualità per cui le donne non solo possono mettersi in competizione con gli uomini ma risultano anche più brave. Dunque, la scarsa partecipazione femminile al mondo del lavoro toglie risorse al sistema Paese”. Non c’è dubbio, sostiene, che “ci troviamo di fronte a una situazione di difficoltà oggettiva che nasce da una serie di circostanze, a partire dalla conciliazione dei tempi di lavoro con i tempi di cura. Voglio citare l’esempio tedesco dove di recente è stata data ai lavoratori la possibilità di scegliere per tre anni il tempo parziale, una forma di flessibilità che indica come – dove c’è maggiore occupazione femminile – il problema della conciliazione riguardi anche gli uomini”.

Il rimedio però “non può essere quello che leggo in alcuni programmi elettorali ovvero il bonus fiscale a favore di chi fa i figli: non è efficace e non ha conseguenze automatiche”. La proposta di Paganetto è un’altra: “Secondo alcune valutazioni l’età prescolare è fondamentale per lo sviluppo del bambino ed è assolutamente decisiva per la capacità di elaborazione del pensiero. Molti Paesi stanno investendo in questo perché si è visto che i bimbi che hanno frequentato l’asilo nido sono avvantaggiati sul piano della formazione rispetto a quelli che non l’hanno fatto”. Investire nel welfare, e in particolare nella costruzione di asili nido, “non solo darebbe un vantaggio sull’imprinting della persona ma consentirebbe di dare una mano alle famiglie oltre che alle donne”. Semmai, aggiunge, “si potrebbe facilitare il loro ingresso nel mondo del lavoro con benefici fiscali”. L’aspetto singolare, nota, è che il tasso di natalità è più basso da noi che in Svezia dove l’occupazione femminile è molto più diffusa”.

Intervista di Manola Piras per Formiche.net

 

16 Apr2018

30 anni Facoltà di Economia – Università di Roma “Tor Vergata”

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La Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” compie trent’anni.

Lunedì 16 aprile 2018, presso l’Aula Magna della Facoltà in Via Columbia 2, si è svolta la giornata inaugurale delle celebrazioni per il trentennale, che proseguiranno fino all’autunno con un ciclo di incontri tematici.

Le celebrazioni del trentennale si sono aperte con la Lectio Magistralis del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco

Trenta anni di storia (1988-2018), vissuti nel segno dell’eccellenza, hanno dato al Paese oltre 15 mila laureati e centinaia di dottori di ricerca che oggi lavorano con incarichi di prestigio in Italia e all’estero. Una istituzione che sin dalle sue origini ha assicurato una intensa e qualificata attività didattica, di ricerca e di scambi scientifici e culturali di alto livello, in ambito nazionale ed internazionale. Come ha dichiarato il Magnifico Rettore di “Tor Vergata”, Giuseppe Novelli all’apertura della cerimonia: “I risultati di questi primi trenta anni dimostrano che siamo nella giusta direzione di marcia. Grazie a una fervida attività scientifica, un intenso programma di lavoro e di sviluppo di linee di attività a carattere interdisciplinare e innovativo che hanno portato a consolidare una solida reputazione in ambito sia nazionale che internazionale, la Facoltà di Economia rappresenta in modo emblematico l’Ateneo di “Tor Vergata”. Una realtà vivace e pulsante che, con una didattica di qualità e una ricerca all’avanguardia, raggiunge ottimi posizionamenti nei principali ranking mondiali, interpreta in modo determinato la sua vocazione internazionale, attrae un numero crescente di studenti da tutta Italia e da ogni continente, forma esperti e professionisti competenti”.

Il Rettore si è congratulato con il Preside Prof. Giovanni Tria per l’iniziativa e con il Prof. Luigi Paganetto, Professore emerito di Economia politica e primo Preside della Facoltà “per la lungimiranza e la tenacia con cui ha portato avanti la ‘visione’ e il ‘progetto’ di questa Facoltà”. Si è poi complimentatocon tutto il personale docente e tecnico-amministrativo-bibliotecario per i risultati finora ottenuti e ha voluto augurare a tutti “nuovi traguardi da raggiungere, con la stessa passione di ieri e di oggi, nel segno di una istituzione fedele al proprio motto: Oggi, l’Ateneo del domani”.
Grazie alla sua intuizione individuale divenuta patrimonio collettivo e alla determinazione nel costruire una Facoltà a misura di studente, il fondatore Luigi Paganetto è stato insignito della medaglia dell’Ateneo. “Quando sono in questo edificio mi sento a casa e questo riconoscimento mi tocca profondamente. Cogliete appieno tutti gli stimoli che questa Facoltà vi offre per la vostra crescita professionale – ha commentato Paganetto rivolto agli studenti, aggiungendo che – tecnologia, innovazione e internazionalizzazione sono i temi decisivi per il futuro. L’università ha il compito di formare il capitale umano capace di vincere il cambiamento”

Leggi l’articolo completo su uniroma2.it

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Programma dell’evento inaugurale
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Lectio Magistralis di Ignazio Visco “Banche e finanza dopo la crisi: lezioni e sfide

Video

 

Pil mensile: Gennaio 2018

marzo 29th, 2018 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Il quadro resta favorevole malgrado un gennaio “freddo”

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La produzione industriale è diminuita oltre le aspettative a gennaio, registrando un -1,9% m/m, rispetto al robusto +2,1% m/m a fine 2017. Il calo è dovuto principalmente alla valutazione dei giorni lavorativi durante le festività natalizie, ma l’indice dovrebbe mostrare un rimbalzo in febbraio. Con effetti a partire da quest’ultima release, l’Istat ha rivisto la metodologia di calcolo dell’indice ed è stato adottato il nuovo anno base 2015. La nuova valutazione in serie storica ha condotto ad una revisione al rialzo della variazione annuale dell’indice per il 2016 e il 2017 (rispettivamente da +1,2% a +1,4% a/a e dal +2,5% al +3,1% a/a), il che segnala rischi al rialzo per la stima definitiva della crescita del PIL reale per entrambe le annualità. Secondo le ultime indagini PMI, il settore manifatturiero in Italia ha continuato ad espandersi a ritmo sostenuto durante il mese di febbraio, supportato da ulteriori e significativi aumenti di produzione, ordini e occupazione. Nonostante la moderazione dell’indice Istat sul clima di fiducia delle imprese nel mese di marzo, le indagini rimangono prossime ai loro massimi storici. La nuova stima per il PIL reale mensile prevede un incremento congiunturale dello 0,08% m/m a gennaio, mentre la crescita su base tendenziale è stimata all’1,54% a/a .

Dati e commento

Data and comment


 

13 Apr2018

La Commissione europea e i Comitati Nazionali per la Produttività

Saluti Istituzionali

Antonia Carparelli, Rappresentanza in Italia della Commissione europea

Introduzione

Luigi Paganetto, Fondazione Economia Tor Vergata <br/>

Interventi

Erik Canton, Commissione europea

Gloria Bartoli, Università LUISS “Guido Carli”

Francesca Lotti e Matteo Bugamelli, Banca d’Italia

Giampaolo Galli, LUISS School of European Political Economy, già Camera dei Deputati

Beniamino Quintieri, SACE

Paolo Reboani, Ministero del Lavoro
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Modera

Ernesto Auci, FIRSTonline, già Camera dei Deputati
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Locandina

 

25 Jun2019

XXXI Villa Mondragone International Economic Seminar

XXXI Villa Mondragone International Economic Seminar

Capitalism, Global Change and Sustainable Development. The future of Globalization

Seminario, 25 giugno 2019
Villa Mondragone – Monte Porzio Catone

Seminario, 26 giugno 2019
Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” – Facoltà di Economia

Tavola Rotonda, 27 giugno 2019
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Roma

Per scaricare il Programma clicca qui

Per info e registrazione: economia.uniroma2.it/mondragone

 

Il Prof. Paganetto nominato Vice Presidente di
Cassa depositi e prestiti

luglio 24th, 2018 by Fuet in Economia europea / Economia italiana

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CDP: l’Assemblea nomina il nuovo consiglio di amministrazione

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L’Assemblea degli azionisti di Cassa depositi e prestiti Spa (CDP) ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione per gli esercizi 2018, 2019 e 2020.

Sono stati nominati amministratori: Massimo Tononi (Presidente), Fabrizio Palermo (designato alla carica di Amministratore Delegato), Luigi Paganetto (designato alla carica di Vice Presidente), Fabrizia Lapecorella, Fabiana Massa Felsani, Valentino Grant, Francesco Floro Flores, Matteo Melley e Alessandra Ruzzu.
L’Assemblea degli azionisti, nel formulare i migliori auguri di buon lavoro ai nuovi amministratori per il loro incarico, ha ringraziato i consiglieri uscenti per i risultati raggiunti.

Roma, 24 luglio 2018

Scarica il comunicato

 

Stato e mercato, no a ritorni al passato. Ecco cosa si è detto alla SNA

settembre 13th, 2018 by Fuet in Activities / Economia / Revitalizing Europe

Il dibattito organizzato alla Scuola dell’Amministrazione con Luigi Paganetto, Andrea Montanino, Massimo Mucchetti, Patrizio Bianchi, Davide Tabarelli, Stefano Firpo e Pasquale Lucio Scandizzo.

Lo Stato padrone, se mai tornerà, non dovrà commettere certi errori.

Lo Stato avanza o arretra, dipende semplicemente dalla fase storica. Negli anni ’90 l’economia italiana improvvisamente si aprì, dando vita alle prime vere grandi privatizzazioni industriali. Dall’allora Telecom, all’Alitalia, lo Stato uscì progressivamente da diverse industrie. Oggi, con il governo gialloverde, sembra essersi avviato un meccanismo inversamente proporzionale: più aumenta la concorrenza più la mano pubblica si fa pesante. Da Mps a, di nuovo, l’Alitalia. Ma alla fine la domanda, o meglio le domande, di fondo sono: è meglio avere come padrone lo Stato o il libero mercato? E se lo Stato è padrone allora automaticamente ci si guadagna in Pil e ricchezza?

Leggi l’articolo completo su Formiche.net

 

Lo Stato nell’economia può funzionare. A patto che…
Parla Paganetto

settembre 16th, 2018 by Fuet in Activities / Economia / Economia italiana

Un ritorno della mano pubblica nell’industria può avere senso e vantaggi. Basta non ripetere gli errori commessi con le concessioni autostradali. Il commento dell’economista.

Immaginare un ritorno dello Stato in alcuni settori chiave dell’economia si può. Anche nel 2018, a oltre 20 anni dalla stagione delle grandi privatizzazioni industriali, che aprirono la strada alla progressiva dismissioni dell’Iri. Basta farlo con accortezza e senza manovre azzardate.

Un argomento ampiamente dibattuto pochi giorni fa nel corso di un convegno organizzato presso la Scuola nazionale dell’Amministrazione, alla quale hanno partecipato numerosi economisti (qui l’articolo con tutti i dettagli). Tra loro, Luigi Paganetto, presidente della Fondazione economia di Tor Vergata.

A Formiche.net Paganetto spiega perché parlare di ritorno dello Stato nell’economia, proprio mentre il governo gialloverde sembra aver imboccato tale strada, può avere un senso. “Il cambiamento che si sta producendo nel mondo è così ampio da non poter fare a menodell’intervento dello Stato attraverso la politica industriale. Stare sulle frontiere tecnologiche significa investire sulle reti, che erano ieri quelle ferroviare ed elettriche realizzate dallo Stato e possono essere oggi quelle delle telecomunicazioni e dei big data”.

Leggi l’articolo completo su Formiche.net

 

Pil mensile: Luglio 2018

settembre 16th, 2018 by Fuet in Economia / Economia italiana / Monthly GDP / PIL mensile

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La crescita rimane debole in luglio

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Si prevede un ulteriore rallentamento della crescita del PIL reale nel mese di luglio a +0,05% m/m e +1,01% a/a, dovuto al calo della produzione industriale (-1,8% m/m) e al peggioramento degli indicatori congiunturali.
La flessione dell’attività manifatturiera ha interessato tutti i settori, compreso quello dei beni strumentali (-2,2% m/m) che rimangono l’unica componente con una crescita tendenziale positiva (+1,1% a/a). Di conseguenza, la variazione acquisita della produzione industriale per il 3T18 risulta negativa (-1,4% t/t).
I dati più recenti, compresi gli indicatori congiunturali relativi al mese di agosto, confermano il perdurare della fase di debolezza dell’attività economica: il clima di fiducia delle imprese e gli ordini dall’estero si riducono, così come le aspettative di produzione. D’altra parte, alcuni segnali positivi provengono dai consumi elettrici e delle immatricolazioni di nuove autovetture.
Nel complesso, tenuto conto del possibile impatto di aggiustamenti legati a fattori di stagionalità, in agosto si attende un rimbalzo dell’attività economica.

Dati e commento

Data and comment

 

Chi è Stato? – “Ma una presenza pubblica nell’economia serve”

di Luigi Paganetto

ottobre 12th, 2018 by Fuet in Economia / Economia italiana / Press & Media

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L’articolo del Prof. Luigi Paganetto per la Rivista Formiche Chi è Stato? “Chi minaccia lo Stato di diritto? (Ottobre 2018)


 

Vi racconto il Nobel all’economia plurale un pensiero (amaro) per l’Italia.

di Maurizio Decastri

ottobre 9th, 2018 by Fuet in Economia / Economia globale

Il commento al premio Nobel per l’economia di Maurizio Decastri, Prorettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Ordinario presso la Facoltà di Economia.

È un premio Nobel per l’Economia dedicato alle esternalità, agli effetti che scelte economiche hanno sul “resto del mondo”. E, forse, dedicato alla rilevanza dei temi oggetto di ricerca, oltre che agli autori.

Le esternalità negative di Nordhaus sono quelle prodotte dal cambiamento climatico sull’economia. Le esternalità positive di Romer riguardano gli effetti dell’innovazione sull’economia. Oltre alla differenza “algebrica”, cambia in modo significativo il perimetro di efficacia: le esternalità negative sono “plurali”, si possono combattere solo insieme, con politiche e regole omogenee e valide su tutto il globo. Le esternalità positive possono invece essere “singolari”, ossia possono essere prodotti da una comunità isolata e divenire un fattore competitivo.

Leggi l’articolo completo su Formiche.net

 

19 Oct2018

Mezzogiorno d’Italia: Ultima spiaggia

Il 19 e 20 ottobre 2018 a Capri si è tenuto il Forum “Mezzogiorno d’Italia: Ultima spiaggia“, organizzato dall’Associazione EUR.A.PRO.MEZ. con la collaborazione della Fondazione Economia Tor Vergata e il coordinamento scientifico del Prof. Luigi Paganetto.

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Guarda il magazine multimediale con le interviste ai relatori del Forum.

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Pil mensile: Agosto 2018

ottobre 11th, 2018 by Fuet in Economia / Economia italiana / Monthly GDP / PIL mensile

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La crescita rimane modesta nonostante il recupero della produzione industriale ad agosto

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La produzione industriale aumenta ad agosto dell’1,7% m/m, risultando sensibilmente al di sopra delle aspettative di consenso e annullando il calo dell’1,6% m/m registrato a luglio (dato rivisto al rialzo dall’1,8% m/m della precedente stima). L’espansione è stata diffusa a tutti i settori, con i beni strumentali che registrano il rimbalzo più forte al +3,6% m/m. Nonostante il peggioramento delle indagini conguinturali (il PMI manifatturiero rasenta il limite della contrazione tra agosto e settembre), si stima che la crescita del PIL rimanga su un tasso di espansione moderata intorno allo 0,2% su base trimestrale nel 3T e nel 4T dell’anno. In linea con tale previsione, la stima aggiornata della crescita mensile del PIL reale indica un’espansione dello 0,07% m/m ad agosto (+1,0% a/a).

Dati e commento

Data and comment

 

Pil mensile: Settembre 2018

novembre 19th, 2018 by Fuet in Economia / Economia italiana / Monthly GDP / PIL mensile

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Il ritmo di crescita resta debole

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In base alla stima preliminare rilasciata dall’ISTAT, il PIL reale ha registrato una crescita piatta nel 3T18 a causa del contributo nullo sia della domanda interna che della componente estera netta. Tale informazione, unitamente al peggioramento degli indicatori hard e soft, porta a rivedere al ribasso le aspettative di crescita.Si stima che il PIL reale resti sostanzialmente invariato a settembre (+0,04% m/m), con una crescita tendenziale dello 0,74% a/a.La produzione industriale è diminuita dello 0,2% m/m a settembre, dopo l’incremento dell’1,7% m/m registrato in agosto, sebbene la crescita su base tendenziale sia tornata ad essere positiva (+1,4% a/a).Le indagini congiunturali sembrano segnalare che la debolezza del ciclo economico possa essersi estesa anche al 4T. Secondo la lettura definitiva di ottobre, il composite PMI è diminuito portandosi al di sotto della soglia di espansione (49.3) per la prima volta dal dicembre 2014 e l’indagine sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere e quella sulle aspettative di produzione sono risultate in peggioramento.

Dati e commento

Data and comment

 

Manovra e innovazione. Vi spiego come trasformare l’Italia in una Smart Nation

di Luigi Paganetto

novembre 25th, 2018 by Fuet in Economia italiana / Revitalizing Europe

Si tratta di un programma di medio periodo che dovrebbe impegnare le forze politiche per un’intera legislatura. Ne saranno capaci? L’analisi di Luigi Paganetto, presidente Fondazione Economia e Coordinatore Gruppo dei 20 – Revitalizing Anaemic Europe, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

La Nota di aggiornamento al Def (NaDef) dà priorità e centralità al rilancio degli investimenti: “Il rilancio degli investimenti è una componente importante della politica economica del governo e uno strumento essenziale per perseguire obiettivi di sviluppo economico sostenibile”. Si sa che il rilancio degli investimenti è frenato non solo da vincoli di bilancio, ma anche da una serie di fattori di natura legale, burocratica e organizzativa che si sono accumulati nel corso degli anni. Al di là della questione degli investimenti, quel che conta è che la NaDef ritiene di vitale importanza per il Paese investire sull’innovazione e sulla tecnologia, per recuperare un gap consistente sul digitale, sull’offerta di servizi, sulla penetrazione della banda larga, seppure con differenze territoriali e sulle competenze digitali.

In quest’ottica il governo intende promuovere una strategia nazionale per realizzare le sinergie che sono necessarie per creare valore nei settori della Ricerca e Sviluppo, della formazione di capitale umano e delle infrastrutture. Non solo. Ma il settore pubblico intende avere un ruolo trainante e trasformare il nostro Paese in una “smart nation”. È una scelta importante perché vi è una stretta relazione tra la velocità della ripresa e il desiderio e la capacità di innovare. La sua proxy è la dinamica del Tfp. Non va mai dimenticato che il Tfp, in Italia, ha un andamento piatto dalla fine degli anni ‘90. Ma come realizzare in concreto la scelta per l’innovazione?

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Si tratta di un programma di medio periodo che dovrebbe impegnare le forze politiche per un’intera legislatura. Ne saranno capaci? L’analisi di Luigi Paganetto, presidente Fondazione Economia e Coordinatore Gruppo dei 20 – Revitalizing Anaemic Europe, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
 

Usiamo tutto il deficit pubblico per finanziare gli investimenti

Intervista a Luigi Paganetto

novembre 28th, 2018 by Fuet in Economia / Economia italiana / Press & Media

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Paganetto: «CDP si liberi della logica di sportello. Merita un ruolo guida nello sviluppo»

dicembre 3rd, 2018 by Fuet in Activities / Economia / Economia italiana

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18 Dec2018

La sfida della riforma dell’eurozona e le proposte franco-tedesche

18 dicembre 2018

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Martedì 18 dicembre presso l’Aula Magna della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, nell’ambito del Diploma in Management pubblico e politiche economiche europee, si è tenuto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″ su:

La sfida della riforma dell’eurozona e le proposte franco-tedesche

Ad aprire i lavori Luigi Paganetto, Presidente FUET e coordinatore del Gruppo dei 20, che ha presentato una relazione generale su “La sfida della riforma dell’euro, i beni pubblici e le proposte franco-tedesche“, a cui sono seguiti gli interventi di Giandomenico Magliano, MAECI e già Ambasciatore d’Italia in Francia; Rainer Stefano Masera, Università degli Studi Guglielmo Marconi; Roberto Adam, Scuola Nazionale dell’Amministrazione; Maurizio Melani, Link Campus University; Luigi Bonatti, Università di Trento, Digital University; Giuseppe Buccino Grimaldi, Direttore Generale per l’Unione Europea, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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Temi discussi nel corso della conferenza


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La sfida della riforma dell’euro, i beni pubblici e le proposte franco-tedesche
Luigi Paganetto – Presidente Fondazione Economia Tor Vergata e Docente SNA

undefined EMU: political, institutional, monetary and economic issues.
An Italian perspective

Rainer Stefano Masera – Università degli Studi Guglielmo Marconi

undefined Le proposte franco-tedesche e la gestione dei rischi all’interno dell’Eurozona
Luigi Bonatti - Università degli Studi di Trento

undefined L’esigenza di una riforma della governance dell’Eurozona e degli strumenti di intervento
Maurizio Melani - Link Campus University


 

Pil mensile: Ottobre 2018

dicembre 16th, 2018 by Fuet in Economia / Economia italiana / Monthly GDP / PIL mensile

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Lieve incremento dell’attività economica ad ottobre

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Si stima che la crescita economica sia lievemente aumentata ad ottobre allo 0.06% m/m (dallo 0,01% della stima rivista per il mese di settembre) portando ad un’espansione su base tendenziale dello 0,5%.I più recenti indicatori economici indicano un modesto miglioramento dell’attività economica per il mese di ottobre. La produzione industriale è cresciuta dello 0,1% m/m, contrariamente alle attese di una contrazione congiunturale, dopo la diminuzione dello 0,1% registrata in settembre (dato rivisto in miglioramento dall’iniziale -0,2%). La modesta espansione è risultata diffusa a tutti i settori industriali, con la sola eccezione di quello dell’energia che ha subito un’ampia contrazione.Il clima di fiducia delle imprese rimane tuttavia debole. La lettura finale dell’indice PMI composito per il mese di novembre si conferma al di sotto della soglia di espansione a 49,3 (come in ottobre), in linea con aspettative per una crescita modesta nel 4T.

Dati e commento

Data and comment

 

Pil mensile: Novembre 2018

gennaio 15th, 2019 by Fuet in Economia / Economia italiana / Monthly GDP / PIL mensile

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Rischi di una seconda flessione congiunturale consecutiva del
PIL nel 4° Trimestre

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Gli indicatori economici segnalano rischi di una seconda flessione congiunturale consecutiva del PIL nel 4T a causa di un risultato di produzione industriale molto al di sotto delle attese a novembre e di un generalizzato peggioramento del clima di fiducia delle imprese.
La stima rivista del PIL reale mensile si riduce allo 0,03% m/m a novembre, implicando un’espansione su base tendenziale non superiore allo 0,4% a/a. La produzione industriale si è contratta inaspettatamente dell’1,6% m/m a novembre, dopo due mesi di lieve flessione (-0,1% m/m). Il dettaglio per componenti mostra una debolezza diffusa, con la sola eccezione della produzione di energia: i beni intermedi hanno registrato la riduzione più marcata (-2,4% m/m) seguiti dai beni di investimento (-1,7% m/m), dai beni di consumo durevoli (-1,5% m/m) e non durevoli (-0,7% m/m) mentre l’energia è cresciuta dell’1,0% m/m.
Le indagini sulla fiducia delle imprese indicano un’attività economica stagnante anche a dicembre: il PMI composito riflette la debolezza della produzione del manifatturiero, restando sostenuto soltanto da un modesto recupero dei servizi (+0,2 punti a 50,5) tornati al di sopra della soglia di espansione da novembre
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Dati e commento

Data and comment

 

28 Jan2019

Brexit – no deal?

28 gennaio 2019

Lunedì 28 gennaio presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, nell’ambito del progetto permanente Revitalizing Anaemic Europe, si è tenuto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″ su:

“Brexit – no deal?”

Ad aprire i lavori è stato il nostro Presidente Luigi Paganetto, Coordinatore del Gruppo che ha fatto una relazione introduttiva sul tema, a cui sono seguiti gli interventi di Ken O’Flaherty, Vice-Ambasciatore del Regno Unito in Italia; Pierluigi D’Elia, Presidenza del Consiglio dei Ministri; Andrea Montanino, Confindustria; Paolo Guerrieri, Sapienza Università di Roma; Ferdinando Nelli Feroci, IAI e Giandomenico Magliano, già Ambasciatore d’Italia in Francia.

Programma

Temi discussi nel corso dell’incontro

undefined Brexit-no deal: quali implicazioni?
Luigi Paganetto – Presidente Fondazione Economia Tor Vergata e Docente SNA

undefined Brexit: quali le possibilità ancora sul tavolo?
Andrea Montanino – Direttore Centro Studi Confindustria

 

L’Italia in Europa
Idee per uno sviluppo sostenibile

marzo 1st, 2019 by Fuet in Books / Economia / Economia italiana


Eurilink

Dicembre 2018
pp. 490
Collana: Campus Conference Proceedings — 58

ISBN: 978–88-85622–39-5

collana: Istituzioni

ISBN: 978–88-85622–24-1

AA. VV., a cura di Luigi Paganetto

Il libro raccoglie i saggi presentati dai componenti del “Gruppo dei 20 — Revitalizing Anaemic Europe”, ispirati al tema della sostenibilità dello sviluppo in Italia ed Europa.

Il volume si apre con la questione delle politiche sociali, particolarmente rilevante in un’Europa che voglia guardare alla sostenibilità dello sviluppo e, in particolare, a sanità, pensioni e welfare. L’idea è che l’Europa nata attorno al pilastro della politica della concorrenza e del mercato unico ha bisogno di guardare alle politiche sociali che, per il momento, sono a competenza quasi esclusiva degli Stati membri della UE. La seconda parte è dedicata alla governance europea e, in particolare, alla sostenibilità delle differenze dello sviluppo che si sono via via accentuate all’interno dell’Unione europea. L’attenzione è rivolta, soprattutto, alle politiche di coesione e alla loro capacità di attenuare le loro differenze. La terza parte è dedicata alle politiche fiscali e al problema dei deficit pubblici, insieme alla sostenibilità del debito. La quarta parte, infine, è rivolta alla politica degli investimenti e al ruolo del territorio e dell’innovazione che, in un mondo caratterizzato da profondi cambiamenti tecnologici e commerciali, sono decisivi per un’Europa che voglia realizzare uno sviluppo sostenibile.
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Autori:
Maria Ludovica Agrò, Mauro Aliano, Mauro Annunziato, Michele Bagella, Gloria Bartoli, Rocco Cangelosi, Lorenzo Codogno, Tullio Fanelli, Giampaolo Galli, Franco Gallo, Adriano Giannola, Paolo Guerrieri, Marco Leonardi, Martino Lo Cascio, Mauro Marè, Maurizio Melani, Marcello Minenna, Luigi Paganetto, Ivana Paniccia, Giuseppe Pennisi, Carmelo Petraglia, Giovanni Piersanti, Maria Prezioso, Edoardo Reviglio, Giuseppe Roma, Nicola Rossi, Dominick Salvatore, Pasquale Lucio Scandizzo, Federico Spandonaro, Giovanni Tria, Carlo Trigilia, Andrea Urbani.

 

Pil mensile: Dicembre 2018

febbraio 15th, 2019 by Fuet in Economia italiana / Monthly GDP / PIL mensile

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Si conferma la contrazione dell’attività economica nella
seconda metà del 2018

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Il PIL reale è diminuito dello 0,2% t/t nel 4T 2018 dopo essersi ridotto dello 0,1% t/t nel 3T, entrando di conseguenza in una fase di “recessione tecnica”. Sulla base delle indicazioni fornite dall’Istat, il risultato congiunturale è frutto del contributo negativo della domanda interna (al lordo delle scorte) che ha annullato quello positivo offerto dalle esportazioni nette. La stima aggiornata del PIL reale mensile rispecchia il risultato negativo del 4T 2018 e la debolezza degli ultimi indicatori congiunturali, indicando una flessione dello 0,04% m/m a dicembre (-0,09% a/a). A dicembre la produzione industriale (escluse le costruzioni) si è contratta ulteriormente dello 0,8% m/m, al di sotto delle aspettative, dopo una diminuzione dell’1,7% m/m a novembre. Nell’ambito dei principali raggruppamenti industriali, i risultati sono stati differenziati: i beni di consumo non durevoli hanno registrato il crollo maggiore (-3,3% m/m) seguiti dall’energia (-1,5% m/m) e dai beni di consumo durevoli (-0,8% m/m), mentre i beni intermedi sono cresciuti marginalmente dello 0,1% m/m e quelli di investimento sono rimasti invariati.Tutto ciò, unitamente all’ulteriore peggioramento del clima di fiducia delle imprese nel mese di gennaio (entrambi gli indici PMI del manifatturiero e dei servizi si attestano al di sotto della soglia di espansione), suggerisce che sia improbabile un’espansione dell’attività economica nel 1T 2019.

Dati e commento

Data and comment

 

27 Feb2019

Europa e Global Governance

27 febbraio 2019

Il 27 febbraio scorso presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione si è tenuto un nuovo incontro del “Gruppo dei 20″ su:

Europa e Global Governance

nel corso del quale è stato presentato il volume “Reforming global economic governance” scritto da Carlo Monticelli, Council of Europe Development Bank. L’introduzione è stata affidata, come sempre, al nostro Presidente Luigi Paganetto, a cui sono seguiti gli interventi di Paolo Guerrieri, Sapienza Università di Roma e Maurizio Melani, Link Campus University e il commento di Gloria Bartoli, Università LUISS.

Programma

Temi discussi nel corso dell’incontro

undefined Europe and global governance
Carlo Monticelli, Council of Europe Development Bank

undefined UE and global governance
Maurizio Melani, Link Campus University

undefined Global governance. An unsettled order
Gloria Bartoli, Università LUISS

 

Pil mensile: Gennaio – Febbraio 2019

marzo 15th, 2019 by Fuet in Economia / Economia italiana / PIL mensile

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Un inizio di anno ancora debole

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Gli ultimi indicatori economici favoriscono una revisione in miglioramento delle stime di breve periodo. La dinamica dell’attività economica dovrebbe risultare meno debole di quanto precedentemente prospettato, con il PIL reale mensile a -0,01% m/m a febbraio (-0,23% a/a). In base alla stima finale dell’Istat per il 4T2018, la variazione del PIL reale è stata rivista al rialzo di 0,1pp a -0,1% t/t. La contrazione è stata principalmente dovuta alle scorte, mentre la domanda interna netta è tornata a sostenere la crescita dopo il contributo negativo nel 3T18 (i consumi privati sono cresciuti dello 0,1% t/t e gli investimenti si sono espansi dello 0,3% t/t dopo essersi contratti dell’1,3% t/t nel 3T). Le esportazioni nette hanno fornito un contributo positivo alla crescita (0,2pp). La produzione industriale ha registrato un robusto aumento dell’1,7% m/m a gennaio, sensibilmente superiore alle aspettative, dopo la flessione dello 0,7% m/m di dicembre. L’espansione è stata sostenuta dalla rispresa della produzione manifatturiera (+1,2% m/m) e da una robusta produzione di energia (+7,2% m/m). A febbraio, si prevede un nuovo calo dell’attività industriale, a causa della contrazione del settore energetico. Tuttavia, gli indicatori soft offrono segnali positivi: il PMI manifatturiero si è stabilizzato, segnalando un milgioramento dei nuovi ordini, mentre il PMI dei servizi è tornato in territorio espansivo a 50,4 punti.

Dati e commento

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Non solo Cina, l’Italia sia un hub plurale per l’attrazione degli investimenti. Parola di Paganetto

Formiche.net

marzo 20th, 2019 by Fuet in Economia / Economia globale

Gli investimenti esteri aiutano a far crescere economie come la nostra, ma sarebbe sbagliato privilegiare un solo attore, bisogna necessariamente allargare il campo. Conversazione con Luigi Paganetto, professore emerito dell’Università Tor Vergata e vice presidente di Cassa Depositi e Prestiti.

“La Cina è una grande scommessa e il memorandum che si firmerà a giorni è positivo ma a condizione che poi riusciamo ad attrarre investimenti da altre grandi economie. L’Italia è un topolino, in questo senso, e non deve farsi fagocitare ma puntare sempre su innovazione e crescita, altrimenti non ne usciamo”. A parlare è Luigi Paganetto, professore emerito dell’Università Tor Vergata e vice presidente di Cassa Depositi e Prestiti. “L’importante – dice a Formiche.net – è avere una pluralità di paesi investitori, sarebbe un errore quello di schiacciarci solo sulla Cina. Sono favorevole in questo mondo globalizzato all’attrazione degli investimenti esteri che aiutano a far crescere economie come la nostra, ma sarebbe sbagliato privilegiare un solo attore, bisogna necessariamente allargare il campo”.

La critica maggiore rivolta al governo è di aver sbagliato a cercare di negoziare da soli la Cina, forse era meglio un accordo a livello europeo…

L’Unione Europea è senz’altro fondamentale ma abbiamo bisogno che sia presente nella global governance internazionale come un attore unico, questo ancora non c’è perché gli stati membri tendono ciascuno a tirare, diciamo così, l’acqua al proprio mulino. Serve una voce unica dei 28 paesi nei consessi internazionali solo così si riesce a negoziare con potenze come la Cina o gli Stati Uniti che, non a caso, sulle tematiche commerciali si muovo all’unisono. Questo conta molto quando si vuole dettare l’agenda, ad esempio.

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9 Apr2019

L’Italia in Europa. Idee per uno sviluppo sostenibile

Martedì 9 aprile presso l’Istituto della Enciclopedia italiana (Sala Igea), si è tenuta la presentazione del volume “L’Italia in Europa. Idee per uno sviluppo sostenibile“, edito da Eurilink.

Ad aprire i lavori sono stati Franco Gallo, Presidente dell’Istituto Treccani e Luigi Paganetto, Presidente della nostra Fondazione. Al dibattito hanno preso parte Innocenzo Cipolletta, Presidente Assonime; Claudio De Vincenti, Professore Spaienza Università di Roma; Andrea Montanino, Capo Economista Confindustria; Beniamino Quintieri, Presidente SACE, Valeria Termini, Professore Università Roma Tre.

Video dell’incontro

Programma

Scheda del volume

 

29 Mar2019

Rivitalizzare un’Europa Anemica

Lectio Magistralis di Luigi Paganetto

Venerdì 29 Marzo, il Prof. Luigi Paganetto, ospite della Fondazione Collegio Europeo di Parma e dell’Unione Parmense degli industriali ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Rivitalizzare un’Europa Anemica”. Considerazioni sulle possibili soluzioni tese ad infondere nuova energia al progetto europeo per affrontare le sfide future.

undefined Presentazione Prof. Paganetto

undefined Intervista TG Parma

undefined Articolo Gazzetta di Parma

 

31 Mar2019

Rai News – Sabato e Domenica 24

Il Presidente Paganetto è stato ospite di “Sabato e Domenica 24″ trasmissione di approfondimento di Rai News 24, condotta da Enrica Agostini, in cui si sviluppano tematiche di attualità sociale, politica, economica e culturale. Numerosi i temi al centro dell’intervista: dai dati sull’economia, la questione delle banche, le politiche di investimenti per la crescita, le strategie di sostenibilità e sviluppo, fino ai rapporti con l’Europa in vista delle prossime elezioni di maggio.

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Pil mensile: Marzo 2019

aprile 19th, 2019 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Il PIL esce dalla recessione tecnica nel 1T 2019

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I dati economici dei mesi di gennaio e febbraio sono risultati in ripresa rispetto al 4T2018, ma le prospettive economiche restano modeste considerati i soft indicator, ancora deboli. Secondo la stima aggiornata, il PIL reale mensile è atteso sostanzialmente invariato a marzo (0,0% m/m).  Unitamente agli ultimi e incoraggianti risultati dei PMI, l’attività economica si può considerare fuori dalla recessione tecnica nel 1T 2019.
La produzione industriale ha sorpreso al rialzo per il secondo mese consecutivo a febbraio, crescendo dello 0,8% m/m, dopo essere aumentata dell’1,9% a gennaio (dato rivisto al rialzo di 0,2pp), spiazzando le aspettative. Il maggiore contributo è stato offerto dall’attività manifatturiera, che è cresciuta dell’1,3% m/m dopo essere aumentata dell’1,4% m/m a gennaio. Per quanto riguarda i principali raggruppamenti industriali, i risultati sono stati misti, con i beni di consumo non durevoli e i beni di investimento che hanno registrato l’espansione maggiore (rispettivamente del 3,9% m/m e dell’1,1% m/m) e i beni di consumo intermedi lievemente positivi (0,2% m/m). La componente dell’energia e i beni di consumo durevoli sono invece diminuiti rispettivamente del 2,4% m/m e dello 0,1% m/m.

Dati e commento

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Paganetto: “Riqualificare il lavoro per un nuovo welfare state”

La Stampa

aprile 23rd, 2019 by Fuet in Economia / Economia italiana / Press & Media

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“Dodici consigli all’Europa”
Il libro della Fondazione Economia Tor Vergata

Financial Community Hub

aprile 15th, 2019 by Fuet in Economia / Economia europea

Paola Pilati, Direttore FCHub

Un’Europa troppo concentrata sui temi economici e poco attenta alle paure crescenti dei suoi cittadini. Un’Europa che deve fare i conti con l’euroscetticismo montante, proprio mentre le sfide, al suo interno e al suo esterno, si fanno più cruciali. Un’Europa che non riesce a fare passi avanti per una maggiore coesione, per una messa in comune di una serie di funzioni e ambiti decisionali, e si perde in estenuanti trattative intergovernative invece di ragionare su un piano sovranazionale. L’elenco dei difetti dell’istituzione politica di cui stiamo per rinnovare il governo sarebbe lungo. Ma essendo uno dei luoghi più floridi e pacifici del pianeta, conviene anche riflettere su come preservarlo e come disseminarlo di buone pratiche, oltre che di buone intenzioni.

Ha il merito di dettare buone pratiche, dodici per l’esattezza, il libro curato da Luigi Paganetto “L’Italia in Europa. Idee per uno sviluppo sostenibile”. Prodotto dalla Fondazione Economia Tor Vergata, è una specie di canto corale di un gruppo di esperti, accademici e non, per suggerire soluzioni di policy in tutti i campi, dai conti pubblici all’ambiente, dal welfare al recupero delle aree depresse. L’obiettivo, per dirla con le parole dell’economista Innocenzo Cipolletta, è quello di chiedere all’Europa “non il possibile, ma il desiderabile”: alzare l’asticella, pensare in grande, puntare agli Stati Uniti d’Europa…  continua a leggere

 

Pil mensile: Aprile 2019

maggio 20th, 2019 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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L’attività ristagna in aprile dopo il rimbalzo del 1T 2019

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In base alla stima preliminare dell’Istat, la crescita del PIL reale ha sorpreso al rialzo nel 1T2019 (+0,23% m/m dal -0,1% m/m nel 4T2018), sostenuta dalle esportazioni nette, mentre il contributo della domanda interna (incluse le scorte) è stato negativo. Maggiori dettagli saranno forniti con la lettura finale che sarà pubblicata il 31 maggio.Nel frattempo, si può ipotizzare che, dal lato dell’offerta, la manifattura dovrebbe aver contribuito positivamente, considerato che la produzione industriale è cresciuta dell’1,0% t/t nello stesso periodo. Ciononostante, l’attività industriale è diminuita a marzo, flettendo dello 0,9% m/m, dopo due mesi consecutivi di robusta espansione. Il dettaglio settoriale descrive una debolezza diffusa, con i soli beni strumentali in marginale aumento (+0,1% m/m), mentre si sono ridotti i beni di consumo (-2,3% m/m), l’energia (-0,4% m/m) e i beni intermedi (-0,3% m/m).La variazione mensile del PIL dovrebbe risultare sostanzialmente piatta ad aprile: le ultime proiezioni prevedono una marginale diminuzione dello 0,01% m/m (+0,5% a/a). In base alle indagini congiunturali, l’attività economica è attesa modesta all’inizio del 2T2019: la fiducia nel settore manifatturiero sta recuperando, ma è ancora debole, mentre i servizi hanno fatto registrare un peggioramento, con l’indice PMI che è tornato a quota 50,4, come in febbraio.

Dati e commento

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Pil mensile: Maggio 2019

giugno 18th, 2019 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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La crescita del PIL è attesa sostanzialmente piatta nel 2T 2019

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La stima aggiornata di crescita del PIL mensile traccia un andamento più debole con il dato di aprile rivisto lievemente al ribasso rispetto alla precedente proiezione e la nuova previsione per il mese di maggio che indica un’ulteriore riduzione dello 0,02% m/m (-0,12% a/a). La revisione è dovuta principalmente alla lettura finale del PIL per il 1T2019, che è risultata di un decimo di punto percentuale più bassa della stima flash (0,12% t/t dallo 0,23% t/t) e dal dato di produzione industriale di aprile, inferiore alle aspettative (-0,7% m/m).Per quanto riguarda il settore manifatturiero, la debolezza risulta diffusa a tutti i sotto-settori ad eccezione dell’energia, con i beni strumentali (-2,5% m/m) e i beni di consumo durevoli (-1,8% m/m) che fanno registrare i cali più marcati.Gli indicatori soft segnalano una crescita modesta anche a maggio, sia per la manifattura che per i servizi, questi ultimi leggermente più resilienti in base a quanto emerge dalle indagini settoriali PMI e da quella sul clima di fiducia prodotta dall’Istat. In entrambi i settori le imprese attribuiscono il calo della produzione principalmente ad una riduzione dei nuovi ordini, soprattutto di quelli dall’estero.

Dati e commento

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Dal summitt di Osaka l’invito all’Italia a puntare sull’innovazione

Paganetto per La Stampa

Il G20 a presidenza giapponese si è concluso, come era facile attendersi, senza particolari sorprese. Allo stesso tempo il G7, che pur si continua a tenere, non basta più.
La crisi del 2007 era stata l’occasione per dare ai 20 paesi che rappresentano l’80% del PIL e il 60% della popolazione mondiale il sostegno delle grandi Istituzioni internazionali, a cominciare dal Fondo Monetario e Banca Mondiale, per arrivare all’Organizzazione Mondiale del Commercio, oggi in crisi sotto la critica dell’Amministrazione Trump che non si ritiene tutelata a sufficienza nell’applicazione delle regole sul commercio. A fronte delle difficoltà emerse ad Osaka nell’affrontare i problemi previsti dall’agenda su ineguaglianze, invecchiamento, salute, economia digitale e clima c’è una buona notizia.

Negli incontri preliminari tra Ministri delle Finanze sembra maturato un accordo che dovrebbe tramutarsi in azione concreta per chiudere i buchi fiscali e legislativi che consentono oggi ad Amazon, Facebook, Google e agli altri big tecnologici di muoversi tra differenti sedi fiscali e pagare pochissime tasse. È una questione di particolare importanza per l’Europa che…


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Paganetto: “CdP potrebbe intervenire solo con un partner industriale”

La Stampa

luglio 10th, 2019 by Fuet in Economia / Economia europea / Economia italiana / Press & Media

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15 Jul2019

Rai News – Studio24


Il Professor Paganetto è stato ospite di “Studio24″ trasmissione di approfondimento di Rai News, condotta da Roberto Vicaretti, in cui si sviluppano tematiche di attualità politica, sociale, economica e culturale. Numerosi i temi al centro della puntata: dalla futura manovra economica, ai rapporti con l’Unione europea, alla flat-tax fino ai recenti sviluppi su Alitalia e “Progetto Italia”.

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Pil mensile: Giugno-Luglio 2019

agosto 19th, 2019 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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La stima flash conferma le attese di crescita piatta del PIL nel 2T 2019

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Secondo la stima preliminare dell’Istat, nel 2T2019 la crescita del PIL reale è stata piatta (+0,02% t/t dallo 0,1% t/t del 1T), in linea con le inchieste presso consumatori e imprese che segnalavano una persistente debolezza nel trend di crescita. Il contributo positivo dei servizi è stato annullato da un calo sia nella manifattura che nell’agricoltura.All’inizio del 3T2019, si attende che il PIL reale mensile resti sostanzialmente invariato (+0,01% m/m a luglio; +0,05% a/a), atteso che sia gli indicatori hard che quelli soft suggeriscono che il ritmo di crescita è ancora debole.La produzione industriale è risultata inferiore alle attese a giugno, con una lieve contrazione dello 0,2% m/m, dopo il rimbalzo di maggio (+0,6% m/m). La debolezza è risultata diffusa a tutti i sotto-settori con la sola eccezione dell’energia, con i beni di consumo e i beni intermedi che sono diminuiti rispettivamente dello 0,7% e dello 0,6% m/m Le indagini congiunturali presso le imprese implicano un inizio debole per il 3T2019 per il settore manifatturiero, con l’indice PMI sostanzialmente invariato a 48.5 punti dai 48.4 punti di giugno, mentre i servizi potrebbero mostrare una maggiore resilienza atteso che il corrispondente indice settoriale si è rafforzato a 51,7 punti dai 50,5 punti registrati a giugno.

Dati e commento

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Pil mensile: Agosto 2019

settembre 17th, 2019 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Possibile crescita piatta anche nel 3T attesa la debolezza della produzione industriale

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Secondo la stima aggiornata del PIL mensile conferma il persistere di una dinamica debole anche nel 3T: ad agosto si prevede che la crescita del PIL reale rimanga piatta (+0,01% m/m) per il sesto mese consecutivo.La stima finale dell’Istat ha confermato che la variazione del PIL reale nel 2T è stata nulla (+0,03% t/t dopo il +0,1% t/t del 1T) e gli ultimi indicatori economici prefigurano un andamento analogo anche nel 3T. La produzione industriale è diminuita ulteriormente a luglio (-0,7% m/m), risultando al di sotto delle attese di consenso, dopo la contrazione dello 0,3% m/m a giugno. I risultati sonon stati misti tra le componenti: i beni di investimento hanno registrato la flessione più forte (-1,6% m/m) seguiti da una riduzione dei beni di consumo non durevoli (-0,6% m/m) e dei beni intermedi (-0,2% m/m), mentre la componente dell’energia ha continuato a crescere (+1,3% m/m) e i beni di consumo durevoli sono aumentati dello 0,9% m/m. I dati più recenti, comprese le indagini sul clima di fiducia delle imprese, indicano che la debolezza del settore manifatturiero dovrebbe persistere: l’indice PMI, sebbene in lieve recupero, resta al di sotto della soglia di espansione (48,7 ad agosto), così come la componente degli ordinativi esteri (49,5 da 48,8 di luglio). I servizi si sono indeboliti, con l’indice settoriale che è sceso a 50,6 dal 51,7 di luglio, risentendo del crollo della produzione industriale tedesca.

Dati e commento

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25 Sep2019

Economia della conoscenza e smart cities per lo sviluppo sostenibile.

25 settembre 2019


Mercoledì 25 settembre, presso la Sala del Consiglio della Facoltà di Economia-Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, si è tenuto l’incontro su

Economia della conoscenza e smart cities per lo sviluppo sostenibile.
Il progetto dell’area Castelli romani – Tor Vergata

Il Convegno organizzato dalla nostra Fondazione, è stato aperto dal Magnifico Rettore prof. Giuseppe Novelli e dal prof. Luigi Paganetto, Presidente FUET e Vice-Presidente Cassa depositi e prestiti.
A seguire l’intervento del prof. Lorenzo Fioramonti, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che ha illustrato alla comunità universitaria il suo innovativo progetto sul “Distretto dell’Economia della Scienza per una Smart Sustainable City”, presentato nel mese di luglio al MIUR quando ricopriva la carica di Vice-Ministro.

Il progetto, che prevede la creazione di una Smart city della ricerca nell’area centro-sud di Roma che fa capo a Tor Vergata,
“punta a trasformare – ha spiegato il Ministro – il territorio con la più alta concentrazione di enti pubblici e di ricerca, che ha molte potenzialità ma al tempo stesso è degradato, in una smart city che si basa sulla conoscenza e sull’innovazione della ricerca. “Quando si parla di smart city – ha continuato Fioramonti – non si parla soltanto di mobilità elettrica ma di hub che creano posti di lavoro di qualità“, una “grande idea per far ripartire l’economia dei territori a più livelli”. Per realizzarlo, bisogna “mettere a sistema tutte le risorse, coinvolgere le imprese” e per questo “abbiamo avviato una serie di interlocuzioni con diverse imprese italiane” e “il 23 ottobre faremo un Patto della ricerca in 10 punti per lavorare insieme con le aziende”.

Per Paganetto, ideatore e promotore dell’incontro, che da tempo punta sull’economia della conoscenza come motore dello sviluppo, “è ora di investire sull’innovazione attraverso il venture capital. Questa proposta torna d’attualità oggi per la rilevanza potenziale del Progetto non solo per l’area dei Castelli romani-Tor Vergata ma anche per la portata che essa può avere rispetto ad uno sviluppo guidato da innovazione e sostenibilità. Di qui l’interesse ad avere uno scambio di idee ed una discussione pubblica che consenta di valutarne la portata e le implicazioni”.

Il Magnifico Rettore Novelli, ha tenuto a precisare che “questa Università si trova in un territorio difficile, in cui ad essere laureata è una persona su 10, mentre nel centro di Roma è laureata una persona su 2. Abbiamo investito molto, soprattutto in sostenibilità; l’università è cresciuta e con lei è cresciuto il territorio. Questo è un dato di fatto”.

Programma dell’evento

Economia della Scienza per una Smart Sustainable City – Presentazione del Min. Fioramonti


 

Pil mensile: Settembre 2019

ottobre 22nd, 2019 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Andamento ancora debole ma con alcuni segnali di miglioramento

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L’andamento dell’attività economica rimane debole nel 3T, indicando una crescita modesta in linea con la dinamica del primo semestre. Ciononostante, in base al nuovo profilo dei conti trimestrali pubblicato dall’Istat e grazie al risultato migliore del previsto della produzione industriale ad agosto, la stima del PIL reale mensile è stata rivista lievemente al rialzo allo 0,03% m/m.
La produzione industriale è aumentata dello 0,3% m/m in agosto, leggermente al di sopra delle attese, dopo un calo dello 0,8% m/m a luglio.
I risultati sono differenziati tra le componenti: i beni di consumo durevoli e quelli di investimento hanno registrato gli incrementi maggiori (rispettivamente dell’1,0% e dello 0,4% m/m), mentre la componente dell’energia si è ridotta dello 0,9% m/m seguita da una diminuzione dei beni intermedi (-0,5% m/m).
L’indice PMI del manifatturiero, in territorio negativo ormai da un anno, ha subito un’ulteriore flessione a settembre a 47,8 e anche gli indicatori sulle prospettive future risultano in peggioramento segnalando che lo scenario complessivo difficilmente migliorerà significativamente nei prossimi mesi. D’altra parte, i settori dei servizi e delle costruzioni hanno registrato lievi miglioramenti. L’indice PMI dei servizi è salito a 51,4 ad agosto dai 50,6 del mese precedente, mentre il clima di fiducia delle costruzioni si è confermato stabile in chiusura del 3T.

Dati e commento

Data and comment

 

8 Nov2019

A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino

8 novembre 2019

Venerdì 8 novembre la Link Campus University in collaborazione con la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale e la nostra Fondazione, ha organizzato l’incontro

“A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino”

Sono intervenuti tra gli altri, Vincenzo Scotti, Presidente Link Campus University; Luigi Paganetto, Presidente FUET; Franco Frattini, Presidente SIOI; Massimo Cacciari, Filosofo, accademico, saggista; S. E. Giovanni Battista Re, Cardinale, già Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato della Santa Sede.

Vedi il Programma dettagliato su unilik.it
Scarica la Locandina

Leggi la relazione presentata dal Presidente Paganetto “Dopo il 1989: un mondo senza muri?

 

Yearning for Inclusive Growth and Development, Good Jobs and Sustainability

novembre 4th, 2019 by Fuet in Books / Economia globale

Editors: Paganetto, Luigi (Ed.)

Springer

This book addresses topics and issues of high relevance to the widely shared desire to promote inclusive growth, sustainability, and innovation within a context of global governance. It is based on the XXXth Villa Mondragone International Economic Seminar, where leading experts met to discuss the latest research and thinking on different aspects of globalization, trade, inequalities, growth imbalances, green technologies, the labor market, and financial systems. The aim is to stimulate new responses and possible solutions to a variety of well-recognized problems, including low growth in real wages, stagnating productivity, and growing disparities in income. Some of these problems are especially evident in Europe, where austerity policies have failed to deliver adequate growth and investment. However, while a number of the contributions focus on aspects of particular importance to Europe, others look further afield, for example to the scope for innovation in Africa and to experiences with quantitative easing in Japan. The book will be of wide interest to academics, researchers, policy makers, and practitioners.

 

Pil mensile: Ottobre 2019

novembre 20th, 2019 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Stabile la crescita in ottobre nonostante la debolezza della manifattura

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L’attività economica continua a registrare una crescita modesta nel 3T, in linea con la dinamica del primo semestre. La stima preliminare dell’Istat attesta una crescita congiunturale dello 0,1% t/t, sostenuta dall’incremento del valore aggiunto dei servizi e dell’industria. La stima del PIL reale mensile per ottobre si mantiene in territorio lievemente positivo (0,03% m/m). I più recenti dati sulla produzione industriale di settembre confermano un quadro di debolezza del settore manifatturiero. Il risultato di settembre mostra un flessione dell’attività industriale che compensa il rialzo del mese precedente. L’andamento tra i comparti rimane eterogeneo: i beni strumentali e i beni di consumo continuano a registrare un’espansione mentre i beni intermedi e l’energia si riducono.
L’indice PMI della manifattura si attesta a 47,7 in ottobre, ancora in territorio negativo ormai da un anno. I sotto-indicatori sulla produzione e sugli ordini continuano a contrarsi, con riflessi sull’occupazione. Unica nota positiva il miglioramento delle condizioni operative dei beni di consumo. Il settore dei servizi mostra una dinamica più vivace. Il relativo indice PMI settoriale continua a crescere (a 52,2 da 51,4 del mese precedente) per il secondo mese consecutivo.

Dati e commento

Data and comment

 

26 Nov2019

Nuove e vecchie sfide per l’Europa di domani

26 novembre 2019

Martedì 26 novembre presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, nell’ambito del Diploma di esperto in management delle amministrazioni pubbliche e della governance europea, si è tenuto un incontro del “Gruppo dei 20” su:

Nuove e vecchie sfide per l’Europa di domani

Ad aprire i lavori sono stati Stefano Battini, Presidente SNA e Luigi Paganetto, Presidente FUET e Responsabile scientifico del Corso SNA, che ha fatto un’ampia introduzione tracciando le linee principali emerse poi nel corso del dibattitto. Sono seguite le relazioni di Giovanni Tria, Università di Roma “Tor Vergata”, già Ministro dell’Economia e delle Finanze; Claudio De Vincenti, Sapienza Università di Roma, già Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Pasquale Lucio Scandizzo, Open Economics e FUET.

Scarica la presentazione del Presidente Paganetto “Le sfide dell’Europa

Video dell’incontro (a cura di Radio Radicale)
Locandina

 

3 Dec2019

5G Italy – The global meeting in Rome

Mercoledì 3 dicembre il prof. Paganetto è intervenuto nel corso di 5G Italy - The global meeting in Rome, conferenza promossa dal CNR e dal CNIT per discutere delle sfide tecnologiche e delle esperienze più significative del nuovo standard delle comunicazioni mobili, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, della Ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano.

Modelli di business, cloud, cybersecurity, e-Health, energia, industria 4.0, intelligenza artificiale, IoT, media, PA, ricerca, smart city, smart mobility, turismo sono stati solo alcuni dei temi affrontati. La relazione presentata dal nostro Presidente si è focalizzata su “5G, trasformazione digitale e sviluppo.


Programma

Video dell’intervento (a cura di Key4biz)

5G Italy, l’innovazione in corsa tra ricerca e applicazione – Key4biz


 

21 Nov2019

Forum Sostenibilità 2019

Il 21 e 22 novembre scorsi, si è svolta a Roma la seconda edizione del Forum Sostenibilità, quest’anno focalizzata sui temi dell’integrazione tra fonti energetiche rinnovabili, sviluppo tecnologico ed etica, con particolare attenzione alle ricadute economiche e sociali delle scelte presenti e future.
L’evento è stato
organizzato da Fortune Italia, con il patrocino della nostra Fondazione e il contributo scientifico del prof. Luigi Paganetto, che ha partecipato ai lavori del tavolo sull’economia circolare ed è intevenuto nel corso della Tavola Rotonda di chiusura su Lavoro, competenze e innovazione sostenibile.


Forum sostenibilità, il ruolo di università e ricerca – Fortuneita.com


 

World Internet Conference 2019
Wuzhen summit

novembre 25th, 2019 by Fuet in Economia / Economia globale / Economia italiana

Dal 20 al 22 ottobre la città fluviale di Wuzhen (provincia dello Zhejiang – Cina orientale) ha ospitato la sesta edizione della World Internet Conference, quest’anno incentrata su “Intelligenza, connettività, apertura e cooperazione: costruire congiuntamente una comunità dal futuro condiviso nel cyberspazio”. La conferenza internazionale ha riunito oltre 1.500 funzionari governativi, rappresentanti di organizzazioni internazionali, esperti e studiosi di alto livello, insieme a leader di importanti aziende provenienti da oltre 70 Paesi.

Tra i partecipanti anche il nostro Presidente Luigi Paganetto, che è intervenuto in due sessioni, rispettivamente su “Industry and Economye “Cooperation and Governance”, nel corso delle quali ha presentato le seguenti relazioni:

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Vedi il Programma completo degli incontri

 

Pil mensile: Novembre 2019

dicembre 18th, 2019 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Stabilizzazione in vista nonostante la debolezza dell’industria


In base alla stima finale dell’Istat per il 3T19, l’attività economica ha continuato crescere a ritmo modesto (0,1% t/t), in linea con la dinamica dei quattro trimestri precedenti. La crescita congiunturale è stata supportata dal contributo positivo dei consumi privati e delle scorte (dopo un marcato processo di decumulo nel 1S19) a fronte di un apporto nullo degli investimenti; le esportazioni nette hanno sottratto 0,4 punti percentuali alla crescita. Dal lato dell’offerta, l’incremento del valore aggiunto dei servizi e delle costruzioni è stato parzialmente annullato dalla flessione dell’industria in senso stretto e dell’agricoltura.

La stima del PIL reale mensile per novembre si mantiene sostanzialmente stabile (0,02% m/m). L’informazione congiunturale più recente delinea un quadro di debolezza del settore industriale, come testimoniato dalla seconda flessione consecutiva dell’indice di produzione industriale (-0,3% m/m ad ottobre). La crescita della produzione dei beni non durevoli non è stata sufficientemente forte da controbilanciare la riduzione dei beni strumentali e dell’energia.
Per i prossimi mesi, le indagini sul clima di fiducia segnalano l’assenza di una ripresa della crescita, ma allo stesso tempo indicano una sostanziale resilienza dell’economia. L’indice PMI della manifattura si mantiene al di sotto della soglia di espansione (a 47,6 in novembre), e rallenta anche la crescita nei servizi (a 50,4).

Dati e commento

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Pil mensile: Dicembre 2019

gennaio 18th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Crescita attesa sostanzialmente piatta a dicembre


La stima del PIL reale mensile per dicembre si mantiene poco dinamica (0,01% m/m). L’indice di produzione industriale recupera leggermente in novembre (0,1% m/m), arrestando la flessione registrata nei due mesi precedenti. Il lieve recupero, frenato dalla sensibile diminuzione nel settore energetico, si manifesta con maggiore intensità nei comparti legati alla domanda di beni di consumo durevoli, intermedi e strumentali, da parte del sistema produttivo.
In prospettiva, le indicazioni provenienti dalle indagini congiunturali risultano deboli. A dicembre il PMI del manifatturiero ha raggiunto il livello minimo dell’anno (a 46,2) e anche le attese di produzione delle inchieste ISTAT si sono ridotte rispetto al mese precedente. Le informazioni di dicembre relative ai servizi risultano invece incoraggianti (PMI a 51,1) ed in recupero rispetto a novembre.

Dati e commento

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21 Jan2020

La nuova Commissione di fronte alle sfide della Governance EU: il ruolo dell’Italia

21-28 gennaio 2020

Il 21 e 28 gennaio presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, nell’ambito del progetto permanente Revitalizing Anaemic Europe, si sono tenuti due incontri del “Gruppo dei 20 ” su:

La nuova Commissione di fronte alle sfide della Governance EU: il ruolo dell’Italia

Nella prima giornata sono intervenuti: Luigi Paganetto, Presidente FUET e Coordinatore del Gruppo; Paolo Guerrieri, Sapienza Università di Roma; Giandomenico Magliano, MAECI, già Ambasciatore di Italia in Francia; Maurizio Melani, Link Campus University.
Nella seconda giornata sono intervenuti: Michele Bagella, Fondazione Economia Tor Vergata; Claudio De Vincenti, Sapienza Università di Roma; Riccardo Perissich, Luiss SEP.

Temi discussi nel corso degli incontri

undefinedLa scelte della nuova Commissione EU e il ruolo dell’Italia
Luigi Paganetto, Presidente FUET e docente SNA

 

18 Feb2020

La nuova Commissione di fronte alle sfide della Governance EU: il ruolo dell’Italia

18 febbraio 2020

Workshop

La nuova Commissione di fronte alle sfide della Governance EU: il ruolo dell’Italia

Martedì 18 febbraio si è tenuto il terzo e ultimo appuntamento del ciclo di incontri del “Gruppo dei 20″ (qui i precedenti) – ospitati dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione – dedicato all’insediamento della nuova Commissione europea e il programma avviato dalla Presidente Ursula von der Leyen.
Ad aprire i lavori è stato Luigi Paganetto, Presidente FUET e docente SNA, che ha presentato una relazione introdutiva sul tema, a cui sono seguiti gli interventi di
Beniamino Quintieri (Università di Roma “Tor Vergata”) su “Le politiche commerciali dell’EU. Gli accordi preferenziali” e di Luigi Bonatti (Università di Trento) su “Declino demografico e immigrazione: una prospettiva sud-europea”.

Temi discussi nel corso degli incontri

undefinedLe scelte della nuova Commissione EU e il ruolo dell’Italia
Luigi Paganetto, Presidente FUET e docente SNA


 

Pil mensile: Gennaio 2020

febbraio 19th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Crescita nulla a gennaio tra debolezza del manifatturiero e incertezza globale


Secondo la stima preliminare rilasciata dall’ISTAT per il 4T2019 il PIL si è contratto dello 0,34% t/t, per effetto di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria e dell’agricoltura a fronte di una sostanziale stagnazione dei servizi. Le difficoltà dell’industria sono confermate dal dato negativo di produzione industriale del mese di dicembre, con l’indice in diminuzione del2,7% m/m a causa di una contrazione della produzione diffusa a tutti i comparti.
In prospettiva, la debolezza dell’attività economica registrata alla fine dello scorso anno determina una revisione al ribasso delle previsioni del PIL reale mensile che ora prospettano una flessione dello 0,02% m/m a gennaio (-0,26% y/y).
Ciononostante, le indagini preliminari relative al mese di gennaio mostrano segnali di lieve miglioramento della dinamica economica. In particolare, sia l’indice PMI che l’indagine ISTAT sulle attese di produzione segnalano un lieve recupero del settore manifatturiero e anche gli ultimi dati congiunturali relativi ai servizi indicano un consolidamento della crescita. Tuttavia, occorre anche considerare che tali indagini non colgono ancora l’impatto sulle aspettative di imprese e consumatori dell’emergenza connessa all’insorgere del coronavirus.

Dati e commento

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Pil mensile: Febbraio 2020

marzo 16th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Crescita nulla a febbraio su cui incombe l’effetto coronavirus


La stima del PIL reale mensile prefigura una sostanziale stabilità dell’attività economica in febbraio (0,01% m/m, -0,21% a/a), arrestando la fase di flessione che aveva caratterizzato i mesi precedenti. Si rileva, tuttavia, che tali stime non incorporano glieffetti dell’epidemia del Covid-19, non ancora riflessi nei dati di febbraio ma che verranno colti dai dati disponibili per marzo. L’inizio dell’anno ha visto un rimbalzo decisamente marcato della produzione industriale (3,7% m/m) che più che recupera lapesante flessione di dicembre 2019. Una dinamica analoga è stata riscontrata anche nelle altre maggiori economie europee. Il rimbalzo ha interessato tutti i principali settori, con un notevole aumento dei beni strumentali (4,1%) e dei beni intermedi (3,3%)e una crescita meno intensa dei beni di consumo (2,6%) e dell’energia (1,3%).
Le indagini congiunturali non offrono segnali incoraggianti: il PMI manifatturiero e le attese alla produzione pubblicate dall’ISTAT sono orientate verso una lieve flessione. Per quanto riguarda i servivi, l’indice PMI settoriale ha rafforzato il suotrend espansivo a febbraio (a 52,1), ma altri indicatori soft, tra cui le nuove immatricolazioni di autovetture, tracciano indicazionimeno favorevoli.

Dati e commento

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Europa e sfide globali
La svolta del Green Deal e del digitale

marzo 26th, 2020 by Fuet in Activities / Economia / Economia europea / Economia italiana

AA. VV. – A cura di Luigi Paganetto
Eurilink University Press – Marzo 2020

Contributi di: Luigi Bonatti, Claudio De Vincenti, Paolo Guerrieri, Giandomenico Magliano, Rainer Masera, Maurizio Melani, Luigi Paganetto, Riccardo Perissich, Beniamino Quintieri

I temi affrontati nel volume sono il risultato più recente dell’attività del Gruppo dei 20 – Revitalizing Anaemic Europe.
I saggi offrono un quadro articolato delle scelte della nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen. Una novità importante per un’Europa che stenta a crescere e deve fronteggiare sfide globali quali la crisi demografica e migratoria, i conflitti commerciali tra Usa e Cina, le conseguenze della globalizzazione, il cambiamento climatico e le esigenze ambientali. A queste sfide se ne è aggiunta un’altra, del tutto inattesa ma decisiva, la sfida per la tutela della salute.

È una svolta decisiva perché, di fatto, nel riconoscere l’insufficienza degli investimenti in Europa, avvia una stagione diversa rispetto al passato e indica come necessaria una politica d’intervento in cui contano le scelte pubbliche per rimediare al forte ritardo su innovazione e tecnologie digitali  [...]

Introduzione
Europa e sfide globali ai tempi del coronavirus

Il volume può essere acquistato in formato digitale e a breve sarà disponibile anche nella versione cartacea.

 

28 Feb2020

“15 minuti di economia”
ReteNews 2.0

Il peso economico del coronavirus

Roma, 28 febbraio 2020. Interviste a margine del workshop “5 priorità per attivare nuovi dinamismi nella società italiana a Luigi Paganetto, Presidente della Fondazione Economia; Gloria Bartoli, Segretario Generale dell’Osservatorio sulla produttività e il benessere – FUET; Antonia Carparelli, Capo Economista – Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

Servizio a cura di ReteNews 2.0

Il peso economico del coronavirusIl peso economico del coronavirus

 

Paganetto: Un bazooka finanziario anti-crisi

La Stampa

aprile 4th, 2020 by Fuet in Economia europea / Economia italiana / Press & Media

L’esigenza di liquidità per gli Stati

Luigi Paganetto – 04/04/2020

Che ci sia, a seguito dell’emergenza coronavirus, un problema di liquidità per il sistema economico è a tutti chiaro. Su come risolverlo le idee sono assai meno messe a punto.

Qualche giorno fa la Germania, seguita dalla Francia (ma anche dalla Danimarca) ha presentato le proprie proposte di intervento alla Commissione europea nell’ambito del “Temporary Framework”, strumento creato da poco che consente agli Stati membri di essere autorizzati ad interventi diretti a mitigare le conseguenze economiche del coronavirus.

Si tratta di interventi, in questi casi, che possono essere descritti come veri e propri “bazooka” perché, con una scelta senza precedenti, il governo tedesco ha chiesto l’autorizzazione, che gli è stata concessa, all’immissione nella propria economia di «un illimitato ammontare di liquidità». La Francia si è limitata a proporre l’immissione di 300 miliardi.

Elemento comune alle due richieste è lo strumento preposto a realizzare gli interventi. Si tratta di due Istituzioni finanziarie Kfw e Bfi France, istituti che agiscono sul mercato in regime privatistico ma sono posseduti interamente dal settore pubblico. Entrambi gli istituti hanno la funzione di investire per lo sviluppo..

Leggi l’articolo completo

 

Coronavirus: uscire dall’incertezza con un programma di investimenti condivisi con l’UE

aprile 20th, 2020 by Fuet in Economia / Economia europea / Economia italiana


In questo momento così impegnativo per il nostro Paese, la nostra Fondazione, nell’ambito del Gruppo dei 20 – Revitalizing Anaemic Europe,  con la volontà e l’aspirazione di dare un contributo per il superamento dell’emergenza del Coronavirus, ha prodotto un documento che presenta un’analisi e prospetta ipotesi di lavoro per uscire dalla crisi che stiamo vivendo, attraverso tappe e obbiettivi condivisi con l’Unione europea.

Il lavoro prodotto è il risultato dei contributi di Luigi Paganetto, Coordinatore del Gruppo dei 20, Patrizio Bianchi, Luigi Bonatti, Paolo Guerrieri, Rainer Masera, Beniamino Quintieri, Nicola Rossi, Pasquale Lucio Scandizzo, Giovanni Tria.
L’impegno, pur nella diversità delle opinioni, è stato quello di convergere su un insieme coerente e compatto di proposte capaci, come dice il titolo del documento, di “Ridurre l’incertezza, non sottovalutare l’impegno messo in campo dall’Unione Europea e puntare su un programma di investimenti condivisi”.

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Premessa
L’acceso dibattito in corso su MES e Eurobond sta in qualche modo determinando, nell’opinione pubblica italiana, una sottovalutazione di ciò che l’Unione Europea sta già facendo per contrastare i devastanti effetti economici della pandemia, con il risultato di far accrescere ulteriormente il già fin troppo diffuso sentimento anti-europeo. L’azione della UE potrà, peraltro, avere un impatto più convincente se sarà orientata in maniera visibile dall’esigenza di ridurre l’incertezza dominante, sia a livello sanitario che economico. Nella percezione delle famiglie e delle imprese è l’incertezza il vero nemico da battere ed è perciò necessario che siano prese decisioni che definiscano subito e con chiarezza, oltre alle risorse messe in campo, i tempi e modalità del loro utilizzo. Tanto più se si considerano gli insegnamenti della crisi del 2008 che ha segnato, per via dell’incertezza dominante e di un forte indebitamento, la caduta dell’attività d’investimento delle imprese e il prevalere di un atteggiamento precauzionale delle famiglie. Il rischio in queste condizioni è che al momento della ripresa ci si possa trovare di fronte ad un problema di domanda, se non si lavora fin d’ora ad una proposta per la creazione di un Recovery Fund che abbia come obbiettivo l’investimento, con debito in comune, nelle grandi infrastrutture ed in quelle produttive e di servizio che servono nell’epoca del Digital Manufacturing. Va chiarito che anche se le priorità vanno ordinate secondo una scala temporale precisa, che va da quella emergenziale a quelle successive, l’esigenza di battere l’incertezza richiede che le diverse fasi siano collegate tra loro in maniera stretta e che mentre si procede con la Fase 1 sia programmata la Fase 2 e quella successiva. Solo così è possibile dare i segnali indispensabili a garantire la ripresa.
Tanto più che occorre fin d’ora concentrarsi sulla proposta per la creazione di un Recovery Fund ben distinto dagli schemi Coronabond, per creare un debito comune sicuro che abbia a fronte le grandi infrastrutture produttive dell’Unione europea.

#INSIEMECELAFAREMO
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__________________ Documento completo ________________ Summary

 

Pil mensile: Marzo 2020

aprile 19th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Primi segnali dell’impatto del Covid sull’economia


I modelli di nowcasting iniziano ad incorporare l’impatto della crisi epidemica a fronte del marcato calo degli indicatori soft. Ci si attende che le proiezioni si aggravino ulteriormente con il peggiorare anche delle statistiche quantitative. La stima aggiornata del PIL reale mensile prefigura una contrazione dell’attività economica in marzo (-0,16% m/m, -0,61% a/a) che riflette un primo impatto delle misure di contenimento atte a ridurre il contagio dell’epidemia in corso.
I dati sulla produzione industriale di febbraio mostrano una diminuzionebdei livelli produttivi (-1,2% m/m), inferiore ad attese di una contrazione più profonda. I beni di consumo e i beni intermedi sono diminuiti rispettivamente dello 0,9% e dell’1,1%,i beni strumentali hanno riportato una variazione nulla, mentre l’energia ha registrato un incremento (2,7% m/m). Tali dati non incorporano ancora pienamente gli effetti delle misure di contenimento, iniziate il 23 febbraio interessando in prima battuta solo una parte del territorio nazionale.
Al contrario, le indagini congiunturali di marzo già segnalano il crollo economico conseguente al blocco produttivo. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto il valore più basso da 11 anni (a 40,3 punti dai 48,7 di febbraio) e le indagini ISTAT certificano la brusca flessione della fiducia delle imprese manifatturiere (89,5), ai minimi dal 2013. Per quanto riguarda i servizi, il PMI settoriale segna il minimo storico (a 17,4), perdendo ben 34,7 punti, e altri indicatori, tra cui le nuove immatricolazioni di autovetture, segnano un crollo.

Dati e commento

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Come ridurre l’incertezza con un piano di investimenti condivisi in Europa

Milano Finanza

aprile 23rd, 2020 by Fuet in Economia / Economia europea / Economia italiana / Press & Media

Luigi Paganetto – 23/04/2020

L’acceso dibattito in corso su Mes ed Eurobond sta determinando, nell’opinione pubblica italiana, una sottovalutazione di ciò che l’Unione europea sta facendo per contrastare i devastanti effetti economici della pandemia, con il risultato di far accrescere ulteriormente il già fin troppo diffuso sentimento entieuropeo.

E qui il caso di ricordare, anche se ben noto, che la Commissione europea ha sospeso le regole del Patto di stabilità e crescita, consentendo ai singoli Paesi di poter spendere senza più i vincoli di disavanzo e debito; ha inoltre sospeso le norme che impediscono gli aiuti di Stato alle imprese in difficoltà, per consentire l’erogazione della necessaria liquidità all’economia; la Bce ha varato, dopo alcune esitazioni iniziali, un piano di acquisti di dimensioni senza precedenti, per oltre mille miliardi, di titoli pubblici e privati (il cosiddetto programma Pepp). E stata tolta ogni condizionalità ai prestiti del Mes per le spese sanitarie dirette e indirette degli Stati membri fino al 2% del pil di ogni Paese. La Commissione ha poi previsto il sostegno temporaneo (Sure) alle casse integrazioni nazionali con prestiti ai governi fino a 100 miliardi complessivi. Si tratta di interventi importanti.

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Emergenza COVID-19
Una proposta per mitigare gli effetti sull’economia italiana

maggio 5th, 2020 by Fuet in Economia italiana


di Lucio P. Scandizzo e Giovanni Tria

La pandemia di Covid-19 sta rapidamente trasformando una emergenza sanitaria in una profonda crisi economica a livello mondiale. Ciò richiede l’adozione immediata di azioni di sostegno all’economia di ampiezza senza precedenti da parte degli Stati, mobilitando tutti gli strumenti sia di politica monetaria sia di stimolo fiscale anche con interventi diretti a supporto del sistema produttivo e delle famiglie. Su questa strada si stanno muovendo, anche se in modo differenziato, i governi dei principali paesi ed è auspicabile che si sviluppi un’azione di coordinamento in sede multilaterale.

In Italia, l’emergenza economica determinata dalla pandemia e dalle misure di contrasto al contagio, con il blocco di gran parte delle attività economiche, pone il duplice obiettivo di assicurare ai cittadini italiani i mezzi di sostentamento nel corso del blocco stesso e, al tempo stesso, impedire la distruzione di capacità produttiva che determinerebbe una più profonda recessione e soprattutto un allungamento dei tempi della ripresa.

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Pil mensile: Aprile 2020

maggio 17th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Caduta senza precedenti del PIL per effetto del lockdown


La pesante contrazione del PIL ad inizio anno oramai certificata dalla stima flash dell’Istat (-4,7% t/t nel 1T20) e il crollo della produzione industriale di marzo (-28,4% m/m), nonché i livelli minimi raggiunti dalle survey di aprile descrivono i pesanti effetti economici della pandemia in corso. In tale contesto risulta ancora più difficile elaborare previsioni di crescita a breve che riescano a cogliere la gravità dello shock in atto. A fronte di questa eccezionale fase storica, si riscontrano difficoltà non solo nell’esercizio di previsione ma anche nella produzione dei dati da parte dell’Istituto nazionale di statistica.
La stima aggiornata del PIL reale mensile prefigura un’ulteriore contrazione dell’attività economica in aprile (-2,3% m/m, -10,2% a/a), dopo la flessione del 2,5% di marzo, marcatamente rivista rispetto alla precedente stima del -0,6%. Il settore industriale ne risulta ampiamente compromesso, facendo registrare una caduta eccezionale in marzo (-28,4% m/m), la più forte tra i paesi dell’Eurozona per effetto delle più stringenti misure di contenimento adottate dal Governo italiano. Nel solo settore manifatturiero il crollo è pari al 30,6% m/m, flessione che si amplia sensibilmente per settori quali il tessile, abbigliamento, pelli e accessori (-51,1%) e i mezzi di trasporto (-60,1%). Marcate riduzioni si riscontrano nei beni strumentali (-39,9%), nei beni intermedi (-27,3%), in quelli di consumo (-27,2%) e nell’energia (-10,1%).
Le indagini congiunturali di aprile aggiornano i nuovi minimi toccati a marzo. L’indice PMI composito registra il crollo più profondo in 22 anni riflesso della straordinaria contrazione della produzione nel manifatturiero (31,1 punti) e nei servizi (10,8).

Dati e commento

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22 May2020

Rai News – Focus 24

Il risparmio degli italiani, il gigante che dorme

Il risparmio degli italiani, il gigante che dorme
di Luca Gaballo

Uno speciale di Focus-24 in cui Luigi Paganetto insieme ad altri economisti ed esperti affrontano il tema fondamentale della ripartenza e della ripresa economica del Paese nelle fasi post pandemia. In questo momento di grave emergenza il dibattito pubblico sulle prospettive dell’economia italiana e del suo debito dovrebbe guardare finalmente alle grandi risorse dormienti della ricchezza nazionale.


 

9 Jun2020

Il piano Colao

Rai Radio1


Luigi Paganetto
, ai mirofoni di “Tra poco in edicola”, ha commentato le proposte – presentate dalla task force guidata dal manager Vittorio Colao – sugli interventi necessari per la ripresa economica e sociale del Paese dopo questa tremenda pandemia.

Clicca qui per ascoltare l’intervista.


“Tra poco in edicola”: La rassegna stampa notturna di Radio1 per conoscere in anteprima, quando i giornali non sono ancora in edicola, le prime pagine dei principali quotidiani e settimanali italiani. Conduttore Stefano Mensurati.

 

Un patto per l’export per uscire dalla crisi.

B. Quintieri per Formiche.net

giugno 8th, 2020 by Fuet in Economia europea / Economia italiana / Press & Media

Patto per l’Export. Così l’Italia (con la Germania) uscirà dalla crisi.


Un pacchetto di risorse mobilitate dal governo a favore dell’internazionalizzazione delle imprese, per la cifra monstre di 1,4 miliardi di euro. È il giusto canale per uscire dalla crisi, commenta a Formiche.net Beniamino Quintieri, già presidente di Sace e professore di Economia Politica all’Università di Tor Vergata. Ma l’Italia da sola non può farcela. Molto dipenderà dal tiro alla fune commerciale fra Washington e Pechino. Così come dalla ripresa di un vicino di casa, la Germania, cui il commercio italiano è indissolubilmente legato.

Quintieri, l’Italia punta sull’export per ripartire. Un miliardo di euro è una bella cifra.

Questo lo sappiamo dalla storia del secondo dopoguerra ma soprattutto dalla storia degli ultimi dieci anni. Dopo la crisi finanziaria del 2008 i pochi punti di crescita che abbiamo recuperato li dobbiamo all’export. Oggi le altre variabili che determinano la crescita, dai consumi agli investimenti pubblici e privati, sono stagnanti o col segno negativo. L’unica via d’uscita è offerta dall’export, quindi ben vengano queste nuove risorse.

Leggi l’intervista completa


di Francesco Bechis - 08/06/2020

 

Pil mensile: Maggio 2020

giugno 18th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Primi segnali di svolta per l’attività economica


L’ISTAT ha rivisto al ribasso la stima preliminare del PIL per il 1T20, prefigurando una contrazione più marcata (-5,3% t/t da -4,7% t/t; -5,4% a/a da -4,8% a/a). A contribuire all’andamento del PIL è stata soprattutto il contributo negativo della domanda interna al netto delle scorte (-5,5pp), con i consumi finali che hanno sottratto 4,1 pp alla crescita, mentre le scorte hanno contribuito positivamente (1,0pp). Più contenuto il contributo negativo delle esportazioni nette (-0,8 pp).
Nonostante primi segnali che il punto di minimo sia stato raggiunto in aprile, il modello econometrico traccia ancora una dinamica negativa nel mese successivo. La stima aggiornata del PIL reale mensile prefigura un’ulteriore contrazione dell’attivita’ economica in maggio (-1,5% m/m, -10,9% a/a). La produzione industriale di aprile ha subìto una marcata flessione (-19,1% m/m), sebbene più contenuta di marzo (-28,4% m/m). La flessione è estesa a tutte le componenti ma risulta particolarmente accentuata per i beni strumentali (-21,8% m/m) e per i beni intermedi (-24,6% m/m ). Nello stesso tempo, si rileva una modesta crescita per l’energia (0,7% m/m) che rimbalza dopo il brusco -8,8% di marzo, e per il comparto farmaceutico (2,0% m/m).
I dati congiunturali relativi a maggio suggerirebbero l’inizio di un progressivo recupero, che va di pari passo con il riavvio delle attività. A maggio l’indice PMI composito risulta ancora in contrazione, attestandosi a 33,9 punti, ma in miglioramento rispetto al minimo storico toccato ad aprile (10,9). Nel dettaglio, l’indice PMI del manifatturiero risale a 45,4 punti e nei servizi l’indice PMI settoriale si colloca a 28,9 punti.

Dati e commento

Data and comment

 

Un new deal per l’Italia nel post covid-19

giugno 26th, 2020 by Fuet in Economia / Economia europea / Economia italiana

La Fondazione, nell’ambito delle recenti attività del Gruppo dei 20Revitalizing Anaemic Europe, ha prodotto un nuovo documento di analisi per la ripresa economica del Paese, ribadendo le misure da attuare per intervenire efficacemente dopo la grave crisi, con riferimento ai programmi varati dalla Commissione EU.

Il lavoro, curato da Luigi Paganetto Coordinatore del Gruppo dei 20, ha beneficiato delle osservazioni e dei contributi di Michele Bagella, Luigi Bonatti, Paolo Guerrieri, Rainer Masera, Massimo Mucchetti, Beniamino Quintieri, Pasquale Lucio Scandizzo, Giovanni Tria.
N
e hanno discusso M. Ludovica Agrò, Angelo Airaghi, Riccardo Barbieri Hermitte, Gloria Bartoli, Rocco Cangelosi, Antonia Carparelli, Fabio Colasanti, Luigi Gambardella, Amedeo Lepore, Giandomenico Magliano, Mauro Maré, Maurizio Melani, Costanza Pera, Vincenzo Scotti.

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Premessa
Il Gruppo dei 20 ha preso posizione, sin dall’aprile scorso, sugli interventi del post Covid-19 sostenendo che:

  • È necessario che sia reso operante al più presto quanto previsto dal decreto Rilancio per una reale compensazione del mancato fatturato delle imprese che hanno dovuto sospendere la loro attività in obbedienza al Decreto Cura Italia;
  • Occorre evitare un aumento non necessario dell’indebitamento delle imprese perché non accada che alla ripresa si verifichi, come nel 2008-2015, una crisi sul lato della domanda che toccherebbe sia le famiglie che le imprese e si aggiungerebbe alle strozzature dell’offerta generate dalla chiusura;
  • Le scelte per l’emergenza condizioneranno anche quelle proiettate verso la Fase 3, nel senso che tanto più risulteranno ben fatte le scelte sull’emergenza, tanto minori saranno i danni per il nostro paese e tanto più saremo in grado di uscire presto dalla recessione in corso e imboccare il sentiero di una solida ripresa;
  • L’ostacolo maggiore per il rilancio dell’economia italiana (per il passato prossimo e ancor più, prevedibilmente per il futuro immediato) è la carenza delle capacità tecniche ed amministrative per programmare, progettare e realizzare interventi pubblici.
Oggi, in continuità con le analisi precedenti, vuole indicare quali dovrebbero essere i 10 punti fondamentali per intervenire efficacemente in queste fasi post pandemia.


 

Rivista di Politica Economica

Giugno 2020

giugno 20th, 2020 by Fuet in Economia europea / Economia italiana


Innovazione digitale e stagnazione della produttività: un puzzle difficile da risolvere

di Gloria Bartoli e Luigi Paganetto

  • La stagnazione della produttività è una patologia che dalla fine degli anni Novanta tiene l’Italia nel circolo vizioso di bassa crescita,  bassi salari e living standard in calo, alto debito pubblico rispetto al PIL e ridotta capacità di ammortizzare le crisi che a loro volta riducono la produttività.
  • La pandemia del Covid-19 rende ancor più centrale il ruolo della produttività in vista della ripresa che tanto prima riusciremo ad afferrare quanto più entreremo in un sentiero virtuoso di ripresa della produttività.
  • La produttività totale è ciò che aumenta il potenziale dell’economia e gli standard di vita. Il suo fondamento è nello sviluppo tecnologico. Dagli anni Novanta la digitalizzazione dell’economia ha quadruplicato il numero dei brevetti nel mondo e negli ultimi anni il focus strategico delle imprese alla frontiera si è spostato ai dati accumulati e alla proprietà intellettuale sviluppata su questi dati da intelligenza artificiale e machine learning: tuttavia, la produttività è rimasta stagnante in tutti i paesi avanzati.
  • Risolvere questo enigma è l’obiettivo dell’articolo che procederà all’identificazione degli ostacoli strutturali e congiunturali alla diffusione dell’innovazione. Ostacoli che, altrimenti, renderanno più difficile e fragile la ripresa.

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da “La trasformazione digitale: sfide e opportunità per l’economia italiana”
Rivista di Politica EconomicaCentro Studi Confindustria (06/2020)


 

Un New deal per l’Italia è la sfida per la Pa

Milano Finanza

luglio 14th, 2020 by Fuet in Economia / Economia italiana / Press & Media

Luigi Paganetto - 14/07/2020

Una strategia di ripresa di successo deve rimuovere l’eccesso di incertezza che grava nel nostro paese su famiglie ed imprese. Questo è il focus del documento del Gruppo dei 20 della Fondazione Economia dell’Università di Roma Tor Vergata. Per il rilancio dell’economia, accanto alle risorse pubbliche, c’è la grande opportunità offerta dall’ampiezza del risparmio nazionale per sostenere una politica di investimenti adeguata, incentivando direttamente famiglie e imprese a

partecipare ad investimenti in cui lo Stato potrebbe intervenire a garanzia con un capitale minimo destinato a fare da moltiplicatore secondo il modello Bei. Bene sta facendo il Governo a riprendere l’esperienza di successo dei Pir.
Sull’utilizzo dei fondi europei va detto che la difficoltà non è formulare la lista degli interventi, vedi il Rapporto Colao, ma indicare le scelte da fare e preparare le Amministrazioni pubbliche a procedure che non saranno molto diverse, probabilmente, da quelle previste già oggi per i Fondi strutturali europei. E scontato che le direttrici d’intervento del Recovery Plan, oggi «Next Generation Eu» presentato dalla Commissione e, in quanto tali, vincolanti ai fini dell’acquisizione delle risorse saranno quelle previste e in larga misura già annunciate da Ursula von der Leyen in materia di Green Deal e digitale.

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Pil mensile: Giugno 2020

luglio 16th, 2020 by Fuet in Economia italiana / PIL mensile

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Lieve miglioramento dell’indicatore mensile, rimbalzo della
produzione industriale


La fase di riapertura delle attività e il graduale allentamento delle misure di contenimento hanno portato ad un rimbalzo della attività economica. La stima aggiornata del PIL reale mensile prefigura un’attenuazione del ritmo di contrazione in giugno (-0,8% m/m, -10,6% a/a). La produzione industriale di maggio ha mostrato un rimbalzo (42,1% m/m da -20,5% in aprile), sorprendendo le attese. Tuttavia, l’indice destagionalizzato risulta ancora ad un livello inferiore del 20,3% rispetto a quello registrato nel maggio 2019. Gli aumenti congiunturali hanno coinvolto tutti i comparti: aumentano in misura marcata i beni strumentali (+65,8% m/m), seguiti dai beni intermedi (+48,0% m/m), i beni di consumo (+30,8% m/m) e, con una dinamica meno accentuata, dall’energia (+3,4% m/m).
A giugno l’indice PMI composito resta al di sotto della soglia di espansione, attestandosi a quota 47,6(da 33,9 di maggio), mostrando un rallentamento della fase di declino. Nel dettaglio, a fronte del lieve margine di crescita registrato dall’indice PMI manifatturier (a 47,5 da 45,4 di maggio), l’indicatore dei servizi si colloca a 46,4 (da 28,9 di maggio), segnalando un ritmo di contrazione molto inferiore rispetto ai mesi precedenti.

Dati e commento

Data and comment


 

17 Jul2020

Recovery fund e Consiglio UE

Rai Radio1

Luigi Paganetto, ai microfoni di “Tra poco in edicola”, ha commentato in diretta le prime notizie giunte dal vertice del Consiglio UE in corso a Bruxelles. Trattativa serrata sul Recovery fund, non è stata ancora trovata l’intesa con i Paesi “frugali” – Olanda in testa – come dichiarato dallo stesso Presidente Conte a margine dell’incontro.

Clicca qui per ascoltare l’intervista.

 

21 Jul2020

Next Generation EU & Recovery plan

Rai Radio1

Il Presidente Paganetto, intervenuto nel corso della trasmissione di Rai Radio1 Tra poco in edicola, ha commentato il nuovo accordo raggiunto dai Paesi UE nel corso dell’ultimo Consiglio Europeo. Una trattiva lunga e complicata, “un successo dell’Europa, è prevalso il principio di mutualità fino a ieri del tutto assente. Un segno molto importante del nuovo corso intrapreso dell’Unione”.

Clicca qui per ascoltare l’intervista.

 

Meno incertezza per la ripresa del Paese. La ricetta di Paganetto

Formiche.net

luglio 16th, 2020 by Fuet in Economia / Economia europea / Economia italiana / Press & Media

Il tempo conta, l’indicazione delle priorità è decisiva e l’atteggiamento da adottare deve esser quello di non perdersi in sterili discussioni sui cosiddetti Paesi frugali. L’analisi di Luigi Paganetto, Presidente Fondazione Economia dell’Università di Roma Tor Vergata.

L’incertezza, lo si sa, è associata a qualsiasi attività umana e a quella economica in particolare. L’incertezza nel post Covid-19 è particolarmente elevata, anche perché non è ancora chiaro quali siano le scelte e le priorità dell’azione a favore della ripresa, a fronte di una caduta del Pil per il 2020 dell’11,6%. La scelta essenziale da fare, per avere successo, nell’intervento a favore della ripresa è quella di agire sulle aspettative, mitigando l’incertezza dominante attraverso l’indicazione delle priorità che l’azione pubblica intente adottare. Non c’è bisogno di sottolineare quanto le aspettative contino sui mercati.

Il tempo conta, l’indicazione delle priorità è decisiva. L’investimento in sanità, con l’utilizzo dei fondi Mes, ha priorità non solo perché i rischi di una ripresa dei contagi è tutt’ora presente, ma anche perché l’esperienza di questi mesi ha mostrato, assieme alla capacità di risposta del nostro sistema ospedaliero, l’inadeguatezza delle infrastrutture territoriali di assistenza. La seconda questione da affrontare è quella dei tempi e modi degli interventi pubblici. Non si tratta solo del tema, ampiamente discusso, della corrispondenza temporale tra i provvedimenti del Cura Italia e del Decreto di Rilancio e la disponibilità effettiva delle risorse erogate a favore di famiglie e imprese. C’è da affrontare nello stesso intervallo temporale un doppio problema, quello relativo al disavanzo e quello del rilancio dell’economia.

Leggi l’articolo completo

 

Capitalism, Global Change and Sustainable Development

luglio 28th, 2020 by Fuet in Books / Economia globale

Editors: Paganetto, Luigi (Ed.)

Springer

  • Gathers contributions to the XXXI Villa Mondragone International Economic Seminar
  • Analyzes the current economic trends of globalization and digitalization
  • Examines the environmental and societal implications of economic growth

This book analyzes new forms of capitalism that are manifesting under the pressures of global transformation. By studying economic and environmental indicators in various parts of the world, it seeks to reconcile economic growth with environmental and social sustainability, which is an important issue in both developed and emerging economies. These indicators include the explosive development of digital technologies and new global value chains, which are reshaping economies and societies all over the world. The contributing authors also address the challenge of immigration, the sustainable development transformation, the ties between productivity and social rights, automation and global value chains, the energy transition, and innovation and sustainable growth.

 

Economia e post Covid-19

30 luglio (a distanza)

agosto 1st, 2020 by Fuet in Economia / Economia europea / Economia italiana / Gruppo dei 20

Giovedì 30 luglio si è tenuta una nuova riunione del Gruppo dei 20, i temi affrontati sono stati quelli legati alle priorità per realizzare il rilancio e utilizzare al meglio i fondi NGEU. La discussione si è sviluppata a partire dal documento predisposto da Luigi Paganetto su “Next Generation EU e Governance del rilancio europeo”.

Sono intervenuti, tra gli altri, S.E. Amb. Maurizio Massari, Rappresentante Permanente d’Italia a Bruxelles, M. Ludovica Agrò, Gloria Bartoli, Patrizio Bianchi, Rocco Cangelosi, Fabio Colasanti, Claudio De Vincenti, Paolo Guerrieri, Rainer S. Masera, Maurizio Melani, Beniamino Quintieri, Nicola Rossi, Pasquale L. Scandizzo e Giovanni Tria.

Il documento finale sarà disponibile a breve.


 
 
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La Fondazione Universitaria Economia Tor Vergata è uno strumento di relazione tra università, imprese e istituzioni.

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